Cáceres e Trujillo: viaggio nella Spagna profonda

Plaza Mayor - Trujillo Plaza Mayor, Trujillo | Foto di Paola Giura (CC BY-NC)

L’Estremadura (Extremadura, in spagnolo) è una regione spagnola che confina a ovest con il Portogallo. Non è una delle zone più turistiche della Spagna, a causa della lontananza dai grandi centri e della scarsa visibilità che ha nei media che si occupano di viaggi. Quella che in passato fu una terra ricca, di conquistadores, contrabbandieri ed esploratori, oggi è una delle zone meno sviluppate della Spagna, a livello lavorativo e di infrastrutture.

Parte della popolazione negli ultimi decenni, è emigrata verso regioni più ricche, come la Catalogna. Tuttavia, in passato, l’Estremadura è stata una delle zone più importanti della penisola iberica, come si nota dalle tante testimonianze storiche presenti nelle città e nei villaggi. Oggi è in grado di attrarre diversi tipi di turisti e viaggiatori: famiglie e giovani, chi cerca la tranquillità ma anche i paesaggi da cartolina. Dedicate il vostro primo itinerario alla scoperta di questa affascinante regione spagnola alla città di Cáceres e ai dintorni, che comprendono la cittadina di Trujillo e il Parco Nazionale di Monfrague.

Cáceres: viaggio nel Medioevo

Ingiustamente poco conosciuta all’estero rispetto ad altre cittadine monumentali spagnole come Segovia o Toledo, Cáceres ha novantamila abitanti e un centro storico medievale inserito in una muraglia circolare. Chi lo visita non sa letteralmente dove posare lo sguardo, trovandosi circondato da oltre venti torri, palazzi storici e viuzze.

Cáceres merita un paio di giorni di permanenza. E’ indispensabile un’escursione notturna, per rivivere l’ambientazione medievale, e una di giorno per ammirare le ombre del mattino che si stagliano sugli edifici storici. Inoltre non si può mancare di provare la gastronomia extremeña, basata sui prodotti locali.

Le strade ripide del centro storico di Cáceres spiegano immediatamente perché questo luogo venne scelto per la costruzione della città. Dalla collina è possibile ammirare tutto il panorama circostante, condizione imprescindibile per una città fortificata. Colonia romana, conquista dei visigoti e poi dei musulmani, venne riconquistata da Alfonso IX de León nel XIII secolo. Per entrare nell’atmosfera medievale della città basta partire dalla splendida Plaza Mayor, salendo la scalinata che già preannuncia la maestosità della zona vecchia.

Museo di Caceres dal quartiere ebraico

Museo di Caceres dal quartiere ebraico | Foto di Paola Giura (CC BY-NC)

Per conoscere la storia di Cáceres, il punto di partenza, dopo un giro per le piazze e le scalinate del centro storico, è il Museo di Cáceres (entrata gratuita per i cittadini dell’Unione Europea). Oltre ad avere la possibilità di visitare l’edificio storico e il cortile in cui si trova il museo, il Palacio de las Veletas, una delle parti più sorprendenti dell luogo è l’aljibe andalusí (X-XI secolo), cisterna risalente al periodo islamico, che dimostra ancora una volta la vasta conoscenza degli Arabi nel campo della raccolta dell’acqua.

È arduo elencare tutti i palazzi, le torri e le piazzette del centro storico di Cáceres. Tuttavia, senza dubbio merita una visita la Iglesia de San Francisco Javier, soprattutto per le sue due alte torri da cui si può avere una vista privilegiata sul centro storico. Oltre al già citato aljibe del museo, potete scoprire il passato musulmano della città visitando la Casa Museo Árabe Yusuf al Burch, che ospita la ricostruzione di una casa araba del XII secolo. Per scoprire ancora una volta la commistione di religioni e culture nelle città spagnole, potete fare un giro per il quartiere ebraico che si trova nella zona alle spalle del museo, a ridosso della muraglia.

