Primo giorno a New York tra Manhattan e Brooklyn

New York, Times Square NY, Times Square | MK Feeney

Giovedì 5 ottobre 2017. L’aria è densa. Temperatura a parte, il clima è ancora tutto da indovinare. Per vedere una porzione di cielo più consistente dobbiamo arrivare davanti alla New York Public Library, a due passi dal nostro hotel sulla 41st Street, percorrendo un pezzo della Library Way. L’intenzione di leggere tutte le targhe incastonate nel marciapiede, con stralci di pagine celebri sui libri e la lettura, è rimandata: è il primo giorno a New York e vogliamo subito avventurarci sulla Quinta Strada e raggiungere Central Park, la nostra prima meta.

La città è completamente diversa da ieri: mentre il taxi ci conduceva a destinazione, attraversando la notte per arrivare a Manhattan dal JFK, mi chiedevo se davvero non dormisse mai. New York non dorme proprio mai: per strada qualcuno stava sistemando un ponteggio, un grosso truck compiva una manovra davanti alla biblioteca, impossibile in qualunque altro orario. Una coppia usciva da una porta automatica con le sporte della spesa in mano.

Ancor prima che le sue luci, sono i rumori e gli odori a renderla viva. Gli operai che lavorano instancabili sui grattacieli e sul manto stradale, mentre i tombini sputano fumo. Per cui arrivare di sera è meraviglioso e, nonostante un volo di nove ore, un piccolo assaggio di New York, posato il bagaglio, è inevitabile. Naso all’insù, a destra e sinistra e persino in giù, a cercar di capire dove certe minuscole scale conducano. Soprattutto insù all’inizio, fino al richiamo di una birra all’Heartland Brewery, primo locale tipico newyorkese battezzato, a due passi da uno sfavillante Empire.

Adesso però è giorno, sono le sette del mattino, i rumori non sono più ovattati, le luci iniziano a uniformarsi. Una moltitudine di gente ha invaso la 5th Avenue, che è viva, indaffarata e non più da film ma reale e pulsante. La prima cosa che ci colpisce è il Vecchio e il Nuovo l’uno accanto all’altro, integrati in modo da risultare, contro ogni logica, armoniosi. La St. Patrick Cathedral ne è un esempio: pieno stile neogotico praticamente di fronte al Rockfeller Center, circondata da grattacieli.

New York. St Patrick

New York – Ancient and Modern_ St Patrick Cathedral by Ale Mad

Attraversiamo e proseguiamo verso il parco, sbirciando gli ingressi di case private, multinazionali tipo Coca Cola (al 711 della 5th), uffici e negozi, come quello di Microsoft dove a porte chiuse gli impiegati in cerchio fanno il briefing mattutino. Le vetrine sono stravaganti e d’impatto, sempre più lussuose man mano che si procede. Questo set a cielo aperto all’altezza della 59a strada si distingue, oltre che per la celebre statua equestre di Shermann, per la presenza dell’hotel che più di tutti popola l’immaginario comune, l’Hotel Plaza.

Lasciato alle spalle l’anello d’auto che scarta anacronistiche carrozze trainate da cavalli, raggiungiamo una delle entrate a sud-est del parco. Veniamo subito accolti da scoiattoli grigi che lavorano di mascella su ghiande extra-large. Fatti pochi passi nella vana speranza di avvicinarli entriamo in un mondo parallelo.

Primo giorno a New York

Central Park | Ale Mad

Central Park è la salvezza dal caos, la quiete prima e dopo la giornata di lavoro, il paradiso dei bambini e l’unico luogo dove vedere cani di taglia decente che giocano sotto gli sguardi di padroni mattinieri o governanti stralunate. Runners e bikers, in solitaria o a carovane, si incrociano o si isolano in questo territorio che pare abbia leggi e andamenti propri, mentre noi ne esploriamo senza meta le possibilità.

