Viaggio in Giappone: da Osaka a Okinawa

Viaggio in Giappone © Carla Squaiella

Introduzione all’itinerario

Dopo tanti anni di viaggi in giro per il mondo, mio marito ed io, scegliamo il Giappone. Agosto non è il periodo migliore, ma il lavoro non ci lascia alternative. Da sempre una meta che ci incuriosisce per i suoi meravigliosi contrasti tra modernità, tecnologia e tradizione, ma costosa e quindi tenuta in serbo per tempi migliori. Un’occasione unica ci si presenta con un viaggio omaggio della Qatar, dovuto a un overbooking del nostro volo di ritorno da Bangkok… Voliamo quindi gratuitamente un anno dopo verso Osaka (ancora con Qatar, purtroppo senza altri overbooking!). Il Giappone è un paese su cui molto spesso si esprimono pareri preconcetti. Il modo migliore per capirlo è liberarsi dai pregiudizi. Forse anche noi siamo partiti un po’ prevenuti, ma già all’arrivo, passati i primi attimi di difficoltà per abituarci a questo paese così diverso e lontano da noi, siamo stati presi da un entusiasmo che non ci ha più abbandonato. Anche a distanza di tempo, solo a raccontare il nostro viaggio, riproviamo le stesse emozioni.

Viaggio in GiapponeCon il Japan Rail Pass di 2 settimane abbiamo visitato le città principali, mete indiscusse di ogni viaggio in Giappone, come Kyoto, Tokyo, Osaka, ma anche Nara, Hiroshima e Nikko. Vogliamo inoltre uscire dai circuiti tradizionali alla ricerca di quel Giappone lontano da grattacieli, luci e modernità. Non tutti sanno che il Giappone è circondato da oltre 6500 isole, di cui 500 tropicali o subtropicali, con spiagge stupende, luoghi ideali anche per una vacanza all’insegna del relax. Per la maggior parte disabitate, solo poche isole offrono strutture turistiche. In una settimana ci muoveremo quindi con i ferry, tifoni permettendo, spingendoci da Kagoshima alle Amami Islands (Amami Oshima, Tokunoshima, Yoron-to), fino a Okinahua e Zamami Jima.

Il nostro è un itinerario alla scoperta delle meraviglie della terra del sol levante, che dischiude un mondo in cui tradizione e modernità convivono in modo così unico e autentico da non deludere certamente le aspettative dei fan nipponici e sedurre chi ancora non sa bene a cosa va incontro.

Costi e organizzazione

Il Giappone è un paese tra i più costosi da visitare, qui di seguito alcuni accorgimenti per mantenere le spese a un livello accettabile.

Innanzi tutto i mezzi pubblici. Non dimenticate il Japan Rail Pass che potete comperare solo ed esclusivamente nella vostra nazione prima di partire. E’ un pass ferroviario per stranieri che visitano il Giappone per turismo ed è il modo più conveniente per visitare il paese in treno (ottima scelta anche considerando che i ritardi dei treni sono un’eccezione rarissima, quasi in estinzione). Sono inclusi nel pass quasi tutti i treni della compagnia ferroviaria giapponese, compresi quelli ad alta velocità “Shinkansen” (ad eccezione del Nozomi, poco male) che corrono a quasi 300 km/ora! Incluse anche le linee ferroviarie urbane e i servizi dei bus navetta della JR. La decorrenza del pass inizia dal primo viaggio effettuato su suolo giapponese. In città ci sono diverse linee metropolitane o di superficie a tariffa differenziata che vi portano ovunque. In base al vostro programma verificate nelle varie mete la convenienza di acquistare pass di 2-3 o più giorni, o il ticket giornaliero. Occhio a confrontare bene il vostro itinerario con gli stop consentiti dal ticket. E per spostarsi da un’isola all’altra ci sono i ferry. Potrete scegliere tra diverse compagnie a seconda del percorso; non ci sono dei veri e propri pass, ma è possibile sfruttare un solo biglietto fermandosi in più tappe. Il biglietto si acquista solo in Giappone e solo dalla città di partenza. Noi abbiamo acquistato un biglietto della line A che si sposta nelle Amami Islands della durata di una settimana pagando la tratta più lunga e cioè da Kagoshima a Okinawa. Gli stop intermedi, previsti nel percorso di biglietto acquistato, sono tutti gratuiti, purché vi ricordiate di far timbrare l’autorizzazione per la tappa successiva prima di scendere dalla nave.

Un suggerimento per chi non prenota gli hotel: negli uffici del turismo sono disponibili dei books con fotografie e prezzi di tutte le proposte, adatti a tutte le tasche (o quasi). Noi abbiamo chiesto al personale dell’ufficio turistico di aiutarci e telefonare a nostre spese per disponibilità e prenotazione. Pochissimi parlano inglese negli hotels e ancora meno fuori dai circuiti più battuti. Per ogni prenotazione confermata si ottiene un voucher, da presentare al check-in in hotel. Noi abbiamo organizzato il tutto a Kyoto (CIT c/o JR train station 9° piano) e non abbiamo mai avuto un problema o un disguido. Sempre al Cit abbiamo trovato una carta telefonica molto conveniente, se non ricordo male, vendibile solo c/o l’ufficio del turismo, che abbiamo usato subito per le telefonate agli hotels.