Dove mangiare a Cáceres

L’Estremadura, una delle patrie del famoso jámon ibérico, è senza dubbio un posto dove assaporare la gastronomia spagnola. Salumi, formaggi e ortaggi, nonché le famose ciliegie della Valle del Jerte, sono fra gli alimenti principali che potrete trovare sulle tavole deel’Estremadura. Cáceres è il luogo giusto dove provare molti di questi prodotti, sotto forma di tapas. È doveroso dare una spiegazione del concetto di tapas, che in Spagna cambia da regione a regione, se non da città a città. In alcune zone dell’Andalusia, come Granada o Almería, le porzioni di cibo vengono offerte gratuitamente dopo aver ordinato una birra o altri tipi di bevande. Nel caso di Cáceres, invece, il costo delle tapas è di circa 5 euro e sono composte da piatti elaborati che possono essere scelti direttamente dal menù. In questo modo, è possibile condividere diversi tipi di specialità e provare più bar.

A Cáceres, uno dei bar raccomandati per le tapas è La Cacharrería, in pieno centro storico, che propone piatti a base di alimenti locali, come la patatera, una salsiccia elaborata con grasso di maiale, purè di patate e pimentón de la Vera, un tipo di paprica della zona, o la torta del casar, un formaggio a base di latte di pecora che ha una consistenza spalmabile. Altri locali raccomandati sono Torre de Sande, con tapas un po’ più care, e La Minerva, in piena Plaza Mayor.

In pieno centro storico, inoltre, ci sono due locali da non perdere per il dopocena. Il primo è El Corral de las Cigüeñas, un locale con un ampio cortile all’aperto dove fare tardi nelle notti estive. Qui si possono bere birre e cocktail e soprattutto assistere a mostre, eventi e concerti. Un altro locale che gioca con spazi interni ed esterni è Los Siete Jardines, galleria d’arte e caffetteria, con uno spazio esterno dove sorseggiare una bibita, ammirare il panorama o mangiare qualcosa. Non lasciate Cáceres, infine, senza aver fatto colazione o merenda da Chocolat’s dove assaporare una buona cioccolata calda, pane tostato con marmellata o pomodoro e una serie di torte e cornetti di buona qualità.

Cáceres

Cáceres | Foto di Paola Giura (CC BY-NC)

Dove dormire a Cáceres

Economico: Albergue las Veletas
Prezzo medio: Hotel Albarragena
Scelta top: Parador de Caceres

Trujillo: la città dei conquistadores

La visita di Trujillo, piccola cittadina che non raggiunge i diecimila abitanti e che, vista da lontano spicca per le torri del suo centro storico, vale da sola il tempo e il costo del viaggio per arrivare in Estremadura. La grandezza di Trujillo viene da tempi lontani. Queste terre furono conquistate dai Romani e successivamente dagli Arabi che costruirono la Alcazaba (fortezza, in italiano) che oggi è possibile visitare. La fama della città è inoltre legata a doppio filo con un personaggio fondamentale nella storia spagnola del XV e del XVI secolo: Francisco Pizarro, il conquistatore del Perù e fondatore della città di Lima.

Le tracce della memoria del conquistador spagnolo iniziano nella splendida Plaza Mayor, nella parte bassa del paese. Questa piazza dalla forma irregolare, in cui ancora è possibile parcheggiare le auto, da molti secoli sede di diversi mercati, è il centro della vita di Trujillo. Sulle pareti della Plaza Mayor al di sotto degli archi, si possono ancora vedere alcune targhe che indicano i vari spazi dedicati ai diversi settori commerciali, da quelli alimentari a quelli tessili. Sulla piazza si stagliano diversi edifici storici, come il Palacio de la Cadena, il Palacio de la Conquista o la Chiesa di San Martín. Al centro spicca la Statua di Francisco Pizarro a cavallo.

La Plaza Mayor è un luogo in cui rilassarsi e celebrare, insieme agli abitanti, la Feria Nacional del Queso, che si tiene fra aprile e maggio, o la Fiesta del Chíviri, a Pasqua. Ricordate che in questa piazza si trovano diversi negozi che offrono i prodotti tipici della zona, dalla torta del Casar alla morcilla calabacera (un salume a base grasso di maiale e di zucca) ai bombones de higo (fichi secchi ricoperti di cioccolato).

Lasciando la Plaza Mayor alle spalle, si può iniziare a salire verso la città vecchia fortificata. È possibile entrare da una delle porte della muraglia, di cui, attualmente, ne restano solamente quattro. Entrare nel centro storico vuol dire fare un passo indietro nel tempo. La città fortificata, infatti, è una rete di stradine in salita, torri, chiese e piante rampicanti.

