Cosa succede se a fuori stagione si riesce a fuggire per qualche giorno su un isolotto dell’Arcipelago toscano graziati da un tempo meraviglioso? Semplice, si vivono dei giorni indimenticabili. È quello che è successo a noi che a fine maggio, con un po’ di fortuna, abbiamo avuto l’occasione di passare una bella settimana all’Isola del Giglio, fiore all’occhiello della Costa D’Argento.
Siamo stati accolti da giornate calme e calde. Il mare e il cielo blu in questo periodo fanno da sfondo a una terra con una macchia mediterranea folta, lussureggiante e totalmente in fiore. Con tutta serenità ci siamo organizzati per girare l’intera isola: un alternarsi di spiagge dorate e baie. Colori, profumi e sapori. Cibi prelibati da gustare e passeggiate strepitose.
In questi pochi giorni abbiamo ritrovato il tempo di soffermarci ad osservare la natura e ascoltare. Le giornate terse, il venticello leggero e il sole che scalda senza mai picchiare hanno reso la nostra vacanza davvero idilliaca.
Il comune dell’isola del Giglio, con sede a Giglio Castello, è in provincia di Grosseto, comprende l’isola di Giannutri e conta circa 1500 abitanti. La superficie dell’isola è di circa 21 Km quadrati e le coste si sviluppano per circa 28 Km.
Arrivati a destinazione ci dirigiamo subito verso Giglio Campese, al Camping Baia del Sole, l’unico campeggio dell’isola. Situato in una posizione strategica, a 20 metri dal mare, poco distante dalla spiaggia di Campese (1 km), con 100 piazzole terrazzate ognuna con la sua vista mare, è un palcoscenico perfetto per assistere ai magnifici tramonti di Montecristo. Per il livello di servizio il costo risulta un po’ elevato, ma tutto sommato non c’è nulla da dire, la posizione è unica: immerso nel verde con le scogliere di granito accarezzate dalle onde a pochi passi è una soluzione ottimale per ciò che andavamo cercando.

Dopo aver familiarizzato ci prepariamo per andare a cena, la signora del campeggio ci consiglia un paio di posti tra cui scegliamo il ristorante da Mario di Meino, un buon inizio per gustare la cucina tipica gigliese e del buon pesce. Più avanti scopriremo che sul Giglio di ristoranti “di Meino” ce ne sono tre, a Campese, Giglio Porto e Castello, gestiti da tre fratelli: Fabrizio, Fabio e Fazia, tutti nipoti del nonno Meino – padre di segreti culinari che tutt’ora vengono custoditi con riserbo – chiamato “Meino” per la sua bassa statura.
Mangiamo bene, prendiamo due antipasti: palmita con zucchine in agrodolce (una specialità da non perdere) e alici marinate. E poi due primi, che ci vengono serviti con porzioni molto abbondanti. Annaffiamo il tutto con un vino tipico dell’isola, molto particolare, l’Ansonica, o Ansonaco (come pronunciato dai Gigliesi), dal colore giallo paglierino e il sapore asciutto. Chiudiamo con un digestivo fatto in casa, il “bananino”, e usciamo salutando abbastanza soddisfatti.
E con l’entusiasmo di chi sa che c’è ancora tanto da scoprire torniamo sereni su al nostro rifugio, sbirciando le stelle e ascoltando il respiro del mare.
Isola del Giglio: cosa vedere
Prevalentemente montuosa (la cima più alta è Poggio della Pagana a 496 metri), ricoperta dalla macchia mediterranea e abitata da conigli selvatici e uccelli migratori, è ideale per una vacanza nella natura dove alternare bagni di mare a meravigliose passeggiate. Oltre alle numerose calette e spiagge per fare il bagno, ci sono tre località da vedere sull’Isola del Giglio.
Giglio Porto. Principale scalo dell’isola, situato sulla costa orientale, Giglio Porto si colloca nella cala dello Scalettino, alle spalle un anfiteatro montuoso, ed è costituito da una serie di case variopinte, ristorantini e bar, costruiti lungo la banchina, che la sera si animano di luci e persone. A sud-est la torre medicea voluta da Ferdinando I nel XVI secolo in difesa dagli attacchi dei pirati, il molo rosso e la bella cala del saraceno con i resti della villa patrizia degli Enobarbi, appena sotto il livello del mare (l’area è detta ‘I castellari di Giglio Porto’).
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Giglio Castello. Capoluogo dell’isola del Giglio, a 405 metri sul livello del mare, Giglio Castello è un meraviglioso borgo medievale circondato da mura risalenti al XI secolo. Fa parte dei Borghi più belli d’Italia, con le sue feritoie, i trioni, i vicoli, le scalette e i tre ingressi addossati ai massi di granito. In Piazza XVIII novembre, c’è la Rocca Pisana e sul lato ovest la Chiesa di San Pietro che custodisce le antiche armi dei pirati, le reliquie di San Mamiliano, santo patrono dell’isola, e il tesoro di Papa Innocenzo XIII. Da Giglio Castello la vista sul resto dell’isola è meravigliosa, e dal mare sorgono come visioni altre isole dell’Arcipelago Toscano, Giannutri, l’Elba e Montecristo.
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Giglio Campese. Luogo prediletto da molti turisti nei mesi estivi, Giglio Campese è un golfo con una spiaggia ampia e di sabbia fina, ben servita, la più grande dell’isola e la più a lungo illuminata dal sole, da cui godere meravigliosi tramonti su Montecristo. Alle estremità, da una parte il Faraglione, dall’altra la Torre Medicea con il piccolo e vivace porticciolo.
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Isola del Giglio: come arrivare
Per raggiungere l’isola in treno, la stazione d’arrivo è Orbetello – Monte Argentario. Per prendere il traghetto si deve andare a Porto Santo Stefano, raggiungibile nel giro di 20 minuti con il bus RAMA. Il tragitto via mare, con una delle due compagnie che coprono la tratta (Toremar e la Maregiglio), è di circa 60 minuti e una volta sull’isola ci si muove con il bus: capolinea a 200 metri dalla banchina portuale, sulla strada provinciale; 15 minuti circa per raggiungere Giglio Castello o Campese.
Un’ottima soluzione è arrivare in auto, come abbiamo fatto noi, soprattutto nei periodi in cui l’isola non è molto affollata, così da raggiungere i diversi sentieri per i trekking autonomamente. La strada di arrivo è l’S.S. Aurelia. Per chi viene da sud, l’uscita è a Orbetello e successivamente a Porto S. Stefano. Per chi arriva da Nord, l’uscita è invece ad Albinia.

