Spiti Valley, l’ultimo Tibet

Spiti Valley, Tibet © Jan Serafini
Tappe dell’itinerario: (Delhi – Manali) – Kaza & Monastero di KiKibber – Dhankar – Tabo – Nako – (Recong Peo – Delhi)

Il tour

Molti viaggiatori rimangono delusi dalla loro esperienza in Tibet: la soppressione culturale ha lasciato una macchia indelebile nell’altopiano e tra la gente, almeno quella che è rimasta. Ma l’influenza tibetana si estende su tutto l’arco himalayano, oltre 2000 km di impervie regioni montagnose dal nord ovest dell’India al Bhutan, passando per il nord del Nepal.

In Himachal Pradesh, stato nel nord-ovest dell’India, sopra Delhi, si ergono poderose le cime himalayane, di fatto dividendo le colline forestate a sud dagli aridi deserti d’altura del nord. Da Manali, principale centro turistico in Himachal Pradesh, una strada si inerpica sul Rohtang Pass, a circa 4000m di altezza. Una volta superato il passo, si presenta un bivio: una strada prosegue per oltre 30 ore, superando passi sopra i 5000m e terminando in Ladakh, celebre ed estremamente turistica regione a influenza tibetana nell’estremità settetrionale dell’India; un’altra strada vira invece verso est e si spinge nella spettacolare e desertica Lahaul Valley, dove immensi ghiacciai e alti picchi la fanno da padrone. Una volta superato un passo a 4600m, si entra nella ancor più spettacolare Spiti Valley, la regione più remota d’India, l’ultimo Tibet.

Foto Tibet - Spiti Valley

© Jan Serafini

La valle, lunga oltre 100km e stabilmente sopra i 3000m di altezza (ma con molti villaggi attorno a quota 4000m), a volte ricorda un mini Grand Canyon, con l’onnipresente fiume Spiti che si srotola tra le pareti scoscese come una biscia; altre volte la valle si apre di più diventando una sorta di deserto d’altura dai colori cangianti. In un modo o nell’altro, le dimensioni e l’impatto con la natura raggiungono qui proporzioni immense.

A dare una parvenza più “umana” al territorio (il meno densamente popolato in India) ci pensano sporadici villaggi ai lati del fiume. Le case bianche, con i tetti formati da ammassi di legna accatastata alti fino a 2 metri, sono costruite in tipico stile tibetano, e si snodano lungo minuscoli vicoletti che percorrono il villaggio. Gli appezzamenti verdi con coltivazioni di piselli e cereali come il buckwheat (grano saraceno), appaiono come un miraggio tra le pareti aride. I diversi monasteri (Ki, Dhankar e Tabo i più antichi e importanti) che troneggiano sui lati alti delle montagne, imperiosi se osservati da vicino, minuscoli se rapportati alle dimensioni epiche della valle, rendono visivamente percettibile la forte componente religiosa nella vita degli Spitiani e le donano un alone mistico. La gente, aperta ma discreta, ha la stessa fisionomia di quella tibetana, così come la lingua, il cibo e la religione fondano le loro radici nel Tibet occidentale e sono riuscite a rimanere inalterate per centinaia di anni, complice l’isolamento geografico della valle: benvenuti nell’ultima culla della cultura tibetana.

Tibet - Spiti Valley

© Jan Serafini

Costi e organizzazione

Durata del viaggio. E’ possibile esplorare la Spiti Valley in 15 giorni da Delhi, ma consigliamo almeno 3 settimane, visto anche il tempo necessario per gli spostamenti.

Come arrivare. Prenotando in anticipo su internet si possono trovare biglietti di A/R dall’Italia per Delhi a 500 €. Una volta nella capitale indiana è possibile arrivare fino a Manali in 15 ore di bus notturno, prenotabile presso una qualsiasi agenzia di viaggio indiana, anche per il giorno stesso. Una soluzione più rapida consente di volare da Delhi fino a Kullu, 2 ore di bus più a valle di Manali. Da Manali è possibile prendere un bus locale per Kaza, ma è giusto mettere in guardia sulla pazzia dei conducenti dei bus locali indiani, sulle strade pericolanti che si inerpicano sulle pareti scoscese dell’Himalaya e sull’affolamento del bus stesso, spesso risalente agli anni ’70. L’alternativa più rapida e confortevole è certamente prenotare un posto su una delle tante jeep che da Manali si inoltrano fino a Kaza, capitale della Spiti Valley (700 Rupie, circa 12 Euro). E’ possibile organizzare la cosa la sera stessa per il mattino successivo. All’interno della valle ci si può muovere con jeep private, con bus locali o facendo l’autostop, per i più avventurosi. Per il ritorno a Delhi è possibile percorrere la via dell’andata a ritroso o, meglio, avventurarsi fino all’estremità della valle e, passato un altro alto valico d’altura, addentrarsi nella limitrofa Kinnaur Valley fino a Recong Peo, dove si possono trovare connessioni giornaliere con Delhi (15 ore di bus).

Costi. Un pasto di cibo locale costa circa 1 Euro, una camera con letto doppio circa 3 Euro a notte, 5 se con bagno in stanza.

Viaggio in Tibet - Spiti Valley

© Jan Serafini

Quando andare e cosa portare

La valle di Spiti è accessibile solo tra Luglio e Settembre, quando le strade che si inerpicano sugli alti passi montani sono percorribili. Da Ottobre a Giugno la valle è chiusa ad ogni contatto esterno, per via della neve che blocca il transito e per le temperature polari (fino a -30) che ghiacciano la valle. A ogni modo, anche d’estate il Rohtang Pass può essere temporaneamente bloccato per pioggia o neve, quindi è sempre meglio avere nella manica qualche giorno di riserva.

Sebbene la valle sia in alta montagna, d’estate la bassa latitudine garantisce giornate piacevoli con temperature miti, che tendono però ad abbassarsi rapidamente di notte. Il vento soffia spesso e il sole a queste altezze non perdona né la pelle né gli occhi. Consigliamo pertanto di portare maglie pesanti, berretti di lana, sciarpe e giacche a vento per la notte, ma anche magliette, pantaloncini, occhiali da sole, crema solare ad alta protezione e burrocacao per il giorno.

Chi ha tempo e voglia, si può cimentare anche in interessanti trekking di 4/5 gg in un altopiano in cima a un lato della valle, attraverso canyon, cime imbiancate e foreste di fossili. In questo caso si raccomanda di portare anche scarpe da trekking (già testate) e pillole per purificare l’acqua, da utilizzare più in generale durante tutto il viaggio, visto il delicato equilibrio ambientale della zona e la mancanza di infrastrutture per riciclare le bottiglie di plastica.

Si parte

Atterrati a Delhi si può spendere il primo giorno in India esplorando i principali monumenti della capitale, anche se il traffico, il caldo e lo smog suggeriscono di rimandare la visita al ritorno, se si ha a disposizione ancora qualche giorno prima del rientro in Italia.

E’ possibile prenotare un bus notturno per Manali (15 ore) per la sera stessa, così da arrivare il mattino successivo nella frescura di questo centro turistico immerso in splendide foreste e circondato da picchi sopra i 5000m.

Fra la spossatezza del viaggio e la bellezza del posto (è anche possibile dormire a Vashisht, sull’altro lato del fiume, piccolo villaggio attrezzato per i turisti, con fonti termali e templi sacri) è facile spendere un paio di giorni a Manali, approfittando anche per prenotare una jeep per Kaza, per quello che sarà uno dei più spettacolari spostamenti della vostra vita.

Il viaggio di Jan in Tibet continua verso Kaza »