Domenica a NY: Tribeca, Ground Zero e i parchi pubblici

Union Square, New York Union Square, New York | di Ale Mad

Domenica a New York significa brunch. Noi abbiamo rischiato di non trovare posto preoccupandocene la sera prima: alla fine siamo riuscite a prenotare da Sarabeth’s Kitchen a Tribeca – dove il brunch è alla carta – un tavolo per cinque alle 10.00. Da cinque perché abbiamo incontrato due amici italiani al MoMA; Tribeca perché dedicheremo il resto della mattinata alla visita di Ground Zero e del Financial District a piedi. Vi consigliamo dunque, se ci tenete a mangiare in un posto in particolare, di prenotare appena arrivati in città, facendovi aiutare dal personale dell’hotel che potrà anche stamparvi la prenotazione o inviarvela sullo smartphone.

Saltiamo su un taxi, questa mattina vogliamo prendercela comoda e viziarci. Il quartiere di Tribeca, letteralmente “triangolo al di sotto di Canal Street”, conosciuto per il Film Festival, è situato tra il West Village, SoHo e il Financial District. Poco noto agli itinerari turistici, è un quartiere di tendenza: gironzolando, vediamo diverse tavole calde e locali di moda dal design accattivante.

Brunch a Tribeca

Arriviamo al 339 di Greenwich Street e ci accomodiamo al nostro tavolo. Un paio di coppie al bancone stanno assaporando i propri scones e croissant con caffè. Osservando gli avventori agli altri tavoli, traspare l’istituzione quasi rituale di questa pratica, che coinvolge famiglie riunite o gruppi di amici, ma anche single e mamme con figli. Il brunch è compreso indicativamente nella fascia oraria che va dalle 10.30 fino alle 16.00. Può essere salato, dolce o entrambe. Alcolico e non. Sappiate che qui da Sarabeth per $3,00 l’acqua è illimitata, una spremuta ve la bevete per $8,25, ma attenti al Bloody Mary, solo per palati robusti e a prova di sbronza ($14). Bella anche la presentazione, ma poco pratica con tutte quelle verdure a filetti che sbordano dal bicchiere. Vincono invece le uova alla benedict con salmone, davvero ottime; muffin giganti alla frutta e uova strapazzate con il classico bacon riscuotono favore unanime, ricevono discordi recensioni i pancake. L’ambiente è curato, il conto abbastanza salato ma le endorfine a pieno regime. Ci sono anche locali dove fare il brunch ha un sapore ancor più condiviso, magari meno gourmand, ma con un buffet ricco e a prezzo fisso. Cercate quello che fa per voi e godetevelo con calma e tranquillità, il mood imprescindibile per questa tradizione.

New York, brunch a Tribeca

Brunch: uova alla benedict con salmone | by Ale Mad

Ground Zero

Si è fatto mezzogiorno: ci dirigiamo verso sud, direzione National September 11 Memorial. Pioviggina, quindi andiamo dritte alla meta passando di fronte al Federal Office Building dove il rosso dei Baloons di Jeff Koons illumina questa giornata grigia. In dieci minuti siamo arrivate a destinazione. Ci accoglie un silenzio rispettoso, carico di emozioni trattenute. Ground Zero a New York infine è attorno a noi. Siamo al Reflecting Absence, spazio alberato spezzato solo dalle vuote fondamenta delle Torri Gemelle. Due vasche silenziose lambite dall’acqua sprofondano dai parapetti, pesanti delle incisioni di migliaia di nomi. Con questo cielo grigio, assumono se possibile un aspetto ancor più tetro e solenne. Comunicano assenza. Il salto centrale a cascata fino ad una profondità non visibile suscita disagio, rabbia, commozione. La Freedom Tower, da dove poter vedere l’ingresso di questi salti vertiginosi, svetta a poca distanza: non riusciamo a vederne la fine, una coltre di nubi la circonda. Le reazioni davanti a queste gigantesche tombe sono differenti per ognuno. C’è chi piange, chi porta un fiore e riesce a sorridere. Noi ci facciamo accompagnare dai nostri pensieri a lungo, e solo dopo un tempo indefinito riusciamo a accomiatarci.

