Il giorno e la notte nel Deserto del Tatacoa

Deserto Tatacoa Colombia Deserto Tatacoa, Colombia | Foto Jonathan Hood

Al termine di un lungo viaggio in Ecuador, Chiara ha proseguito oltre frontiera nel sud della Colombia. Dopo Ipiales e la città coloniale di Popayan, questa è la penultima tappa dell’itinerario.

La regione del sud della Colombia è quella che più di ogni altra rappresenta la ricchezza e la diversità paesaggistica del paese. E’ terra di contrasti, solcata da strette vallate e da fiumi impetuosi, ricoperta da una natura fertile, che nasconde una meraviglia in più: il Deserto del Tatacoa.

Si tratta di una foresta tropicale semi-arida, 330 chilometri quadrati di terra color ocra, localizzata a poche decine di chilometri dalla città di Neiva. L’aridità è dovuta alle alte montagne che la circondano, tra queste il Nevado del Huila (il vulcano attivo più alto della Colombia, 5750 metri sul livello del mare), che intercettano gran parte delle precipitazioni. Si registrano solo mille millimetri di pioggia all’anno e in alcuni anni, quelli “aridi” come li chiamano gli abitanti, addirittura non piove per niente e i capi di bestiame muoiono per la sete. Nonostante l’aridità del clima c’è un’interessante varietà di flora e di fauna: cactus fruttiferi, ragni, scorpioni, lucertole e oltre 70 specie di uccelli. È uno dei paesaggi più emozionanti e particolari di tutto il paese.

Arrivo a Neiva

Le strade che giungono a Neiva da sud sono molto suggestive ma piuttosto scomode, per molti tratti sono in terra battuta o sassi, attraversano piccoli corsi d’acqua e porzioni di foresta. Il trasporto avviene su piccoli van che alla partenza vengono stipati il più possibile di pacchi e persone e che lungo la strada offrono passaggi agli abitanti. Non stupitevi quindi se dovrete fare il viaggio con lo zaino in braccio o con un bambino accoccolato sotto i vostri piedi o con qualcuno seduto su una cassa di plastica nel corridoio del bus. Le condizioni precarie di questi collegamenti, ora in fase di rimodernamento, sono dovute anche alla frequentazione da parte dei trafficanti che fino a pochi anni fa controllavano l’intera zona; effettivamente, senza sforzare molto la fantasia, a tratti ci si sente catapultati dentro a un film.

Neiva la ricordo come una città caldissima, nonostante fosse novembre, caotica e trafficata. È un centro piuttosto grande, dedito al commercio e sede di università, non attraente dal punto di vista storico e architettonico. Consiglio quindi di usarla come base per organizzare un’escursione nel deserto.

L’escursione nel Deserto del Tatacoa

Per raggiungere il Deserto del Tatacoa chiedete informazioni al terminal degli autobus di Neiva: troverete privati con piccoli van o jeep che al raggiungimento di otto passeggeri partono in direzione del villaggio di Villavieja e poi di El Cusco, i più prossimi al Tatacoa.

Non ci sono orari di partenza predeterminati e vi ritroverete con buona probabilità a raggruppare voi stessi altri turisti interessati a condividere il viaggio. Anche in questo caso non stupitevi se lungo il tragitto vi troverete con un bambino in braccio o un sacco della spesa, di solito gli autisti approfittano del percorso per fare commissioni e dare passaggi ad amici e parenti.

Il costo del viaggio varia tra i 30.000 e i 40.000 pesos, circa 10/13 euro; una volta a Villavieja o a El Cusco, per qualche peso in più, lo stesso autista allungherà il percorso ma solo dopo avervi portato a bere qualcosa nel bar di un amico o a visitare una casa museo. Oppure potrete trovare un passaggio in moto-taxi per due o tre passeggeri o nella peggiore delle ipotesi, sarete caricati nel cassone di un’ape.

Il deserto compare all’improvviso dopo una piacevole strada a tornanti, la vegetazione si fa sempre più rada fino praticamente a scomparire. La vista di questo paesaggio colpisce fin da subito per la gamma degli ocra e dei grigi e per il suo aspetto a tratti lunare e marziano. Le formazioni rocciose che lo caratterizzano sono simili ad enormi stalagmiti di terra dura, formatesi per dilavamento delle poche piogge e per l’effetto levigante del vento.

Questa foresta semi-arida è suddivisa in 3 aree diverse. All’ingresso si trovano i Laberintos del Cusco, meravigliose rocce rossastre, a circa 20 metri sotto il livello della strada. Dopo circa quattro chilometri si raggiunge il punto panoramico di Ventanas (“finestre”), da dove godere di fantastiche vedute sul deserto grigio a cui fanno da sfondo i rilievi della Cordigliera Occidentale.