In alcuni punti, non si sente più la città. A quest’ora del mattino, e sono ormai le 9, intorno al grande stagno The Pond, i grattacieli della città sembrano pura scenografia tanta è la quiete. Dopo una peregrinazione tra strade sterrate, salite, ponti, discese e archi, l’idea della colazione si fa pressante e decidiamo di fermarci di fronte al Central Park Zoo Admission, dove per un Americano grande e un parfait si spendono $ 8.00, se si aggiunge un muffin ai mirtilli sono $3.25 in più. Ci uccidiamo di caffè, per l’acqua come già accennato nel post precedente, ci organizzeremo meglio.

Abbiamo deciso che questo primo giorno sarà un assaggio, senza approfondimenti predefiniti se non dettati dall’istinto, così usciamo dal parco a sud-ovest in Columbus Circle, dove la statua del nostro connazionale si contende l’attenzione con il Time Warner Centre. Dopo qualche contrattazione e alcune riflessioni, propendiamo per l’acquisto del All Around Town per $69.00, della durata di 48 ore, con tre itinerari differenti – più uno notturno – tra bus a due piani hop-on/hop-off e battello per arrivare a Brooklyn. La scelta ci sembra vincente ed iniziamo con l’Uptown Tour – linea blu – a perlustrare dall’alto la parte nord di Manhattan.

Scendiamo subito per una rapida occhiata al Lincoln Center, a ovest della Broadway: la celebre Metropolitan Opera House è qui, con il foyer esaltato da Chagall, come pure l’ambitissima scuola d’arte Juilliard.

Risaliamo e passiamo accanto alla parte di Central Park dedicata alla memoria di Lennon, Strawberry Fields, nelle vicinanze del tristemente noto Dakota Building, e proseguiamo, passando il monumentale Museo di Storia Naturale, nel cuore dell’Upper West Side.

New York, shopping a Manhattan

Ale Mad

Lo shopping non è di nostro interesse e proseguiamo il nostro tour, fino a raggiungere la zona di Harlem, toccando la St. John Divine Chatedral e la tomba del Generale Grant costeggiando il Riverside Park.

L’Apollo Theater è sempre una pietra miliare, anche se non più così in auge, per la musica jazz e afroamericana: la piccola hall of fame degli artisti nel foyer ne ripercorre luci e ombre, per chi ama i fasti di una vera e propria epopea, da Duke Ellington a Michael Jackson. Non passa inosservata la cupola della Masjid Malcolm Shabbazz, così come la via più famosa di Harlem, Malcom X boulevard, e il vicino mercato.

Passiamo accanto a Marcus Garvey Park e riprendiamo la via del nostro percorso circolare verso l’Upper East Side e il Museum Miles, ovvero il miglio sulla Quinta strada dove sfilano molti musei newyorkesi tra cui alcuni dei più famosi, come il Museum of the City of NY, il Gugghenheim e il MET, che visiteremo nei prossimi giorni.

Proseguiamo il tragitto e ritorniamo all’altezza della 59esima, per poi girare sulla Settima, per un veloce assaggio insieme a Times Square, sbirciare l’Ottava e chiudere il percorso ritornando alla Midtown. L’energia della città ci ha già contagiato: sono le 14.00 e dopo un po’ di frutta al volo presa da un ambulante, torniamo verso la nostra zona dove la Library e la Grand Central Terminal ci aspettano. Col fatto che le abbiamo vicine, rischiamo di darle per scontate e non trovare il tempo per questi due gioielli.

La Biblioteca Pubblica di New York (lun-ven 10.00/18.00) è spettacolare ed è uno dei siti gratuiti di New York da non perdere. Oltre alla struttura imponente e ostentatamente ricca, vedi a titolo d’esempio un incredibile soffitto a cassettoni nella Rose Reading Room, ne ammiriamo anche le dinamiche, le differenze, le peculiarità. È possibile fare la tessera al volo pur fermandosi poco tempo in città, per una validità di 3 mesi, grazie ad uno dei terminali messi a disposizione del pubblico e alle precise indicazioni dello staff. È un vero tempio della cultura, più che una semplice biblioteca, dove pagine antiche si incontrano con la contemporaneità di cataloghi online senza fine. Non sfugge il lato più frivolo, eletta come location per matrimoni ed eventi anche di un certo tono. All’esterno, sui lati a suggellare la democrazia della cultura e un invisibile connessione con Briant Park, tavolini e sedie dove sfidarsi a scacchi.

