Viaggio in Giappone: mare alle Amami Islands

Amami islands, Funagura - Giappone © Carla Squaiella
Questo articolo è una tappa del viaggio di Carla in Giappone. Leggi l’itinerario completo qui »

La maggior parte dei percorsi turistici si limitano a proporre le più note località di Honshu, la principale delle quattro maggiori isole che formano il Giappone. Pochi sanno che splendide isole minori si trovano nel territorio di Kagoshima-ken. Tra le 28 isole di questa prefettura, le principali sono le Amami Islands.

Le spiagge di sabbia bianchissima e i litorali rocciosi di straordinaria bellezza, così poco frequentati dal turismo e perciò ancora più interessanti, sono un’autentica sorpresa. Niente da invidiare a molte isole tropicali più conosciute e pubblicizzate.

Amami islands - Giappone

© Carla Squaiella

Trascorriamo gli ultimi giorni di vacanza al mare all’insegna del relax, secondo il nostro stile, raramente fermi… ci spostiamo di isola in isola fino ad Okinawa che dobbiamo raggiungere entro la settimana di validità del biglietto del ferry. Possiamo fermarci al massimo due giorni ognuna, meriterebbero più tempo, ma non potendo tornare spesso in Giappone, optiamo per visitarne il più possibile.

La nostra prima tappa è Amami Oshima, scoperta da un europeo che le diede il nome di Isola Santa Maria, la più grande dell’arcipelago della Amami Islands. Una meravigliosa linea costiera si estende nella parte nord, mentre a sud per il 95% è circondata da una foresta subtropicale incontaminata dove si sviluppano flora e fauna inusuali, tra cui felci, foreste di mangrovie e l’amaminokurousagi (endemico coniglio nero). Per gli amanti del sub, intorno allo stretto di Oshima, si trova uno splendido mondo sommerso.

Al molo di Naze, la città principale, ci attende la proprietaria del ryokan prenotato da Kyoto. L’albergo in mezzo alla campagna è molto spartano, pulito, con bagni in comune. Scopriremo che la signora è il factotum del ryokan. Il marito spunta solo la sera per intrattenere i pochi ospiti suonando la chitarra, per rallegrare il dopo cena come fossimo di famiglia… e per bere tanta birra e tanto sakè. Le frasi in inglese che riusciamo a scambiarci sono poche, ma l’atmosfera è davvero simpatica e tra canti e musica ci scappano anche gli album di famiglia.

Naze, Amami islands - Giappone

© Carla Squaiella

Naze ha un efficientissimo sistema di bus che conducono in ogni luogo dell’isola. Ne approfittiamo per raggiungere le bellissime spiagge di Sakibaru e Tomori in Kasari town. A parte qualche giapponese che si ferma giusto il tempo di fare un bagno, le spiagge sono stupendamente deserte!

Nel parco di Ogamiyama-koen camminiamo per percorsi che ci guidano a splendidi punti panoramici di Naze e del suo porto. A pochi minuti a piedi dalla stazione dell’autobus si trova l’Amami Habu Center dove si possono vedere i velenosissimi serpenti Habu. Tre volte al giorno sono previsti dei combattimenti tra il serpente e la mangusta. Quest’ultima in pochi secondi ha il sopravvento sul velenosissimo avversario, che finirà per raggiungere i ristoranti della città.

Il mattino seguente la sempre affaccendata signora del ryokan ci accompagna al molo dove ci attende il ferry per la nostra prossima tappa. Il marito, con la luce del giorno, è di nuovo sparito.

In 4 ore di ferry arriviamo a Tokunoshima, la seconda isola in ordine di grandezza, famosa tra i sub per i suoi splendidi fondali. Sulla nave osserviamo la gente che saluta calorosamente i propri cari, in attesa come noi di attraccare. La tipica atmosfera di tutti i luoghi di arrivo e di partenza. Ma quando finalmente amici e partenti sono fianco a fianco, nessuna effusione, niente baci né abbracci, solo un inchino. Si distribuiscono i bagagli e si allontanano insieme, come se niente fosse.

Panorama dal Inutabu Observatory - Amami Islands, Giappone

© Carla Squaiella

Tokunoshima ha un trascorso storico di oltre 600 anni di lotte tra tori (togyo o sumo bovino) e vengono organizzati oltre 20 combattimenti all’anno, il campionato si svolge a Domu Togyu-jo. Il litorale è formato da spettacolari formazioni rocciose e anche se il cielo è coperto di nubi, visitiamo Megane-iwa, famosa per la roccia a forma di occhiale, e Mushirose con la sua forma ondulata, che scompare nel mare. Dal Nutabu Observatory il panorama che abbraccia il litorale roccioso è bellissimo.

Il giorno seguente approfittiamo del sole per trascorrere qualche ora nelle belle spiagge di Aze Prince e di San in Tokunoshima town. A Isen town più a sud, facciamo una sosta nella famosa Kinenbama beach. Anche qui poca gente e sopratutto nessuna stazione balneare organizzata. Quando i bagnanti se ne vanno togliendo il proprio ombrellone la spiaggia rimane integra, pronta per essere ammirata nella sua naturalezza.

Ci affrettiamo, prima che faccia buio vogliamo attraversare l’impressionante Kanami Sotetsu, un tunnel di 200 metri formato da alberi di cicadea di oltre 400 anni, che porta al view point di capo Kanami.

Yuigahama beach - Yoron-to, Giappone

© Carla Squaiella

Tokunoshima vanta ben 2 Guinness world record di longevità, tre cui Shigechiyo Izumi (1865-1986) , l’uomo considerato più longevo di tutti i tempi con i suoi 120 anni e 237 giorni (si dice), nonostante avesse sempre bevuto lo shochu (liquore giapponese) e avesse smesso di fumare a 70 anni (50 anni senza fumo varranno pure qualcosa).

Raggiungiamo l’ultima nostra tappa nelle Amami islands dopo 5 ore di ferry, Yoron-to, nota come paradiso tropicale, circondata dalla barriera corallina. E’ piccola e si può facilmente girare in poche ore in bici. Le sue spiagge sono davvero stupende. Dalla popolare Oganeku kaigan, una barca ci porta a 500 metri dalla costa dove una sorprendente striscia di sabbia bianca appare d’incanto con la bassa marea, Yurigahama Beach. Giri in barca e giochi d’acqua vengono proposti intorno all’isola che pian piano emerge bianchissima. I ragazzini urlano aggrappati alla loro banana boat (o bananabotta, come dicono qui) che circumnaviga la striscia emersa; per fortuna la bassa marea avanza e li allontana sempre più da noi. Le donne restano vestite, con le braccia coperte anche quando fanno il bagno in mare; pensiamo che oltre alla tradizione e al pudore, ci sia di mezzo una questione estetica legata all’abbronzatura.

Il giorno seguente il sole splende e lo trascorriamo nelle bellissime spiagge di Sunset e di Funagura, che dividiamo con una manciata di bagnanti giapponesi. Il mare è una favola.

La giornata non è finita, al tramonto ci imbattiamo in una coloratissima festa sulla spiaggia in città, l’atmosfera è suggestiva; le donne in kimono ballano danze tradizionali ed è un susseguirsi di spettacoli e di canti fino a tarda notte. L’indomani mattina dobbiamo partire per Okinawa, non importa, riposeremo un’altra volta…

Il viaggio in Giappone continua… A Okinawa