New York: dall’Empire State Building alle luci di Broadway

NY, Vista dall'Empire State Building Vista dall'Empire State Building | AleMad

Il tempo vola e mancano solo due giorni alla partenza. Oggi due i punti fermi nella nostra giornata a New York City: salire sull’Empire State Building per goderci una panoramica a 360° della Grande Mela e assistere ad un musical a Broadway. Per chi non acquista qualche pass per la visita della città, salire all’86° piano dell’Empire costa $ 34,00 ($ 20,00 in più per l’osservatorio al 102° piano). La coda sotto il grattacielo più visitato di New York (350 5th Ave. and 34th St.) è più snella tra le 8 e le 10 del mattino, per cui se non si acquistano le varie opzioni per saltarla è bene ricordarlo. Il consiglio è spendere piuttosto un paio di dollari in più ed acquistare i biglietti online anziché passare due ore in fila.

Prima di affrontare il grattacielo più famoso al mondo, come da rito, scegliamo dove fare colazione: tocca a Joe & The Juice (286 Madison Avenue). E’ un altro franchising sparpagliato sul globo, si distingue per l’atmosfera accogliente – grazie anche alla musica soft – e l’arredamento stiloso, oltre che per le centrifughe e i succhi di frutta e verdura (a partire da $7,00). Avocado toast in diverse declinazioni oltre che caffè e derivati niente male.

Forti di vitamine e caffeina, guadagniamo la lobby dell’Empire, caratterizzata dalla rappresentazione dello stesso edificio in bassorilievo alle spalle della reception sulla parete di fondo, con i caratteristici fasci di luci che si irradiano dal pennone, la scritta alla base e un anemometro collegato alla stazione metereologica sulla cima. Il soffitto in foglia d’alluminio e oro 23 carati, anch’esso in stile Art Déco, rappresenta pianeti e stelle raffigurati come ingranaggi. Marmi tutt’intorno a noi ci accompagnano fino al secondo piano, dove si trova la biglietteria. Ci accodiamo al serpente per i controlli di rito (tipo quelli in aeroporto). L’attesa può essere ingannata grazie al wifi e alla mostra sulla sostenibilità dell’edificio, concentrata in blocchi di grandi display digitali che raccontano come il rinnovo della struttura faccia bene all’ambiente. Soccombiamo alla foto di rito su green back prima di raggiungere l’ascensore e arrivare all’ottantesimo piano in meno di un minuto. L’ascensore di casa mia ci impiega lo stesso tempo per fare 5 piani. Un accenno di nausea può far capolino, questo sì, ma è un istante.

Empire State Building

Empire State Building | Roberto Faccenda

Dalle vetrate iniziamo a farci un’idea di quello che ci aspetta un po’ più in su. Passiamo in rassegna i pannelli che raccontano Il coraggio di sognare, titolo della mostra permanente che racconta la storia di questa incredibile costruzione. Prendiamo le scale – non c’è alternativa – e facciamo sei piani per arrivare all’osservatorio dell’86° piano (320 metri). Nonostante la calura non c’è foschia e ci godiamo un magnifico panorama da tutti e quattro i lati del complesso. Tra un binocolo e l’altro c’è chi gioca a ricordare il maggior numero di scene di film ambientate sulla terrazza dell’Empire State Building. Il panorama vale l’attesa, al tramonto con una buona visibilità deve essere il massimo.

Mille foto dopo, facciamo un giro nella boutique che propone, tra mille gadget, l’icona per antonomasia in tutte le salse: la King-Kong tazza, le King-Kong t-shirt, i King-Kong portachiavi. Alcuni oggetti sono anche ben fatti, che equivale a esosi in quanto a prezzo (una decorazione natalizia $11.99 tasse escluse). Ci lascia perplesse Hello Kitty in varie declinazioni, ma c’è spazio per tutti. Divertente il corridoio in uscita tappezzato da personaggi famosi fotografati sulla terrazza, tra cui spiccano i Minions.

Sono le due del pomeriggio, bighelloniamo un po’ affascinate dalle vetrine colme di dolci massicci quanto a proporzioni e inquietanti nei colori, che si arricchiscono di chicche in puro stile Halloween. Ci infiliamo in un Chop’t per un’insalata combo. Arriviamo in Garment District e sulla 7th Avenue – conosciuta anche come Fashion Avenue – dove scoviamo un altro marciapiede della serie Walk of fame con medaglioni che narrano le icone della moda da Ralph Lauren a Calvin Klein. Siamo finite nel gotha del tessuto e del merletto dove passamanerie e ricami sbucano da ogni negozio, a poca distanza dal sempiterno Hard Rock Cafè.

È arrivato il momento di dedicarci all’acquisto dei nostri agognati biglietti per Broadway, visto che non abbiamo programmato per tempo. Qui la situazione si affronta meglio consapevoli che un musical di primo piano costa una piccola fortuna (anche $150,00). Da qui nasce uno studio approfondito per un’eventuale prossima volta. Si possono acquistare anche i biglietti direttamente in teatro e se si rientra tra i primi della fila al mattino si possono fare grandi affari: ogni teatro ha una sua politica, quindi è necessario informarsi sulle differenti modalità. Il sito New York Show Tickets è prezioso in questo senso, senza dover peregrinare nelle varie biglietterie.

Broadway

Broaway | Vincent

Trovate anche delle lotterie per gli agognati biglietti (un paio d’ore prima) ma se non vi muovete per tempo il consiglio migliore è andare al TKTS di Times Square. Difficilmente si ottengono grandi sconti per gli spettacoli più ricercati, tipo Aladdin – la nostra scelta – in New Amsterdam Theatre, ma tentar non nuoce. Io non sono un’amante dei musical ma devo dire che l’esperienza è strepitosa. Magnificenza, sia nella scenografia che nelle coreografie, comicità e talento grazie a un cast davvero ragguardevole. Se conoscete bene la lingua, valutate gli spettacoli Off Broadway, da dove i più grandi attori di Hollywood hanno iniziato.

Dopo la rappresentazione proseguiamo in bellezza in un bistrot a due passi dal nostro hotel: lo puntiamo dal primo giorno ed il nostro sesto senso non ci ha ingannato. Da Madison & Vine (299 Madison Ave.), a parte la sangria discutibilmente rivisitata, mangiamo bene. Chi ordina il Vine Burger ($19,00) comprende il motivo dell’appellativo assegnatogli “Our Award Winning Burger”. Avocado Toast ($ 14,00) sfizioso come pure i contorni in questo localino raccolto e intimo che dà sulla strada. Qualche avventore Italiano non è felice del suo piatto di pasta, ma se non si spendono cifre importanti, la pasta meglio mangiarla a casa propria. Vivace e chiassoso nelle ore di punta, si distende in toni più moderati in tarda serata.

La nostra giornata termina passeggiando nel vicino Bryant Park, che ci ripromettiamo di rivedere l’indomani con le luci del giorno e la giostra in funzione. Tra qualche ora sarà il nostro ultimo giorno a New York.

New York Best Burger

NY Best Burger | AleMad