Infine a Los Hoyos ci sono formazioni rocciose incantevoli oltre a una piscina di acqua naturale sorgiva nella quale è possibile immergersi, continuando a godere del panorama. Passeggiando tra queste rocce avvicinerete enormi e secolari cactus che formano una foresta pietrificata in cui si muovono insetti stravaganti, piccoli uccelli, qualche cavallo selvaggio, capre, lepri e volpi.

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Los Hoyos | Foto Jaime Hernando Duarte

La notte nel deserto e l’Osservatorio Astronomico

I momenti migliori per godere della bellezza di questo paesaggio sono l’alba e il tramonto, per questo consiglio di passare almeno una notte nel deserto. E’ un luogo sicuro, potrete godere del silenzio più profondo e se siete fortunati di un meraviglioso cielo stellato. Durante il giorno le temperature sono davvero alte, per questo nelle ore centrali conviene riposare in previsione di una sveglia prima dell’alba. Il tramonto regala luci suggestive e la notte cala presto e rapidamente.

È possibile campeggiare, ma si consiglia di farlo nei pressi degli estaderos, case private che mettono a disposizione dei turisti, per poche decine di euro, spazi per le tende, amache o piccole capanne. In questo modo potrete avere i servizi essenziali di acqua ed elettricità (attenzione alla fascia oraria di erogazione, non sono riforniti ininterrottamente) e qualcuno che vi saprà guidare e aiutare durante il soggiorno e l’escursione. Consiglio l’Estadero Doña Lilia per la sua posizione vicinissima all’ingresso e all’Osservatorio Astronomico. Le stanze con bagno privato costano 25.000 pesos (circa 8 euro) mentre l’amaca solo 10.000.

Da notare che le stanze non hanno sistemi di ventilazione, quindi se potete rinunciare, per una notte, alla privacy di una camera, optate per l’amaca. Se siete nella stagione invernale le notti sono molte fresche e sarà quindi preferibile una capanna. Ad ogni modo gli abitanti che vivono nel deserto da generazioni sapranno consigliarvi al meglio su come e dove passare la notte. In ogni estadero è possibile pranzare e cenare e se gli ospiti sono pochi vengono fatti sedere al tavolo con la famiglia. È anche possibile richiedere escursioni guidate, su quod 4×4, in bicicletta o a cavallo. Anche in questo caso gli abitanti sapranno darvi indicazioni e aiutarvi nell’organizzazione dell’escursione.

Foto Edgar Jiménez

Anche con il buio più profondo il deserto vi saprà regalare un panorama unico al mondo. Cenate presto quindi e assicuratevi di essere liberi per le 19, ora in cui l’Osservatorio Astronomico, vicino all’entrata dell’area, propone ai viaggiatori una lezione di astronomia e di osservazione delle stelle con strumenti ottici, condotta dall’astronomo locale, il Sig. Javier Fernando Rua Restrepo che mostra il cielo stellato per mezzo di due telescopi e un laser a lunga distanza. Il costo per due di lezione è di 10.000 pesos. Gli appassionati possono anche portare i propri strumenti.

L’ideale è esserci in una notte di luna nuova, ovvero quando l’assenza della luna permette di ammirare la volta celeste al massimo del suo splendore, ma ad ogni modo, qualunque momento sarà prezioso per imparare qualcosa di nuovo sulle stelle, le comete e i pianeti. Questa terrazza sul deserto è ormai un punto di riferimento non solo a livello nazionale ma per tutti gli studiosi dell’America Latina che trovano qui le condizioni ottimali per ricerche e osservazioni.

Ritorno a Neiva

Quando sarete pronti a lasciare il Tatacoa, organizzate il trasporto con il vostro estadero, la cosa migliore è arrivare a Villavieja la mattina presto, tra le 6 e le 6.30, quando gli abitanti si dirigono a Neiva per motivi di lavoro ed è quindi possibile trovare facilmente un passaggio. Tornando, seduta nel cassone di una jeep e con in braccio un bambino sconosciuto, guardavo sfilare il rigoglioso paesaggio circostante, ricco d’acqua e di verde e non potevo evitare di chiedermi se quei due giorni nel deserto non fossero stati un sogno. Uno spaesamento amplificato dalla sensazione di essere abitante minuscola di solo una dei milioni di corpi celesti che compongono l’universo, un pianeta chiamata Terra che mi continua a stupire con i suoi paesaggi e che non si può mai dire di conoscere davvero.

Foto Laurent de Walick

Dove dormire: Hotel San Pedro a Neiva; Dunas Tatacoa a Villavieja.
Come arrivare: trova un volo per Bogotà a partire da 473€ andata e ritorno.