Terzo giorno a New York: South Brooklyn, SoHo e Nolita

murales New York Atlantic Avenue Brooklyn by AleMad

Il sole e la temperatura sono ideali per salire su un battello, godersi il profilo di Manhattan dal fiume e trascorrere una giornata a Brooklyn. La partenza è prevista per le 10 dal Pier 78, proprio in fondo alla 38esima; noi ci arriviamo dalla 34esima, che sta diventando sempre più familiare. Alle 8.30 siamo già zaino in spalla, dirette verso il Garmen District e poi Hell’s Kitchen, che dobbiamo attraversare per arrivare al nostro pontile. Percorriamo la 34esima fino in fondo, oltre il New Yorker, i murales sopra il Lincoln Tunnel, le persone vestite da Darth Vader ed eroi di anime manga. Per quanto siano generosi ed estroversi nel vestire, i personaggi che si aggirano in città in questi giorni non sono frutto di una partita allucinogena di hot dog: il Comic Con di New York è l’appuntamento caldo per tutti i cosplay e i fan in città.

Arriviamo sulla 12th Avenue all’altezza del molo 83, popolata da sportivi del sabato che si dedicano alla corsa a piedi o in bici, individuiamo svoltando a sinistra il nostro attracco e nell’attesa della partenza andiamo a procacciarci la colazione. Arriviamo nel complesso delle Silver Towers sulla 42esima e testiamo la seconda catena di caffetterie di questo viaggio a New York City: Think Coffee.  Pollice in su: quanto a caffè e cappuccino, surclassa la più conosciuta Starbucks.

Raggiunto il molo 78, presentiamo per l’ultima volta il nostro ticket Hop On/Hop Off e saliamo sul battello: troviamo un posto a tribordo per avere una bella visuale della costa di Manhattan. Percorriamo l’Hudson godendoci lo skyline di New York City fino alla prima fermata a Battery Park, spazio verde delimitato dalla West Side Highway, che segna il confine con il Financial District. Questa è un’altra oasi verde per i newyorkesi, con differenti percorsi pedonali e scorci che molti turisti percepiscono come un déjà-vu, dato il suo ruolo di location in parecchi film, da Men in Black a Whatever works di Woody Allen. Da qui partono anche i traghetti diretti verso Liberty ed Ellis Island. Un altro scalo dove c’è possibilità di discesa e salita prima di approdare alla meta è al Pier 11, poi dritti verso il ponte più famoso del mondo. Sbarchiamo e percorriamo l’ampia promenade infilandoci poi nel Brooklyn Bridge Park pronto ad accogliere sportivi e non riuniti in sessioni di yoga o fitbox. Una breve perlustrazione nell’area dell’attracco e poi prendiamo il nostro bus circolare da Old Fulton Street.

New York, Brooklyn Bridge Park

Brooklyn Bridge Park – by Ale Mad

Si è fatto mezzogiorno, la frutta secca ci darà energie fino a quando pranzeremo: la leggenda vuole che la pizza qui a Brooklyn sia fenomenale. Le fermate saranno nove: senza scendere il giro durerebbe un’ora e un quarto circa ci informano. Già prima dell’Atlantic Avenue con i suoi sgargianti murales, i segni di arte urbana fanno capolino su qualche tetto. Arriviamo a Brooklyn Heights dove le case sono palazzine a schiera, le tipiche abitazioni con i gradini ad ogni portone. I grattacieli sono ormai alle nostre spalle, come il caos al di là del fiume. Un’apprezzabile quiete quasi lunare popola questo quartiere, che si anima senza eccessi nei pressi del Barclays Center. Qualche guizzo verso l’alto: One Hanson Place con la sua torre dell’orologio si presenta come simbolo storico di questa contea di Long Island. Mentre proseguiamo il nostro tour di Brooklyn i ponteggi spuntano come funghi: probabilmente il suo profilo cambierà a breve e lo speaker ci racconta delle perplessità da parte della comunità sui progetti in cantiere.

