Salar de Uyuni, la magica distesa di sale della Bolivia

Salar de Uyuni, Bolivia © Davide Fracasso
Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

A neanche 200 km da Potosí troviamo Uyuni, paesino di poco più di 10.000 abitanti a 3669 metri di altitudine. Cosa rende necessarie più di tre ore di bus per raggiungere questo posticino sperduto nell’altipiano meridionale boliviano? La risposta è la salina più grande e più alta del mondo.

Un deserto di sale di oltre 12000 km² che da solo basta a soddisfare il fabbisogno di tutto la Bolivia, e che oggi rende Uyuni un passaggio quasi obbligato per il turismo internazionale, diventato infatti con la salina vero e proprio motore dell’economia della zona.

Il viaggio è breve da Potosì, e dopo esservi sistemati – il Piedra Blanca Backpackers Hostel è una buona soluzione – guardatevi intorno e cercate l’opzione che più vi si addice per immergervi nel deserto di sale. Le proposte saranno non poche e non particolarmente economiche. E’ possibile fare da una semplice giornata fino a tre giorni. Ma quello che vi troverete davanti è senza precedenti, sono 10 miliardi di tonnellate di sale e un terzo delle riserve di litio del pianeta, che fa sì che grosse multinazionali ci abbiano messo gli occhi addosso da tempo.

Il consiglio è di fermarsi almeno una notte, con acampada, per godere dello spettacolo incredibile e poter arrivare fino alla Isla Pescado, una isoletta interna composta da sedimenti calcarei marini e materiale vulcanico la cui forma ricorda un pesce. Situata nella parte nord della salina, l’isola è veramente fuori dal tempo: i cactus giganti che possono arrivare a più di 10 metri creano un paesaggio mirabolante, con gli arbusti che aggiungono quel pizzico di verde un po’ pittoresco. All’interno della Isla non c’è nessuna struttura, questo vi permetterà di godere della pace del luogo, di camminare lungo i sentierini sperduti prima di fare ritorno al salar.

Salar de Uyuni

CC Vodkamax

Rimanere per 48 ore o più vi permetterà di scalare il vulcano Thunupa – più o meno in tre ore di camminatae visitare il vicino villaggio Colchani. La leggenda sulle origini del deserto di sale narra che un tempo i vulcani fossero esseri ingrado di parlare e camminare, tutti di sesso maschile a esclusione di Thunupa, che ben presto rimase incinta. Non sapendo chi fosse il padre, i vulcani cominciarono a litigare tra loro, strapparono a Thunupa il figlio e lo portarono lontano, nella piana di Colchani. Gli dei si infuriarono e per punizione tolsero ai vulcani la mobilità e la parola. Così Thunupa, immobile come una roccia, non potendo più andare in cerca del figlio, pianse lacrime bianche che generarono, una volta seccate, l’immenso deserto salato di Uyuni. Colchani è oggi un paesino di poche decine di abitanti. Chiunque sia il vostro Virgilio probabilmente vi farà fare una piccola sosta in loco per vedere le abitazioni costruite con blocchetti di sale e comprare qualche oggettino da regalare. L’unica attività del paesino, ai bordi del deserto di sale, è la raccolta manuale dello stesso.

Arrivare a Uyuni comporta un piccolo sacrificio, e di tempo e economico ma ne vale la pena. Il consiglio da non ignorare è di trascorrere almeno una notte all’interno del deserto, spettacolo di pace assoluta con miliardi di stelle a rendere il momento ancora più magico e luminoso.

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