Viaggio in Giappone: Osaka, gli 808 ponti di Naniwa

Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Giappone. Leggi l’itinerario completo qui »

Siamo a Osaka, nella regione del Kansai, isola di Honshu, nostro primo porto d’arrivo in Giappone e ultima tappa prima del volo che ci riporterà in Italia. Sono trascorse 4 bellissime settimane, che ci sembrano molte di più. Ci muoviamo sicuri per la città, come fossimo di casa e ripensiamo a come ci sentivamo confusi all’arrivo all’areoporto Kansai International.

Osaka, anticamente chiamata Naniwa, con i suoi 24 quartieri, è considerata la capitale economico-commerciale del Giappone e a ben dire dal momento che di giorno la sua popolazione aumenta di oltre il 40%, diventando seconda solo a Tokyo. Qui ritroviamo il Giappone moderno con i grattacieli, il traffico, le luci e gli innumerevoli ponti sul fiume Yodo. Considerata meno bella di altre città giapponesi, Osaka è iper moderna e dà il meglio di sé la notte quando risplende di luci e di neon.

Per girare la città, conviene acquistare i pass giornalieri (1 o 2 giorni) che consentono di utilizzare le 8 linee metropolitane più i mezzi di superficie, con alcune “free admission facilities” (maggiori informazioni presso i Pass Osaka Visitor’s Information Center o le principali stazioni).

Sotto una pioggia torrenziale raggiungiamo la stazione di Osakajo Koen per vedere il castello di Osaka-jo, tra gli edifici più importanti del Giappone. Costruito nel XVI secolo da Toyotomi Hideyoshi, distrutto e ricostruito più volte nei secoli, all’interno non sembra affatto un antico castello giapponese. Dalla torre si gode una splendida vista della città, ma noi un po’ sfortunati, riusciamo a mala pena a intravedere il castello immerso nelle nubi. Molto diverso il panorama in primavera quando i ciliegi sono in fiore, in occasione dell’hanami (antichissima tradizione ancora osservata per cui milioni di Giapponesi si incamminano per ammirare le fioriture), e tutto intorno risuona di note dei tamburi taiko e si affolla di venditori ambulanti.

Viaggio in Giappone: Osaka di notte

Merita una visita l’acquario Kaiyukan, nonostante sia caro (2000 yen). Tra i più grandi acquari coperti al mondo, vi è riprodotto l’ambiente naturale di 10 zone dell’Oceano Pacifico. Un percorso ideale parte dai fondali dell’oceano fino alla superficie terrestre, infatti nell’acquario si trovano oltre ai pesci, rettili, uccelli, anfibi, mammiferi e piante, decine di migliaia di specie rappresentative dell’intero Pacifico. L’acquario è formato da 14 grandi vasche tra cui una prima a forma di tunnel e un’altra chiamata Oceano Pacifico, che da sola supera le 5000 tonnellate di acqua, dove nuota indisturbato tra un’infinità di pesci, il fotografatissimo squalo balena.

Raggiungiamo poi il futuristico (e spesso contestato) capolavoro di architettura moderna, Umeda sky building, a nord ovest dell’Osaka station, formato da due torri gemelle di 40 piani per 173 metri di altezza… Dall’osservatorio che unisce le torri, si gode uno splendido panorama a 360° gradi sulla città e sul porto (entrata 700 yen).

A Osaka c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli acquisti, ci sono grandi magazzini e negozi ovunque, ma il meglio è nei dintorni di JR Osaka, a Umeda o Minami, mentre Den Den Town è la zona dell’elettronica. Nei negozi che espongono la vetrofania tax-free è possibile evitare di pagare le tasse, serve però il passaporto.

Dotombori - Osaka, GiapponeA Minami si trova il quartiere Dotonbori, uno dei più vivaci ed emozionanti del Giappone, soprattutto di notte quando si anima di luci, suoni e profumi. Si sviluppa lungo l’omonimo canale, attorno a Dōtombori-gawa e Dōtombori Arcade. Il fiume artificiale costruito nel 1600 come drenaggio per la bonifica della zona, è diventato un punto focale di Osaka con negozi alla moda, teatri, cinema, videogiochi, karaoke, pachinko (gioco elettronico molto amato dai Giapponesi), e soprattutto ristoranti dove si può trovare di tutto a prezzi ragionevoli. Ricordiamo che Osaka è chiamata anche tenka no daidokoro (la cucina del Paese) perché considerata la capitale della buona tavola. Va a un suo cittadino, Momofuku Andou, il merito di aver inventato nel ’58, i noodles istantanei che si trovano ormai in tutto il mondo.Tra le specialità i Takoyaki (palline di polpo) e gli Okinomiyaki (frittelle con verdure e frutti di mare o carne) venduti a poche centinaia di yen nelle bancarelle lungo il fiume. Un’altra sorpresa della zona è il fugu. Un pesce velenoso, potenzialmente letale se non preparato a dovere, cosa che succede molto molto raramente… quelli meno coraggiosi possono sempre provare il shabu-shabu, un piatto con vari ingredienti di carne, pesce e verdure cotti a vapore dai commensali stessi in una grande pentola posta al centro della tavola. Non possiamo immaginare una serata più simpatica per concludere il nostro viaggio e ci divertiamo a camminare senza meta, osservando i neon e i cartelloni luminosi che si riflettono nell’acqua, dove barche da crociera trasportano i turisti su e giù per il fiume.

Qui si conclude il nostro viaggio in Giappone. Un’avventura che ha saputo sorprenderci. Prima di partire ci aspettavamo sì un paese bello, fatto di contrasti, ma non avremmo mai immaginato di rimanerne così incantati. Le persone con il loro senso civico, il rispetto, la simpatia e disponibilità, la sensazione costante di sicurezza (a parte quando alzano il gomito…), i bagni caldi degli Onsen, le notti nei Ryokan, le tradizioni di questo paese così moderno e antico al tempo stesso, le abitudini dei giovani, la storia, la religione e la bellezza della natura, ci hanno sorpreso superando di gran lunga le nostre aspettative. Ogni viaggio regala sensazioni ed esperienze diverse, dipende da cosa si cerca, come si viaggia e con quali occhi si guarda il paese. Scrivere del nostro viaggio in Giappone è stata una piacevole occasione per riviverlo.