Arriviamo in Grand Army Plaza, snodo che collega le principali strade del distretto. Al centro della piazza il Soldiers and Sailor’s Memorial Arch, l’arco commemorativo dei veterani della Guerra di Secessione. La corsa prosegue passando di fronte all’ingresso del Prospect Park (che ospita ogni sabato il farmers o green market) il Giardino Botanico e la Biblioteca pubblica, che non passa inosservata. Altro mercato da segnalare è quello fuori dal Fort Green Park, tappa successiva, dove le bancarelle offrono sia cibi freschi che abiti e oggettistica. Ci avviciniamo alla fine della corsa, via Myrtle Avenue raggiungiamo il Cadman Plaza Park, un tipico parco di quartiere, dove i ragazzi giocano a pallone, i pensionati leggono il giornale sulle panchine, i cani cercano di invitarsi ai picnic. Il cibo è ora il nostro unico pensiero.

Mercato a Fort Green Park

Mercato a Fort Green Park – by Ale Mad

Sono le 14 passate e la bolgia per il pranzo dovrebbe essere terminata, pensiamo rientrando verso il porto sulla Old Fulton. L’errore di valutazione è sotto ai nostri occhi: code umane interminabili (con un’aspettativa di attesa per nutrirsi di due ore) occupano i marciapiedi da Grimaldi’s fino a Ignazio’s. La pizza ce la scordiamo, ma nell’avversità ci viene in soccorso il furgoncino del chopped salad (a partire da $6,00) gestito da due indiani fenomenali che ci preparano una delle migliori insalate componibili, ricca di semi, quattro tipi di verdura, proteine e condimento equilibrato, ad un prezzo fenomenale. La pizza dei vicini rimane comunque molto invitante, e diviene un pretesto per fare conoscenza al loro tavolo. Ingegnosi i treppiedini per non far attaccare la mozzarella e il condimento sul cartone.

New York, pizza a Brooklyn

New York, pizza a Brooklyn | AleMad

Dopo pranzo prendiamo il battello del rientro: lasciamo Brooklyn e navighiamo a ritroso sull’East River avvicinandoci questa volta a Governors Island, riconoscibile, spiega la guida, da Castle Williams. Ci spingiamo più al largo attratti dalla Statua della Libertà. Il simbolo più famoso della Grande Mela è lì di fronte a noi e si avvicina sempre più tra le silenziose acque della baia. Il cielo si è rannuvolato: il grigio delle onde e delle nuvole incornicia malinconicamente Lady Liberty che, a partire dalla fine del XIX secolo fino al primo trentennio del Novecento fu monito di speranza per gli immigrati.

Costeggiamo Ellis Island, sfioriamo il profilo di Jersey City e viriamo nuovamente verso l’Hudson per rientrare a Manhattan dopo un’oretta di navigazione. Arrivate sulla terraferma raggiungiamo l’Ottava e gironzoliamo tra avenue e street; sbirciando le vetrine raggiungiamo Midtown e facciamo una sosta da Urban Outfitters sulla Quinta, dove gli unicorni, tra fotocamere istantanee e giradischi rivisitati, la fanno ancora da padrone. Fatti gli acquisti per amici e parenti al passo con le ultime tendenze, rientriamo in hotel per una pausa prima di dedicarci ai piani per la serata che comprendono lo smarrimento tra le vie di Little Italy, SoHo e Chinatown.

Prendiamo un taxi per Lower Manhattan, arriviamo a SoHo sconfinando nel quartiere Nolita (North of Little Italy) dove boutique d’alta moda e artigianato di qualità si accaparrano la maggior parte degli edifici. Anche qui il rovescio della medaglia non si fa attendere, per raccontare il complesso tessuto sociale di questa città dove i senzatetto nel 2017 sono aumentati del 40%.

New York

Mercer Street | © Ale Mad

Girovaghiamo divertite tra i mille ristorantini del quartiere italiano, ammiriamo senza mai stancarci edifici e mattoni dipinti ad arte e finiamo col cenare nel vivace quartiere di Nolita che, chiuse le botteghe si anima nei locali fino a tarda notte. Il Randolph Beer (in Broome Street al 343) offre una buona scelta di birre affiancata da una piccola ma sfiziosa cucina, comprensiva di piatti vegetariani, in linea con i prezzi vigenti (circa $35,00 a testa cenando). La temperatura inneggia ad un’ultima incursione tra la vita notturna del Lower East side di New York e un margarita al Barrio Chino.

New York, Randolph Beer a Nolita

Randolph Beer a Nolita- by AleMad