Una bambina e due cani sulla West Highland Way

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Sono seduta sull’erba del campo da rugby dietro a casa mia, a Paisley, una piccola cittadina nella periferia di Glasgow, Scozia. Vivo qui da un anno e mezzo, dopo una lunga avventura nell’Amazzonia ecuadoriana, e mi chiedo se sarò in grado di scrivere ancora in italiano. È qui in Scozia che ho dato alla luce la mia bambina, Mia, per metà scozzese, che ha compiuto un anno da poche settimane. Il mio primo anno qui è stato davvero stancante perché, all’esperienza in un nuovo paese, molto diverso sia dall’Italia che dall’Ecuador per cultura, ambiente e clima, si è associata l’esperienza della maternità, nuova ed impegnativa, emotivamente e fisicamente.

Potete immaginare quanto, dopo mesi di isolamento e carenza di sonno, sentissi il bisogno di evadere per qualche giorno. La mia idea di evasione potrà sembrare eccentrica, ma è stata un’esperienza indispensabile per ritrovare me stessa dopo una totale immersione nella vita da mamma raggomilatata nel suo nido.

Guardo adesso Mia muovere i suoi primi passi nell’erba, osservo i miei due cani correre liberi nel prato ed annuso i miei capelli, che dopo almeno sei lavaggi, con impacchi di balsamo inclusi, ancora odorano di fumo; tiro le fila dell’esperienza appena vissuta ed è strano ripensare a dove mi trovavo una settimana fa. Mi rendo ora conto che guardo tutto con occhi diversi. Vediamo se, con il diario alla mano e dopo il meritato riposo, riesco a raccontare l’incredibile esperienza che ho vissuto e a far venire un po’ di voglia di Scozia anche a voi.

La nostra avventura è iniziata venerdì 21 aprile 2017, ma ha richiesto un lungo lavoro di preparazione, avendo intenzione di percorrere la West Highland Way (WHW) con una bambina di 14 mesi, due cani e una tenda da campeggio. Per chi non la conoscesse, la WHW è un famoso percorso di trekking su lunga distanza che attraversa le Highlands scozzesi.

West Highland Way, Scozia

Il cardo stilizzato, emblema della Scozia, è il simbolo che contrassegna la West Highland Way lungo tutto il percorso. Perdersi è difficile perché ogni qual volta il sentiero si biforchi, il cardo appare per segnalare la via corretta.

La lunghezza totale della West Highland Way è di 152 chilometri (92 miglia inglesi), un continuo sali e scendi che, partendo da Milgavie (si pronuncia mogai), pochi chilometri ad ovest di Glasgow, conducono fino a Fort William, villaggio di montagna situato alle pendici del Ben Nevis, la cima più alta della Scozia.

La via segue la riva orientale del più grande lago di acqua dolce della Gran Bretagna, il Loch Lomond, passando attraverso le Lowlands, le scenografiche dolci colline e basse montagne che anticipano in direzione nord le universalmente famose e leggermente più elevate Highlands occidentali.

Il percorso segue le antiche vie di comunicazione che fino al 1800 e alla costruzione delle prime ferrovie rappresentavano l’unico collegamento tra il nord ed il sud della Scozia. Venivano percorse esclusivamente a piedi o a cavallo, dagli abitanti delle Terre Alte (gli Highlanders) per condurre il bestiame, principalmente mucche e pecore, fino ai mercati delle Terre Basse, concentrati attorno ai centri urbani principali e negli antichi piccoli borghi reali.

Con il tempo, specialmente nel corso del 1700, queste strade che adesso costituiscono la West Highland Way divennero anche le vie militari preferenziali percorse dalle truppe inglesi dirette a nord nel tentativo di domare le rivolte giacobite, in un’era in cui molti clan del nord (comunità accomunate da un vincolo di sangue, spesso un lontano antenato comune), non vedevano di buon occhio l’unione della corona inglese con quella scozzese, avvenuta nel 1707 dopo secoli di sanguinose battaglie. Questi ribelli erano disposti a combattere e persino a morire per il ritorno al trono di un membro dell’antica dinastia scozzese degli Stewart, al posto del sovrano di provenienza tedesca.

Gli appassionati della recente fiction televisa Outlander, creata in seguito al successo dei romanzi della scrittrice americana Diana Gabaldon, riconosceranno il contesto storico in cui si ritrova la protagonista Claire; ma non ditelo agli scozzesi, che non amano per nulla i successi mediatici internazionali che parlano della Scozia, non sentendosi accuratamente rappresentati da scrittori e registi americani ed australiani, che invece con tanta fierezza decantano le proprie origini scozzesi.