New York, Grand Central Terminal

Grand Central Terminal (NYC) | | Kai Lehmann

Vero déjà-vu da film, che ci segue fino alla Grand Central Terminal. A pochi passi, percorrendo la 42esima est fino all’incrocio con Park Avenue, questo edificio storico si impone con la sua mole, ma è all’interno che svela alcune sorprese. La sala centrale, enorme e austera con i suoi pavimenti lucidi e la biglietteria retrò di marmi italiani, richiama lo sguardo verso il cielo come a voler gareggiare con i grattacieli. Qui però sono le costellazioni dipinte a catturare la scena: sono al contrario, perché ritratte dal punto di vista di Dio. I tabelloni con indicate le tratte e gli orari sono corredati da pieghevoli gratuiti cartacei, chiari e abbastanza fedeli.

Al piano inferiore, una grande area ristoro con diversi chioschi dove piluccare qualcosa, funge da sala d’attesa prima di immettersi sui binari, attraverso passerelle discendenti che non attraggono i più claustrofobici. L’atmosfera di questo nodo di transito è un po’ noir, si appiccica sulla pelle, invoglia a gironzolarci dentro anche se non si è in transito. Abbiamo voluto saggiare la Whispering Gallery dove le parole sussurrate in un angolo vengono sentite in quello opposto. La parola Brooklyn in effetti arriva al momento giusto, perché dobbiamo acchiappare la nostra linea gialla hop on/hop off per il night tour. Prima però ci infiliamo nei negozietti di cibo gourmand nelle vie attigue, per curiosare nella spesa dei newyorkesi di questa zona. Ci lasciamo tentare da Whole Foods Market (226 E 57th St) che ha un’offerta davvero varia, promettendo sostenibilità oltre che cibo sano.

Sono quasi le 19.30. Un’occhiata al Crysler Building e presa la 43esima raggiungiamo in 10 minuti la fermata nei pressi di Times Square: non si può scendere e salire per la corsa notturna che ci regala una visione d’insieme della downtown tra Chelsea, Financial District e Chinatown. Attraversiamo il Manhattan Bridge e frestiamo senza parola davanti allo scintillio della città. Arrivate a Brooklyn, proseguiamo a respirare l’aria che ora si è rinfrescata, cercando di indovinare luoghi che con le luci del giorno forse faticheremo a riconoscere.

Radio City, New York

Radio City | Ale Mad

Il giro è durato un’ora e mezza, quasi due: entriamo a caso da Pig ‘n’ Whistle, tipico pub a due piani dove i monitor trasmettono baseball, football e basket senza soluzione di continuità. Tipico pub dove sfamerebbero pure Obelix a fish’n’chips e hamburger. Tipico pub, ora lo sappiamo, nei pressi di Times Square (144 W 46th St). Ecco, diciamo che se non siete così famelici potete scegliere con più calma, e allontanarvi da questa zona hot in quanto a prezzi del cibo.

Una birra tira l’altra, ma è la passeggiata verso l’hotel a regalarci leggerezza. Di nuovo è arrivata la notte e accecanti luci sconvolgono il volto della città: ci lasciamo alle spalle il kitsch di Times Square e svoltiamo sulla Sesta, passiamo accanto all’insegna di Radio City, al neon del Tonight Show, ai colori che illuminano Prometeo accanto alla pista di pattinaggio del Rockfeller Center. Un ultimo saluto a Patience e Fortitude, pronti a ruggire in difesa della Library: il letto ci aspetta, domani è già oggi in questa incredibile città.

Dove dormire. A Manhattan, a due passi dall’Empire State Building, abbiamo speso $550 a testa per 8 giorni. 4 stelle, bagno vero, posizione ottima, personale disponibile e accogliente: Dylan Hotel (52 East 41st Street). Consulta anche la nostra selezione di appartamenti economici a New York, soluzioni indipendenti e vantaggiose se si viaggia in gruppo o famiglia.