Freedom Tower

Freedom Tower

Financial District

A poca distanza la Saint Paul’s Chapel, con il suo cimitero antico e la Bell of Hope merita una puntatina, così come Zuccotti Park e le navate della Trinity Church a pochi passi da Wall Street. Raggiunta l’intersezione tra la Broadway e State Street, il simbolo della finanza, il toro più famoso di New York City, non passa certo inosservato. Quello che ora è davvero d’impatto, a pochi passi dal Charging Bull cui tutti si impegnano a toccarne i gioielli, è la bambina di bronzo in atteggiamento di sfida. È la Fearless girl che tanto rumore ha suscitato – e continua a suscitare – già dalla sua installazione nella primavera del 2017, in occasione dei festeggiamenti della festa della donna. Doveva essere una permanenza temporanea, ma questo nuovo simbolo con la sua fierezza, che ruba la scena al gigante infuriato, rimarrà fino a febbraio 2018. La presunta mossa opportunistica da parte della società che ne ha commissionato la realizzazione fatica a sottrarre potenza all’opera.

Ci facciamo attirare dai colori dei fiori nel giardino antistante al Museo Nazionale degli Indiani d’America – il Bowling Green – e proseguiamo nella Lower Manhattan fiancheggiando Battery Park e virando nelle vie più interne: scoviamo il quotato Dead Rabbit, probabilmente il locale più famoso di New York, esploriamo Water Street e i dintorni del Coenties Slip Park. Ritorniamo verso nord per dare un’occhiata da vicino alla Borsa di New York, ma prima ci prendiamo un caffè e facciamo una sosta nel bellissimo Public Space a pochi passi da Cipriani e Tiffany & Co. La Stock Exchange è imponente, così come gli edifici attigui, uno fra tutti il J.P. Morgan Building.

Parchi pubblici e piazze di Manhattan

Sono le 15.00. Tornate sulla Broadway scansiamo il fumo proveniente dal sottosuolo, tocchiamo Park Row e visitiamo il City Hall Park con le sue installazioni e fontane.  Proprio qui abbiamo la conferma che a New York gli scoiattoli si mettono in posa. Costeggiamo il possente Manhattan Municipal Building su Center Street e in un attimo siamo a nord di Canal Street, tra Little Italy e SoHO.

Washington Square Park

Washington Square Park by Ale Mad

Appuntandoci qualche indirizzo per future escursioni, raggiungiamo il Washington Square Park, dove attorno alla fontana i bambini si divertono a rincorrere giganti bolle di sapone. Come facciano a non spalmarsi sulla poltiglia di sapone a terra rimane un mistero. Gli scoiattoli chiedono cibo sulle panchine, giovani universitari suonano e cantano per racimolare un po’ di denaro (l’Università di New York è proprio qui accanto), sotto l’arco di Washington lo scultore di palloncini regala spade, fiori e cagnolini ai più piccoli. Questo spazio pubblico è davvero uno dei più vivi e vissuti dalla comunità, intere famiglie fino al terzo grado di parentela passano la domenica pomeriggio a leggere, giocare, vivere un tempo più lento.

Usciamo dall’angolo nord-est su University Pl, e raggiungiamo in meno di dieci minuti un’altra grande area pubblica punteggiata di verde: Union Square Park. Anche qui immancabili le partite a scacchi, le panchine occupate da professionisti in pausa laptop e gli skaters che tentano virtuose acrobazie. Probabilmente la piazza che esprime più marcatamente la moltitudine e la multietnicità della Grande Mela. Sul lato della 14esima è ben visibile il gigantesco metronomo che segna il tempo fino ai decimi di secondo. Terminata la nostra sosta, da Park Avenue tagliamo sulla 22th Street, salutiamo il Flat Iron e bazzichiamo un po’ il Madison Square Park, dal lato opposto a Eataly.

Decidiamo dopo una pausa defatigante in hotel, di tornare in zona per la cena: abbiamo voglia di cucina orientale e optiamo per Wagamama, quello tra la Fifth Avenue e la 26th street, dove ci leviamo la voglia di gyoza, ramen e teppanyaki (in tre $80,00 con antipasto e piatto unico più bevande). Il locale è carino, su due piani, il cibo nella media, il personale pittoresco, un po’ distratto ma cordiale e alla mano. L’atmosfera ci piace, le luci calde si sposano bene con la prossimità degli altri clienti con cui dividiamo la lunga tavolata.

Wagamama, New York

Wagamama | by Ale Mad

Due passi dopo cena nel Flat Iron district fino a Koreatown, viste le porzioni del cibo, ci sta. Mentre torniamo verso l’hotel, l’Empire State Building ci stupisce con luci tricolori che ben conosciamo. Domani cioè oggi, lunedì 9 ottobre 2017, New York festeggerà il Columbus Day.