Infine, ma in maniera del tutto minoritaria, alcuni tratti della West Highland Way seguono antiche linee ferroviarie cadute in disuso nella seconda metà del 1900. La via che oggi migliaia di escursionisti provenienti da tutto il mondo percorrono è stata ufficialmente istituita nel 1980 quale primo percorso ufficiale escursionistico su lunga distanza in tutta la Scozia. Nel 2010, la WHW è diventata anche parte ufficiale del meno conosciuto ma incredibilmente affascinante Sentiero Internazionale degli Appalachi (IAT – International Appalachian Trail), quale estensione europea di un percorso escursionistico su lunga distanza che attraversa il Maine, gli Stati Uniti e il Canada, estendendosi oltremare fino all’Irlanda ed alla Scozia, per una lunghezza totale di 3058 chilometri.

West Highland Way, Scozia

Uno spaccato delle Highlands scozzesi lungo la via. Zeno, uno dei nostri cani, esplora l’orizzonte con lo sguardo in cerca di pecore da pascolare.

Sul sito ufficiale della WHW si possono trovare tutte le informazioni utili e indispensabili per percorrere la via in tutta sicurezza. Il percorso è totalmente gratuito, a parte nella regione del Parco Nazionale Trossachs e sulle rive del Loch Lomond, dove in caso di campeggio libero nei mesi da marzo a settembre occorre acquistare un permesso (per il costo di 3£ a notte) online ed esibirlo in caso di controllo da parte dei ranger del Parco. Tutte le informazioni relative al campeggio in quest’area e al permesso possono essere consultate on line.

La soluzione più semplice e meno faticosa e l’unica che consente di affrontare l’intera via nell’arco di sette o otto giorni è di percorrere una media di 21 chilometri (13 miglia) al giorno, che con un passo medio e allenato richiedono dalle quattro alle cinque ore, per un totale di sette o otto tappe ufficiali, a seconda della guida utilizzata.

Per poter far ciò il modo migliore è essere bene allenati, trasportare poco peso, alloggiare nelle poche ma deliziose locande collocate tra una tappa e l’altra e, magari, non avere neonati o cani al seguito. Negli ultimi anni, grazie al successo della via, è diventato molto popolare anche il servizio di trasporto zaini su furgone tra una tappa e l’altra. Il costo medio è di circa 7£ al giorno e quindi piuttosto contenuto, e la maggior parte delle persone scelgono questa come soluzione preferenziale, dormendo e cenando nelle locande, bed & breakfast e ostelli sulla via.

Senza peso e camminando con costanza procedere per 21 chilometri al giorno diventa un gioco da ragazzi e in una settimana è possibile percorrere agilmente l’intera via (nessuno però in questo caso si salva dalle vesciche e dai piedi doloranti!). Per poterla percorrere tutta con maggior relax la cosa migliore è preventivare una decina di giorni, in modo da poter riposare in caso di eccessivo affaticamento, deviare per qualche passeggiata collaterale o evitare di mettersi in cammino in caso di maltempo.

Chi percorre la WHW in maniera più avventurosa lo fa campeggiando, liberamente o in aree attrezzate: di solito si tratta di persone sole, molto allenate e con zaini che non superano i 10-15 chili di peso (tenda inclusa e di nuovo, niente cani o bambini al seguito!). C’è anche chi percorre la via in bici e non è raro incontrare gruppi di ciclisti lungo la strada.

Trekking in Scozia: due cani e una bambina sulla West Highland Way

Lasciando il passo ad un gruppo di esperti ciclisti lungo la via.

Infine, il modo più semplice e raccomandato per percorrere la WHW è quello di percorrerla da sud a nord, in modo da affrontare le tappe più rilassanti e semi pianeggianti all’inizio della settimana, ed arrivare alle ultime, un po’ più esigenti in termini di dislivello da affrontare e percorribilità del terreno, riscaldati ed acclimatati. In genere si consiglia alle famiglie di percorrere i primi tratti, quelli più a sud, e di evitare quelli più a nord, più lunghi, pendenti e stancanti. Sono però questi ultimi anche i più scenografici, specialmente per chi voglia avere un vero assaggio dell’incatevole, quasi fatato, paesaggio delle Highlands scozzesi.

Questo è il motivo per cui pochissimi percorrono l’intera via, scegliendo invece di partire un po’ più a nord raggiungendo una località a scelta sul cammino generalmente in treno o più raramente in bus (il rapporto qualità/prezzo dei due mezzi di trasporto per lo più si eguaglia ma il treno offre un servizio decisamente più veloce). Per quanto riguarda il percorso, l’intera via ha l’aspetto di una mulattiera nelle Alpi italiane: larga e senza particolari insidie, in alcune aree pavimentata con ciottoli, più spesso con ghiaia.

West Highland Way

Mia, 14 mesi, gioca con la ghiaia lungo la West Highland Way mentre noi riposiamo.