Per capire il legame fra questa terra e il Nuovo Mondo visitate la Casa Museo di Pizarro e il Museo de la Coria. Per godere di un’ottima vista sulla pianura circostante, è necessario arrivare fino alle pendici dell’Alcazaba, fortezza costruita dagli Arabi nel IX secolo e modificata nei secoli successivi. Dopo la visita del castello, non dimenticate di entrare in una delle chiese più importanti della città antica, quella di Santa María la Mayor. Passeggiando per le strade del centro storico, inoltre, è molto probabile che vi imbatterete con l’antica Alberca, imponente cisterna scavata nella roccia per la raccolta dell’acqua piovana, presumibilmente presente già in epoca romana.

Estremadura

Trujillo | Foto di Paola Giura (CC BY-NC)

Probabilmente, un giorno pieno è sufficiente per conoscere Trujillo, ma per passeggiare tranquillamente fra le case di pietra, visitare i monumenti e vivere un’esperienza gastronomia speciale, due giorni sono la scelta migliore. Ovviamente, non dimenticate di provare le specialità gastronomiche locali, oltre ad acquistare i prodotti tipici della zona.

Dove mangiare a Trujillo

La Troya, in piena Plaza Mayor.
Asador Alberca, locale nel centro storico con piccolo giardino.

Dove dormire a Trujillo

Economico: Hostal San Miguel
Prezzo medio: Izan Trujillo
Scelta top: Hotel Boutique Casa de Orellana

Parque de Monfragüe

A pochi chilometri da Trujillo è possibile visitare il Parco Nazionale de Monfragüe, dichiarato nel 2003 “Riserva della biosfera”. Questa zona è un vero e proprio paradiso di tranquillità, interrotta solamente durante alcuni fine settimana o giorni di festa. Per il resto, è il luogo ideale per una vacanza sostenibile, per stare a contatto con la natura e per avvistare uccelli e altri animali.

Le dolci montagne che danno ritmo al paesaggio, la distesa del bosco e della macchia mediterranei, il corso del fiume Tajo e del suo affluente Tiétar danno la possibilità di affrontare diversi tipi di itinerari, di differenti difficoltà. Questa è la meta perfetta per l’avvistamento di diverse specie di uccelli, dai gufi alle aquile imperiali, dalle cicogne nere ai falchi. Ci sono diversi punti in cui è possibile appostarsi all’ombra per guardare con calma il passaggio di questi animali. Uno dei luoghi più incantevoli del parco per questa attività, è senza dubbio il Mirador del Salto del Gitano, dove è possibile avvistare anche un particolare tipo di avvoltoi, i cosiddetti buitres leonados. Se vi recate in questa zona fra settembre e ottobre, inoltre, potrete assistere, o meglio ascoltare, la berrea (il bramito dei cervi, in italiano), il verso che i cervi maschi emettono durante il periodo degli amori.

Parco nazionale Monfragüe

Il Parco Nazionale de Monfragüe dà la possibilità anche di ammirare alcuni segni del passaggio dell’uomo. Dal Castillo de Monfragüe si può contemplare un panorama incredibile, mentre al Centro de Arte Rupestre de Monfragüe è possibile scoprire l’arte rupestre della zona. Se invece volete ammirare le stelle, grazie al minore inquinamento luminoso, potete recarvi presso l’Observatorio Astronómico de Monfragüe.

Dove mangiare a Monfragüe

Potete degustare le specialità del luogo presso il ristorante dell’Hotel Rural Puerta de Monfragüe che offre anche carne di cervo, o fare una pausa presso i bar di Villarreal de San Carlos, un paesino che si trova all’interno del parco.

Dove dormire nel Parco Nazionale de Monfragüe

Economico: Casa Rural El Cabrerín
Prezzo medio: Hotel Rural Puerta de Monfragüe
Scelta top: Palacio Viejo de Las Corchuelas

Come arrivare

Arrivare a Cáceres è più complicato rispetto ad altre città spagnole. La migliore opzione è quella di atterrare all’aeroporto di Madrid collegato all’Italia con un grande numero di voli low cost, quindi raggiungere l’Estremadura in auto a noleggio, treno o bus.