West Highland Way: la partenza da Fort William

Fort William, Scozia Fort William, Scozia - Foto di Emma Montague

Ci siamo lasciati la scorsa volta con la promessa che vi avrei raccontato il modo in cui io e la mia famiglia abbiamo deciso alcuni mesi fa di percorrere la West Highland Way (WHW), storico percorso di trekking su lunga distanza che attraversa da sud a nord le Highlands occidentali scozzesi.

Quella che vi racconterò è la nostra personalissima esperienza, e voglio sottolinearlo perché le nostre scelte non sono quelle che chiunque prenderebbe per rilassarsi e riposarsi. C’è infatti chi non ama assolutamente trasportare peso per lunghi tragitti in salita per esempio, o chi assolutamente ha bisogno di un letto come si deve. O semplicemente chi senza wifi per una settimana non può o non vuole vivere. A noi però la natura entusiasma e per me non esiste soddisfazione più grande che avere la libertà di immergermici senza preoccuparmi dell’ora, della posta elettronica o di dove dormirò la sera stessa. Insomma, di prendere il mio tempo e farne quello che voglio, vivendo il momento e guadagnandomi la vetta, in senso letterale e figurato. Non solo. La soddisfazione più grande che ne traggo è mettermi alla prova e scoprire i miei limiti e le mie capacità.

Occorre dire che la Scozia, per esperienze di questo tipo è incredibile. Una cosa che spesso non si conosce di questo paese e che io stessa ho scoperto solo vivendo qui è che, a partire da marzo, le giornate iniziano inesorabilmente ad allungarsi e lo fanno ogni giorno di più in modo considerevole. A maggio, fino alle dieci della notte c’è ancora luce e, sorgendo il sole alle 5 e mezza del mattino, le giornate diventano davvero lunghe ed intense: cosa assolutamente ideale per chi ama il campeggio.

Inoltre, si sente spesso parlare del terribile tempo atmosferico e dell’enorme quantità di pioggia in Gran Bretagna, ma nessuno ci dice invece quanto in Scozia in realtà il meteo possa anche essere incredibilmente clemente. Qui infatti le previsioni del tempo sono spesso molto aleatorie e imprecise perché la verità è che in Scozia ogni giornata può farvi sperimentare temperature e condizioni meteorologiche che nell’arco di 24 ore possono andare dal sole estivo alla neve invernale e di nuovo al cielo sereno. Non a caso, gli scozzesi amano dire che in una sola giornata nel loro paese si possano sperimentare tutte e quattro le stagioni dell’anno.

Il nostro viaggio è iniziato di venerdì sera, non appena Derek, il mio compagno, nato e cresciuto a Glasgow e scozzese fino al midollo, è rientrato dal lavoro. Il primo passo è stato caricare gli zaini sulle spalle.

Zaini trekking West Highlanda Way

Ecco i nostri decisamente pesanti zaini. Il mio, uno zaino da trekking per bebè, caricato di tenda, stuoie e sacchi a pelo e riempito di tutto il necesario per nostra figlia Mia, e quello di Derek, contenente tutto il resto!

Trekking West Highlands Way – Cosa portare

Il mio è uno zaino da trekking per bebè, per trasportare nostra figlia, riempito all’interno con pannolini per otto giorni, un paio di pacchi di salviette bagnate e un po’ di vestitini di ricambio, inclusi una tuta da neve impermeabile ed un paio di maglioni di lana. Al suo esterno abbiamo legato, con nastri e strisce di velcro la nostra tenda, una 3 posti quattro stagioni, una sacco a pelo matrimoniale e due stuoie isolanti su cui dormire la notte. Tra una e l’altra abbiamo incastrato una sacca di acqua da due litri, di quelle con annesso un tubo flessibile per poter bere senza doverci fermare. Peso medio 25 Kg.

Lo zaino di Derek invece, da 65 litri, lo abbiamo usato per contenere i nostri ricambi, alcune padelle e pentole in alluminio per cucinare un paio di cene e colazioni (con il piano di ripristinare le nostre scorte di viveri una volta terminate in qualche negozio lungo la via), snack energetici, un poco di toeletteria e alcune cose indispensabili in caso di emergenza: kit per riparare la tenda, cordini, primo soccorso, antinfiammatori per noi e tachipirina per la piccola, cerini impermeabili e resistenti al vento, l’assolutamente immancabile crema solare ad alta protezione (i raggi UV a queste latitudini bruciano anche le pelli più resistenti!), il telefono. Relativamente a quest’ultimo, il suo utilizzo nel mezzo delle Highlands scozzesi è davvero ridotto al minimo, ma in alcuni punti è possibile almeno contattare i numeri di emergenza.

