Al confine tra Bolivia e Argentina: Villazon e La Quiaca

villazon
Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

Dopo il ‘fuoricampo’ al Salar de Uyuni prendetevi un giorno di riposo e siesta, dopodiché le possibilità sono tre: intraprendere un lungo cammino verso nord che porta in Amazzonia e in Brasile, lanciarsi attraverso i parchi nazionali in Paraguay e nel Chaco (regione nota per la guerra del Chaco tra Bolivia e Paraguay tra il 1932 e il 1935 per il controllo del territorio) oppure scendere giù ‘a bomba’ verso l’Argentina.

Propendo per quest’ultima ipotesi, perché nonostante i quasi due mesi trascorsi nella nazione argentina voglio ancora vedere tutta la parte nord più alcune chicche lasciate per strada come Mendoza.

Il viaggio è lungo e incomodo, un lungo percorso in bus spezzato in due dalla frontiera che si snoda tra montagne e lande sperdute. Il primo pezzo, tra Uyuni e Villazon, richiede circa 5 ore di un bus un po’ scalcagnato e ciondolante, ma l’atmosfera è incredibile: non solo persone a bordo, ma anche galline e animali vari.

 

humauaca

 

Sembrerebbe uno di quei viaggi denominati “della speranza” – e un po’ lo è – ma il tempo scorre lieve e divertito: gran bel popolo, quello boliviano, sociale e audace, un po’ antico e rurale, di grande simpatia. Arriviamo a Villazon, dove tocca scendere e andare a piedi verso la frontiera.

34oo metri di altitudine, Villazon è uno di quei paesi di frontiera sempre un po’ a metà, senza una precisa identità dovuta al passare a allo scorrere più che al fermarsi, tratti tipici di un luogo più che di un paesino sudamericano. Pur risentendo di questo smarrimento, il paese conta quasi 30.000 abitanti, un orgoglio tutto locale. Un motivo di malinconia più per il sottoscritto quando giunge il momento di abbandonare la terra boliviana, magica quanto surreale.

Dopo il controllo dei documenti si passa in terra argentina e siamo a La Quiaca. Paesino ancora più piccolo del gemello boliviano, 14.000 abitanti, La Quiaca pare a prima vista una No Man’s land: deserta, con lunghe vie polverose e qualche posto che dà deboli segnali di vita. All’apparenza ha molto poco di argentino, è un paesino che ha ambizioni di crescita ma sono inevitabili la difficoltà sul cammino, anche perché a los argentinos non va proprio a genio vivere a 3.400 metri.

Dopo un’attesa un po’ spossata e alquanto tranquilla si riparte, altre tre ore di strada per arrivare in un paese che è leggenda, Humahuaca, all’interno di quella che è nota come quebrada de Humahuaca,  dove l’uomo è insediato da 10000 anni.

Il viaggio continua… In Argentina, alla scoperta della valle millenaria Patrimonio dell’UNESCO, Quebrada de Humahuaca »