Dove mangiare a Gerusalemme: 5 ristoranti tipici

dove mangiare a Gerusalemme Baklava | Foto di Sakaman (CC BY-SA)

L’unico termine che mi viene in mente per descrivere Gerusalemme è: travolgente. Troppi gli stimoli e le suggestioni su cui, poi, aleggia un senso del sacro che lascia interdetti, al di là di come la si pensi in merito. Il cibo contribuisce a questa sensazione di piacevole spaesamento.

Visitare Gerusalemme rappresenta un pellegrinaggio gustativo che ha pochi eguali. Vagando per i vicoli della città vecchia e per le strade della parte nuova ho avuto la sensazione che Gerusalemme fosse una sorta di imbuto dove tradizioni diverse e lontanissime convergono riuscendo, per uno strano miracolo, a mescolarsi in modo armonico. I sapori di questa terra hanno toni mediorientali, esteuropei, africani e asiatici, sapientemente dosati dal caso o da chi per esso.

Ecco allora cinque ristoranti a Gerusalemme per cinque esperienze, ognuna legata a una diversa anima della città.

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1. Ishtabach

1 Ha-Shikma (mercato Mahaneh Yehudah) | tel. +972 2-623-2997
Fascia di prezzo: €€-€€€

Questo ristorante curdo – siriano è la miglior sorpresa di Gerusalemme. Si trova nei dintorni del mercato Mahaneh Yehudah, in una via laterale che scende da Jaffa road ed è strutturato su due livelli sfalsati. Ci si può accomodare al tavolo o mangiare accanto ad altri avventori su uno dei banconi di legno, uno dei quali si affaccia proprio sul forno che serve l’unico piatto proposto nelle sue diverse varianti, lo shamburak: è una sorta di grande brioche salata, aperta al centro, ricolma di carne e verdure speziate, accompagnata con l’immancabile sfilza di mezas con salse e verdure, servita tagliata a metà in un piccolo tagliere allungato, di legno. La pasta è fatta a mano, croccante e delicata, i ripieni saporiti e intensi, con una tendenza ad andare un po’ fuori dalle rotte occidentali. Consigliato quello ripieno di asado, la tipica carne argentina, e quello con kebab siriano di agnello e verdure. Ne esiste anche una versione vegetariana, molto speziata e intensa. L’atmosfera è casalinga, moderna e conviviale. Davvero da non perdere, soprattutto per gustare un piatto che meriterebbe maggiore fortuna e che rimanda alla parte più nascosta e selvatica del Medi Oriente.

Ristorante Gerusalemme curdo-siriano

Foto di Nicola Cavagnaro (CC BY_NC)


2. Manou ba shouk

Ets haim 29 (mercato Mahaneh Yehudah) | tel. +972 2-622-8675
Fascia di prezzo: €€-€€€

Addentratevi tra i banchi stracolmi di pane, dolci, frutta e tra i locali di street food del mercato Mahaneh Yehudah. Tra questi troverete Manou ba shouk, piccolo locale che propone una stupenda cucina libanese. Si mangia letteralmente uno addossato all’altro, seduti ai pochi tavoli apparecchiati alla buona e vicinissimi tra loro. Obbligatoria la melanzana ripiena di riso e carne, le immancabili mezes (selezione di piattini di verdure e salse varie) e i kubeh fritti, polpette di bulgur, cipolle e carne di agnello. Un ristorante saporito e alla buona, dal conto onesto, per mangiare come un vero abitante della città, dopo aver passeggiato tra le bancarelle osservando gli haredi che si affrettano, ogni venerdì, per fare la spesa prima che rintocchi lo Shabbat e ogni attività si fermi.


3. Rossini’s

42 Latin Patriarchate St | Jaffa Gate (quartiere musulmano) | tel. +972 2-587-7423
Fascia di prezzo: €€-€€€

Il Rossini, state tranquilli, non è un ristorante italiano. Si trova in una viuzza secondaria ai margini del quartiere musulmano, nella città vecchia, a due passi dalla porta di Jaffa e dalle mura. A vederlo non sembra nulla di che – è piuttosto buio e moderno – ma non fatevi spaventare: il servizio è eccellente, e in cucina sfornano il miglior musakhan, pollo alla palestinese, di Gerusalemme. Solo questo piatto vale la visita, assieme all’ottima birra Sheperds, ovviamente di produzione palestinese. Perché, al di là delle questioni politiche, la parte islamica è una componente importante di Israele e di Gerusalemme, che ospita alcuni dei siti più sacri anche dell’Islam.
Ma torniamo al pollo, morbidissimo, cotto alla piastra e insaporito con sumak – spezia locale rossa, lievemente acidula e dal vago sapore di pomodoro essiccato – e Za’atar, il condimento più diffuso e tipico della zona, composto da timo, sesamo, sale e origano (è buonissimo anche da sola, con pane e olio). La carne viene servita con cipolle stufate, il tutto appoggiato su un pane pita, ovviamente, che si ammorbidisce al contato con l’umido rilasciato dal pollo e dalla cipolla. Un piatto semplice e delizioso. Da manuale, al Rossini, il babaganoush, una strabiliante salsa di melanzane affumicate.