E questo ci porta a parlare di un’altra immancabile componente nella preparazione del percorso: la guida. Non potendo esagerare nel peso, ho scelto due guide leggere e piccole di formato tascabile. La prima è The West Highland Way di Terry Marsh, molto buona perché strutturata in modo da descrivere ciascuna tappa del percorso nel dettaglio in entrambe le direzioni. La seconda guida che ho scelto di portare con me è West Highland Way: Milngavie to Fort William di Charlie Loram e contiene per ciascuna tappa mappe aggiornate nel dettaglio, disegnate a mano, contenenti ogni singola informazione utile, inclusi i punti in cui è possibile contattare i numeri di emergenza in caso di necessità utilizzando il proprio telefono cellulare. Ovviamente nello zaino non poteva mancare il cibo secco, razionato per otto giorni, per i nostri due cani: Zeno, un Bovaro del Bernese di 7 anni e mezzo, e Lafayette, un Cocker Spaniel color miele di 4 anni. Peso totale anche di questo zaino circa 25 Kg.

Avendo scelto di avventurarci sulla WHW nel mese di aprile non abbiamo avuto bisogno di nessun repellente contro i famigerati e affamati di sangue midges di cui ho parlato nell’articolo precedente, le cui uova iniziano a schiudersi nel mese di maggio. Abbiamo però dovuto applicare ai cani un buon antiparassitario contro le zecche, una vera piaga primaverile nelle Highland scozzesi ovunque ci siano boschi ed erbe alte.

Partenza per il trekking: Fort William

Dopo aver caricato gli zaini in spalla ci siamo diretti alla stazione ferroviaria di Paisley per raggiungere il centro di Glasgow e, una volta arrivati alla stazione di Glasgow Central, abbiamo camminato verso nord fino alla vicina stazione di Queen Street, dalla quale partono i treni in direzione Fort William, il paese dove finisce la WHW o, nel nostro caso, inizia.

Come vi ho accennato nell’articolo precedente abbiamo deciso di affrontare il percorso da nord a sud; questo verso di percorrenza è più faticoso in termini di dislivello, ma incredibilmente soddisfacente in termini di personalizzazione dell’esperienza; non so se tutti i lettori condivideranno la mia opinione, ma camminare in montagna da la possibilità di gustare momenti e paesaggi unici e percepire l’immensità, il silenzio, l’imponenza e la bellezza della natura nella sua essenza. Farlo su un sentiero affollato a mio parere non è la stessa cosa e la WHW si può senza dubbio definire una via davvero popolare! Percorrerla in direzione contraria l’ha resa un’esperienza unica: invece di sentirci in coda come piccole formiche, ci ha dato la possibilità di incrociare moltissime persone, ascoltare storie, scambiare esperienze e parole, indugiare guardando indietro e progredire pieni di aspettative verso i nuovi incontri.

Partire da Glasgow in treno, inoltre, ci ha dato la possibilità di percorrere la tratta ferroviaria Glasgow-Fort William, della durata di circa 4 ore. Esperienza unica nel suo genere, quest’ultima è considerata una delle più suggestive del mondo, un lungo sinuoso tragitto tra valli e montagne, boschi di conifere e profondi laghi blu intenso, castelli arroccati e solitarie ville settecentesche. Un viaggio nel viaggio ed una vista mozzafiato che rendono la realtà della grande metropoli un lontano ricordo.

Treno Glasgow - Fort William

La carrozza ospitante il salone di bellezza del treno di lusso Belmond Royal Scotsman in sosta in una delle stazioni lungo la tratta ferroviaria Glasgow-Fort William. Tutti i treni di questa linea attraversano le Highlands Occidentali scozzesi seguendo un lungo sinuoso tragitto tra montagne, boschi di conifere, castelli arroccati e suggestivi specchi d’acqua.

Sul treno incontriamo Angus e Ian, due ragazzi su per giù della nostra età che percorreranno la WHW in direzione nord partendo da Tyndrum, più o meno a metà del percorso. Come la maggior parte degli scozzesi il venerdì sera, viaggiano con un bagaglio composto principalmente di birra e whisky, che con piacere condividono con noi. Niente di sorprendente, così sono le persone qui: molto generose e, soprattutto, amano ubriacarsi in compagnia! Tra una lattina e l’altra di Tennent’s, la birra preferita degli Scozzesi (Derek favorisce molto volentieri mentre io, allattando ancora al seno, mi limito solo a qualche sorso) chiacchieriamo per circa tre ore, fino a quando non arriva il momento per loro di sbarcare. Ci salutiamo augurandoci di incontrarci di nuovo lungo la via nei giorni seguenti.

La notte sta iniziando a calare quando arriviamo a Fort William. Il lago Linnhe costeggia il paese sul suo versante nord occidentale; la temperatura è fresca e l’odore dell’aria è quello tipico di montagna. Fort William è una località turistica molto importante per la sua posizione strategica: è attraversata infatti dalla strada principale A82, che conduce fino alla bellissima costa nord occidentale della Scozia, ed è il punto di partenza ideale per accedere al Ben Nevis, la montagna più alta della Scozia, e alla Glen Coe, vallata scozzese famosissima di cui parleremo estesamente nei prossimi articoli essendo una delle tappe più suggestive lungo la WHW.