In pochi tratti ascendenti (o discendenti a seconda della direzione di percorso scelta), possono trovarsi piccoli affioramenti rocciosi, che generano scalini a volte un po’ scivolosi se la roccia è bagnata. In pochi tratti invece, seppure il percorso sia praticamente pianeggiante, torba, fango o radici possono ridurre la velocità del passo e rendere una passeggiata relativamente breve ed apparentemente semplice, decisamente stancante anche per le persone più allenate. Per chi è abituato al trekking alpino, tuttavia, il livello di difficoltà non è mai superiore a quello di un semplice sentiero di montagna, con un dislivello giornaliero massimo di 465 metri (tratta da Kingshouse e Kinlochleven) in direzione nord o di 697 metri (tratta da Kinlochleven a Kingshouse) in direzione sud. Il punto più alto della WHW si raggiunge proprio lungo questo tratto in concomitanza con la sommità di un passo collocato a 548 metri sul livello del mare.

Nonostante non si tratti di una altitudine elevata, occorre ricordarsi che ci troviamo ad una latitudine invece piuttosto alta, per cui le sensazioni che si provano sono le stesse di quando si raggiunge un passo di alta quota a più di 2000 metri sul livello del mare. La WHW non va dunque assolutamente sottovalutata, neppure dai camminatori più esperti. Quello che rende sicuramente difficoltosa la salita e la sosta sulla sommità dei passi o lungo la via è il freddo, non solo per l’effettiva temperatura atmosferica ma soprattutto per il vento, che soffia quasi costantemente nelle Highlands scozzesi, specialmente nelle limpide giornate di sole, e che abbassa la temperatura percepita di numerosi gradi centigradi, causando il rapido raffreddamento di ogni parte del corpo ogni qualvolta ci si fermi per una pausa.

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Per quanto riguarda la pericolosità in termini di esposizione o passaggi pericolosi, la WHW è totalmente sicura: non prevede passaggi su pareti rocciose o sull’orlo di precipizi. Il punto più spaventoso, definito la “Scalinata del Diavolo” lo è di nome ma non di fatto: si tratta semplicemente di un zig zag piuttosto ripido nel mezzo di una torbiera, ma non presenta assolutamente alcun rischio o pericolo. Per quanto riguarda infine il periodo migliore per percorrere la WHW, in Scozia la stagione migliore per il trekking va dalle vacanze di Pasqua (marzo e aprile) fino a ottobre. Facendo il bilancio di tempo atmosferico, numero di altri escursionisti sul percorso, moscerini e disponibilità di posti letto nelle poche locande sulla via, i periodi migliori consigliati dalle guide sono tra maggio e giugno e tra settembre e ottobre.

Ho accennato ai moscerini e certamente una piccola parentesi, parlando di trekking in Scozia, deve essere assolutamente dedicata a questi piccoli flagelli naturali che qui vengono chiamati midges (pronunciato miggis). Si tratta di piccoli moscerini che si nutrono di sangue e che si muovono formando letteralmente grandi nubi. Più che essere dolorosi, possono risultare davvero fastidiosi, perché finiscono per entrare in bocca, nelle orecchie e nelle narici ogni volta si parli, mangi o semplicemente respiri. La puntura fortunatamente, invece, non è nulla se comparata a quella di una zanzara e decisamente meno persistente. La stagione dei midges inizia generalmente a maggio, con picchi a Luglio ed Agosto, quando diventano addirittura infestanti, specialmente nelle Highlands e soprattutto se si sta fermi all’aperto. I midges soffrono il caldo e non riescono a volare con il vento, quindi nelle giornate soleggiate e ventose il problema si riduce. Diventano invece particolarmente fastidiosi nelle giornate nuvolose e senza vento, specialmente all’alba ed al tramonto. Munitevi pertanto di una apposito cappello dotato di retina e di un repellente (ne esistono di specifici) se decidete di visitare le Highlands nei mesi di picco. Esiste anche un utilissimo sito internet che distribuisce le midges forecasts: si tratta di previsioni simili a quelle meteo ma per le nuvole di moscerini.

Dopo avervi dato, spero, una fotografia completa di cosa significhi camminare lungo la West Highland Way e di quante diverse modalità si possano scegliere per percorrerla, nei prossimi articoli vi descriverò la nostra personalissima esperienza, per come noi abbiamo deciso di affrontarla: da nord a sud, con una bimba sulle spalle, due cani al seguito e campeggiando ogni notte in luoghi selvaggi lungo la via. Gli scozzesi lo definiscono il modo più avventuroso e duro per affrontare la WHW, ma al momento della partenza devo ammettere di non esserne stata pienamente consapevole: tutte le persone che abbiamo incrociato lungo il percorso ci hanno dimostrato un gran rispetto e ci hanno offerto aiuto e supporto, facendoci davvero sentire speciali, ma anche confermandoci il fatto che poche persone si avventurino lungo il percorso nel modo in cui abbiamo deciso di fare noi.