I ristoranti eleganti con cuochi che preparano in modo impeccabile i piatti al banco dei commensali, sono molto cari, sopratutto nelle città più grandi e noi li abbiamo evitati accuratamente. Nelle stazioni ferroviarie, o in prossimità dei grandi magazzini si trovano invece tanti locali a prezzi ragionevoli. Ogni città ha delle zone ricche di ristorantini e “fast food” locali. Per nostra fortuna, la cucina giapponese non è fatta solo di sashimi o sushi (non siamo dei patiti del pesce crudo), ma offre una grande varietà di pietanze. Dei modelli in plastica o cera esposti nelle vetrine dei ristoranti vengono in aiuto a chi non è pratico, sono molto verosimili e riportano anche il prezzo. Inoltre, ci sono tanti ristoranti italiani di ogni livello di prezzo, molto apprezzati dai giapponesi. Alcuni locali tipo franchising sono specializzati in pasta e pubblicizzano fieramente l’uso della pasta Barilla, ci azzarderemmo a dire che il Giappone offre forse i migliori piatti di pasta che si possano mangiare all’estero…

Prima di partire, da leggere e da vedere

E’ veramente difficile scegliere tra la sterminata produzione cinematografica e letteraria giapponese. Così diamo giusto qualche suggerimento generico, che vuole essere solo un punto di partenza. Per il cinema non possiamo evitare di fare nomi quali Ozu e Kurosawa. Un paio di titoli, Viaggio a Tokio e I sette samurai. Poi c’è il mitico Godzilla diretto da Ishirô Honda e, per arrivare ai giorni nostri, Zatōichi di Takeshi Kitano e La città incantata del maestro dell’anime Hayao Miyazaki. Da leggere A sud del confine a ovest del sole di Haruki Murakami, Libro d’ombra di Yunichiro Tanizaki e poi si parte con l’esperienza manga. Chiunque voglia avvicinarsi al Giappone inizi ad entrare in una libreria del fumetto. Qualche must: Vagabond di Takehiko Inoue, Berserk di Kentaro Miura e Dragon Ball di Akira Toriyama.

Si parte…

La nostra destinazione è il Giappone, ma il viaggio aereo dall’Italia prevede una sosta di una decina di ore a Doha, capitale del Qatar. A chi è costretto a lunghi stop over, la compagnia offre un breve giro guidato della città di 2 ore senza visto. Noi optiamo per uscire il più a lungo possibile dall’aeroporto per vedere meglio Doha. Paghiamo quindi il visto temporaneo e ci facciamo lasciare verso le undici al Souk Wakif, mercato di prodotti locali. E’ meno interessante e colorato di quanto ci aspettassimo, quindi decidiamo di visitare il complesso di ristoranti El-Bandar, noto punto di ritrovo serale. E’ ormai l’una quando iniziamo la nostra passeggiata lungo la modernissima corniche, il lungo mare, vanto di Doha. Ahimè ci saranno 45° e ci siamo dimenticati nel bagaglio a bordo il cappellino e la crema solare. A dire il vero non ci sono molti turisti o “qatariani” a passeggiare sotto il sole cocente, ma coraggiosi la percorriamo tutta fino al lussuoso Sheraton Doha Hotel, dove ci fermiamo alcune ore per scampare alla calura e riposare indisturbati nella grandissima hall. E’ sera ed è ora di ritornare in aeroporto, per riprendere il nostro viaggio.

Dopo 10 ore di volo siamo a Osaka, all’aeroporto Kansai International. Scopriamo subito che muoversi nell’aeroporto non è facile, tutto è ipertecnologico! Vogliamo raggiungere subito Kyoto, lasciando la visita di Osaka al termine del viaggio, abbiamo bisogno quindi di acquistare il biglietto ferroviario e una carta telefonica perché nessuno dei 2 cellulari portati dall’Italia funziona; anche il semplice acquisto e uso di una carta non risulteranno semplici, pochi parlano l’inglese, ma c’è da dire che quei pochi sono di una disponibilità e gentilezza unica. Caratteristiche che apprezzeremo per tutta la vacanza. In tutti i nostri viaggi, preferiamo i mezzi pubblici, all’uso dell’automobile privata. E’ il modo migliore per immergersi nelle abitudini locali e capire meglio, nel breve tempo di un viaggio, il paese che si sta visitando.

Finalmente ce l’abbiamo fatta: abbiamo la nostra carta telefonica e soprattutto il biglietto del treno per raggiungere Kyoto.

Il viaggio in Giappone continua… A Kyoto