Viaggio in Giappone: Okinawa

Okinawa ken - Giappone © Carla Squaiella
Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Giappone. Leggi l’itinerario completo qui »

In poco più di 5 ore di ferry da Yoron-to raggiungiamo Okinawa-ken, la prefettura di Okinawa gruppo centrale dell’arcipelago giapponese delle Ryukyu, a metà strada tra Kyushu e Taiwan. Le coste dell’arcipelago sono caratterizzate da spiagge e grotte, fondali ricchi di barriere coralline e di pesci tropicali, mentre l’entroterra è coperto da foreste pluviali, subtropicali e di mangrovie. Il nome Okinawa nella nostra memoria non evoca però le splendide spiagge e i suggestivi fondali, ma purtroppo una sanguinosa e decisiva battaglia.

Okinawa vanta la fama di popolazione più longeva del mondo, grazie al basso inquinamento e alla “dieta di Okinawa” appunto, a base di riso, sushi, tofu e alghe (anche se oggi non mancano i fast food all’americana).

Trascorriamo qualche giorno a Naha, capitale della maggiore isola di questo arcipelago, rasa al suolo durante la II guerra mondiale e sede dell’amministrazione americana delle isole dal 1945 fino al 1972. E’ una città moderna, con l’impressionante monorotaia sopraelevata chiamata Yui Rail che collega l’aeroporto al centro cittadino fino alla Stazione di Shuri, antica capitale di Okinawa, che rende facilmente accessibili le zone più interessanti della città.

Yui Rail - Naha, Giappone

© Carla Squaiella

Una breve visita al Castello Shuri al quale si accede attraverso la porta Shureimon, considerata simbolo di Okinawa. Fu costruita nel 16° secolo durante il regno di King Sho Shin, distrutta durante la guerra e ricostruita nel 1958. La troviamo sulle banconote da 2000 Yen. Nel pomeriggio ci spostiamo nel Peace Memorial Park di Mabuni, da cui si gode uno splendido panorama. Il parco è costruito dove si tenne l’ultima battaglia di Okinawa, in memoria delle centinaia di migliaia di morti, inclusi i 1200 americani, che perirono in quello che venne chiamato il “typhoon of steel” (tifone d’acciao) o “tetsu no ame” in giapponese. Il museo racconta la storia di Okinawa nella II guerra mondiale, la battaglia e il periodo post bellico con l’occupazione americana del territorio. Il monumento Cornerstone of Peace è stato edificato nel 1995, il 50° anniversario, e riporta i nomi dei caduti militari e civili (oltre 230.000) senza distinzione di nazionalità, cosa che rende questo monumento quasi unico per la sua neutralità. Più di un quarto della popolazione civile perse la vita in questa controversa battaglia. Le ingenti perdite tra le fila americane portarono alla decisione di costringere il Giappone alla resa con le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Migliaia di soldati giapponesi si suicidarono, e anche molti civili, si dice, spinti dall’esercito nipponico pronto a ordinare suicidi di massa piuttosto che arrendersi (gyokusai, morte onorevole). Solo dopo alcuni anni si è iniziato a parlare dello scontro nella battaglia di Okinawa tra popolazione civile e militari.

Mestro di Iaido - GiapponeA Okinawa ha avuto origine il karate e decidiamo di fare una visita all’Okinawa Prefectural Budokan a Onoyama Koen con i suoi 3 piani di stanze dedicati all’allenamento di arti marziali, la cui struttura è considerata un capolavoro architettonico della città. Quando arriviamo le sale sono deserte, gli studenti hanno terminato le lezioni. Siamo delusi e pensiamo di aver fatto un giro a vuoto, quando entra un uomo munito di spada. E’ un insegnante di Iaido. Indossa l’abito tradizionale e sembra molto contento di esibirsi davanti a noi durante il suo allenamento. L’arte marziale Iaido, arte dell’estrazione della spada, veniva praticata dai samurai nei duelli, e il suo principio fondamentale è il Saya no Uchi, e cioè vincere con la spada nel fodero, dimostrare all’avversario una tale superiorità da indurlo ad abbandonare la sfida. Anche il nostro sorridente insegnante, pur essendo di piccola statura, appena sfodera la spada incute paura, sembra un gigante. Comprendiamo poco delle sue descrizioni che precedono ogni mossa, ma guardarlo è uno spettacolo.

La gente di Okinawa è nota per la disponibilità e per i sorrisi. I locali di Kokusaidori, la via principale della città fiancheggiata per tutta la sua lunghezza da bar, ristoranti e negozi di souvenir, non fa eccezione, così vivace sia di giorno che di notte. Ormai ci eravamo abituati a isole dove la vita termina alle sette di sera e trovare negozi e ristoranti aperti fino alle 23 ci sembra “vera movida”.

Il viaggio in Giappone continua… La prossima tappa sono le Kerama Islands