Dove mangiare a Gerusalemme: pita e falafel

Pita e falafel | Foto di Nicola Cavagnaro (CC BY-NC)


4. Armenian Tavern

79 Armenian Patriarchate Rd (quartiere armeno) | tel. +972 2-627-3854
Fascia di prezzo: €€-€€€

Il quartiere armeno di Gerusalemme resta un po’ schiacciato tra gli altri tre, con il loro carico di siti storici e religiosi, in particolare quello Cristiano (che ospita la Basilica del Santo Sepolcro) e quello Musulmano, che sono di gran lunga i più grandi, popolati e caotici della Città Vecchia. Il quartiere armeno vive attorno al Patriarcato e può sfoderare un’atmosfera tranquilla e bei negozi di ceramiche tradizionali, che dopo il Genocidio armeno dei primi anni del XX secolo e la diaspora, continuano ad essere prodotte secondo la tradizione solamente qui. Quella armena è una comunità in declino, piccola ma orgogliosa, anche delle tradizioni enogastronomiche.
Lungo la strada che dalla porta di Jaffa a quella Sion si trova l’Armenian Tavern. L’asso nella manica di questo locale è l’atmosfera: situato in un locale a volta in pietra di epoca crociata, è stracolmo di oggetti antichi, anche religiosi, di lampadari che danno una luce soffusa. Accomodatevi e per un po’ di tempo vi sembrerà di non essere usciti dal medioevo.
I punti di forza a tavola sono il buon vino armeno e i piatti tradizionali, tra cui spiccano gli involtini di foglie di vite ripieni di carne e riso, cotti nel brodo allo yogurt. Prezzo contenuto per gli standard – alti!- di Gerusalemme.


5. Holy Cafe

2 Tif’eret (quartiere ebraico) | tel.+972 50-352-5400
Fascia di prezzo: €€-€€€

Questo caffè dall’aria un po’ dimessa si trova a pochi passi dal Kotel, il Muro occidentale. Lo consiglio perché offre un rifugio dalla folla del Muro e dalle stradine caotiche del quartiere musulmano (un vero dedalo di bazar, dove consiglio di recarvi per andare alla ricerca di tipici dolci come un baklava, un mutabak ripieno di formaggio, un ottimo halva). All’ombra della bellissima sinagoga Hurta (visitatela, non perdetevi la vista dal tetto), immersi tra le delicate costruzioni in pietra color crema, offre un ottimo hummus con tahina e falafel, pane pita e sottaceti. Un piatto naturalmente kosher: ai tavoli vedrete pochi turisti, tante famiglie ortodosse e ultraortodosse con bambini, tutti dotati di kippah.
Il piatto di cui parliamo è tipicamente israeliano, o comunque mediorentale, a base di ceci: l’hummus è delicato, ricco di olio, reso amarognolo dalla tahina (salsa di semi di sesamo), a cui si aggiungono i falafel, polpettine speziate e fritte, sempre di ceci.
Da provare anche il sabich: un piatto a base di hummus, tahina (sono un po’ dappertutto) uovo sodo e melanzane grigliate.
L’Holy cafè è ideale per una pausa pranzo rapida per ricaricare le batterie, magari concedendosi con una buona Gold Star, ottima birra scura prodotta a Tel Aviv!

Dove mangiare a Gerusalemme: sabich

Sabich | Foto di Nicola Cavagnaro (CC BY-NC)

Per la colazione o uno spuntino veloce. Neeman bakery di King George street 1 nel pieno centro della zona moderna di Gerusalemme, è un forno molto gettonato soprattutto dagli abitanti della città sforna decine di tipi di dolci o di prodotti da forno salati, tutti tipici israeliani, veramente deliziosi, prepara spremute fresche e un caffè dignitoso, il tutto a prezzi veramente concorrenziali. Questo bar/panificio si trova a due passi dall’incredibile quartiere ultraortodosso di Mea Shearim (vale una passeggiata, vestitevi in modo adeguato, con spalle, gambe, braccia coperte, non fotografate nessuno degli haredi che vedrete in giro).

Attenzione allo Shabbat. È il giorno di riposo ebraico, dalla sera del venerdì al tramonto del sabato la maggior parte delle attività chiude: ristoranti, banche, trasporto pubblico, bancomat.

Come arrivare a Gerusalemme. Una volta atterrati a Tel Aviv (voli low cost a partire da €58) fuori dall’aeroporto troverete diversi sherut, i taxi collettivi che vi porteranno a Gerusalemme spendendo circa 65 shekel, una quindicina di euro, guidando in modo alquanto sportivo per circa un’ora. Esistono anche bus di linea, un servizio con autobus da viaggio e taxi singoli, ma lo sherut unisce un costo contenuto al fatto di portarvi dove desiderate, direttamente di fronte al vostro albergo.