Grecia segreta, alla scoperta del Mani [Tour Peloponneso 3/4]

© Enrico Zacchetti
Questo articolo è la terza parte del tour in Peloponneso di Enrico. Leggi qui la seconda parte »

Tour Peloponneso – 3° giorno
Mani Laconiano, Areopoli, Porto Kagyo

Lasciamo Mistra in tarda mattinata, dopo un’abbondante colazione alla Guesthouse Mazaraki. Si parte finalmente verso la meta più emozionante dell’itinerario. Il Mani è una delle regione più selvagge e remote del Peloponneso. Gli abitanti, indomiti guerrieri discendenti degli antichi spartani, riuscirono anche grazie alla particolare conformazione del territorio, a mantenere una loro autonomia persino durante la dominazione turca. Il paesaggio è mediterraneo estremo. Brullo e montagnoso, in larga parte disabitato, quasi impossibile da coltivare e punteggiato da torri e costruzioni in pietra. La strada è un susseguirsi di tornanti e saliscendi lungo una costa caratterizzata da alte scogliere alternate a baie e porticcioli, calette e spiagge dal mare cristallino, a volte riparate a volte battute dal vento.

In poco più di un’ora raggiungiamo Areopoli, capoluogo e porta d’accesso al Mani Laconiano. Con una popolazione di 700 abitanti la città di Ares (dio della guerra), è un paesino dai ritmi lenti, pieno di sole e case bianche, dove gli unici segni del turismo sono taverne e ristoranti all’aperto, per lo più a buon prezzo, cucina semplice e gustosa. Areopoli è il posto ideale per fermarsi a pranzo. Si può scegliere tra i classici della cucina greca come moussaka, tzatziki, verdure al forno, pomodori ripieni, souvlaki. Nei negozi si possono acquistare le olive e il formaggio della zona. Fare la spesa si rivela un’ottima idea. Da qui in poi sarà avventura: quasi impossibile trovare negozi di alimentari decentemente forniti, così come sportelli bancomat e benzinai.

© Enrico Zacchetti

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Dopo un buon caffé greco e una passeggiata si risale in macchina. Man mano che ci si addentra nel Mani e si procede verso sud il paesaggio si fa più estremo e la strada sempre più spettacolare. E’ un continuo fermarsi per scattare una foto e ammirare il panorama, con il mare che compare e scompare tra rocce, monti e tornanti. Proprio nel punto più spettacolare, oltre Gerolimenas e poco dopo Vathia, ecco l’indicazione per Porto Kagyo. L’arrivo è emozionante. Siamo in cima a una montagna e la strada scende vertiginosamente. In fondo ai tornanti spunta una piccola spiaggetta, una baia protetta che da riparo a qualche barca a vela. Una decina di case non di più. Tre taverne e pochi affittacamere, direttamente sulla piccola incantevole spiaggia di sabbia mista a sassi. Sembra incredibile che un posto così bello, in piena estate sia anche così tranquillo. Ci fermiamo a dormire al Porto Kale, prenotato via internet mesi prima, gestione famigliare, pochi passi dal mare e case tradizionali in pietra, semplici ma suggestive. Il resto della giornata trascorre tra lunghi bagni in un mare calmo e cristallino. Per cena si mangia pesce fresco alla griglia da Akrotiri, taverna sulla spiaggia che dispone anche di camere in affitto. E poi le luci si spengono, e non c’è altro da fare che godersi il mare, le stelle e il silenzio.

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Tour Peloponneso – 4° giorno
Mani Laconiano, Vathia, Gerolimenas, Marmari Beach

Ci concediamo ancora una mezza giornata di relax sulla spiaggetta di Porto Kagyo e dopo pranzo si riprende la macchina per visitare Vathia, il borgo che probabilmente presenta l’architettura in pietra più impressionante di tutto il Mani. Da Porto Kagyo si raggiunge Vathia in meno di 20 minuti. Il borgo è arroccato su uno sperone roccioso nell’entroterra, a breve distanza dal mare che si staglia azzurro sullo sfondo. Alcune case tradizionali sono state restaurate, altre sono ancora in stato di abbandono. Luogo affascinante con luminosi scorci panoramici. Proseguiamo ancora in direzione nord e visitiamo Gerolimenas, villaggio delizioso con spiaggia di sassi molto grossi, riparato da un promontorio, con discreta offerta di alberghi e taverne sul mare.

© Enrico Zacchetti

© Enrico Zacchetti

Ritornando verso Porto Kagyo ci soffermiamo a Marmari Beach, spiaggia di sabbia, meravigliosa orientata a sud-ovest, esposta ai venti, luogo ideale per godersi il tramonto. Proprio sopra la spiaggia c’è un bar ristorante a picco sul mare, che affitta alcune camere. Anche qui, nonostante l’alta stagione, pochissimi turisti e spiaggia quasi deserta. Torniamo a Porto Kagyo quando già è buio ma le taverne sulla spiaggia sono ancora aperte; prima di ritirarci non resistiamo al richiamo di un ultimo bicchiere di ouzo davanti al mare.

Tour Peloponneso – 5° giorno
Mani Laconiano, Costa orientale, Capo Tenaro

Da Porto Kagyo, nostra base per questi giorni nel Mani, partiamo la mattina per un giro di circa 2 ore + le soste. Andiamo verso nord, ma questa volta ci teniamo sulla più tortuosa strada che lambisce la costa orientale. Ancora più remota e selvaggia del tratto di litorale occidentale compreso tra Areopoli e Porto Kagyo, questo itinerario ci regala forti emozioni. La costa è molto frastagliata e tra un paesino arroccato e le immancabili torri in pietra regala panorami sul mare spettacolari e piccole spiagge di ciottoli semi-deserte. A Kotronas una deviazione verso l’interno ci riporta verso Areopoli da cui proseguiamo ancora verso Porto Kagyo, completando l’itinerario circolare. Nel tardo pomeriggio ripartiamo da Porto Kagyo per il vicino Capo Tenaro, estrema punta meridionale del Peloponneso e dell’Europa continentale. Si parcheggia la macchina dove termina la strada e si cammina per 45 minuti circa fino al faro. Passeggiata consigliata nelle ore del tramonto.

Leggi la quarta parte del viaggio in Peloponneso