Ben Nevis, Scozia

Vista sul Ben Nevis dalla West Highland Way, la montagna che con i suoi 1344 metri è la cima più alta di tutta la Gran Bretagna.

La High Street, la strada principale di Fort William, di venerdì sera e a inizio primavera pullula di turisti provenienti da Glasgow, per lo più studenti universitari, che affollano i pub lungo la via del centro. A Fort William è possibile visitare il Museo delle West Highlands, che racconta la vita degli Highlanders in questa parte della Scozia e vanta una collezione incredibile di artefatti legati alla causa giacobita (vedi articolo precedente). Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dai romanzi di Diana Gabaldon e dalla serie televisiva Outlander, il museo è diventato una tappa imperdibile per gli appassionati, che possono rivivere qui moltissimi aspetti del mondo in cui Claire Randall si ritrova catapultata al fianco di Jamie Fraser nel 1743.

Circa tre chilomteri a nord, lungo la strada asfaltata che segue il torrente Nevis, immerso nella Glen Nevis (che in scozzese significa “Valle del Nevis”), si trova invece uno degli unici due centri visitatori lungo la WHW. Il Centro consta di un parcheggio, bagni pubblici, un negozio ed un piccolo ma interessantissimo museo che racconta la storia dell’area: dall’antica stazione meteorologica che un tempo occupava la vetta del Ben Nevis, aperta nel 1883 e chiusa nel 1904, alla Ben Nevis Race, una gara di corsa alla vetta e ritorno il cui record è stato stabilito nel 1984, quando un corridore ha impiegato 85 minuti e 34 secondi per percorrere la via che ad un normale camminatore richiede dalle 6 alle 8 ore di cammino!

Se domandate a me, le perle imperdibili di questo piccolo museo sono tre. La prima è un gigantesco pezzo di roccia ricoperto di enormi cristalli di quarzo grigio scuro proveniente dal Parco Nazionale delle Cairngorm Mountains: questo minerale è stato utilizzato per secoli dai gioiellieri scozzesi e trasportato in battaglia da molti clan delle Highlands come porta fortuna. La seconda è una meravigliosa sezione del tronco di un pino silvestre (qui chiamato Scots Pine) abbattuto nel 1885 all’età di 150 anni: in corrispondenza degli anelli di crescita, un pannello in plexiglas indica gli eventi della storia scozzese di cui quest’albero è stato testimone a partire dal 1745, anno delle rivolte giacobite, passando attraverso l’invenzione della macchina a vapore ad opera dell’inventore scozzese James Watt nel 1769, fino ad arrivare all’incoronazione della Regina Vittoria nel 1838. Infine, terza meraviglia del museo è una bacheca collocata all’ingresso, sulla quale i visitatori sono invitati a scrivere su un talloncino di carta la propria avventura: bellissimo soffermarsi a curiosare tra le decine di piccoli pezzi di carta che raccontano ognuno uniche esperienze di viaggio.

CENTRO VISITATORI DEL BEN NEVIS

la bacheca nel centro visitatori del Ben Nevis invita gli escursionisti a lasciare una testimonianza della propria avventura lungo la via che conduce alla vetta della montagna più alta della Scozia

La sera in cui arriviamo a Fort William ormai è già tutto chiuso ed essendo le dieci della sera la notte inizia a calare. Decidiamo di cenare velocemente in un chippy: così gli scozzesi chiamano la loro versione del fish and chips. Il trucco per scegliere un buon chippy è quello che va adottato sempre nel caso dello street food: cercare quello più affollato e consigliato dai locali. In ogni paese scozzese ce n’è sempre almeno uno e friggono di tutto nella pastella: dal tradizionale filetto di pesce, agli hamburger di carne e persino alle fette di pizza: un’eresia per noi italiani! Nei chippy più affollati il pesce è di qualità ed è sempre fresco: appena fritto, caldo e croccante. Noi ordiniamo una fish supper a testa, un delizioso filetto di eglefino, una specie di merluzzo affumicato (haddock in scozzese) fritto in una spessa croccante pastella a base di birra, accompagnato da grosse patatine fritte e un cippollotto sottaceto a testa, tradizionalmente mangiato dagli scozzesi alla fine della supper (pasto serale) per pulire la bocca dall’unto lasciato dal fritto.

Una volta cenato ci avviamo verso il punto di partenza della WHW, camminando al buio lungo la Glen Nevis, ognuno con la propria torcia accesa in mano e con l’impermeabile addosso: pioviggina ed è umido. Alla prima strada forestale che incontriamo, sterrata e buia, giriamo a destra e ci inerpichiamo in mezzo al bosco per qualche centinaio di metri, finché non troviamo una piccola radura in piano dove piantare la tenda ed andare a dormire. Domani inizieremo la West Highland Way ed è ora di riposare per iniziare il nostro trekking il sabato mattina di buon’ora!

Nel prossimo articolo vi racconterò di cimiteri di clan, pietre con poteri magici e bestie lacustri mitologiche, nonché trekking e tanta fatica. Per non perderlo seguite la nostra pagina facebook!