Sri Lanka: escursione all’alba sull’Adam’s Peak

Alba sull'Adam's Peak Sri Lanka Adam's Peak | Francesco Biestro

Se siete arrivati fino a Ella sicuramente lungo il cammino vi sarete imbattuti in qualche altro viaggiatore che avrà paventato la possibilità di andare a vedere l’alba dalla cima del monte Sri Pada (2243 mt), più comunemente chiamato Adam’s Peak. Premettendo che ne vale assolutamente la pena perché da qui potrete assistere a uno dei più suggestivi ed emozionanti spettacoli della vostra vita dovete anche mettere in conto che non sarà assolutamente una scampagnata da affrontare fischiettando ma piuttosto una vera e propria sfida che vi metterà alla prova.

La salita in se non presenta zone pericolose o difficili, si tratta semplicemente una sequela infinita di gradini con tanto di corrimano. Ma allora perché questa premessa preoccupante? Beh perché prima di tutto dovrete affrontare questa salita nel cuore della notte, quindi dormendo poco o nulla prima di iniziare e con la gravosità di una giornata sotto il sole cingalese, che è solitamente brutale, sul groppone. Ma questo non è nulla che non si possa sopportare tutto sommato: la durata della scarpinata va dalle due ore per persone molto allenate fino alle quattro per chi ha intenzione di prendersela con la giusta calma.

Durante tutto il percorso è presente un sistema di illuminazione quindi non occorrono torce o caschi da minatore. E’ impossibile perdersi perché la via è una e molto trafficata specialmente da autoctoni (i turisti non sono moltissimi) e ogni manciata di metri potrete trovare un piccolo punto ristoro dove comprare cibo, bevande calde e quant’altro.

Ma allora dove sta la sfida? La sfida sta nel fatto che i gradini sono veramente un’infinità, che il dislivello da affrontare è di circa 1500 metri i quali salgono con una certa brutalità e, ultimo ma più importante problema, il clima glaciale e terribilmente ventoso si presenta in modo del tutto inaspettato oltre un certo punto. Non pensate che sia sufficiente un maglioncino e un paio di jeans perché in tal caso vi troverete a patire le pene dell’inferno, con un vento capace di entrarvi nelle ossa e ridurvi ad una foglia tremolante. Le cose poi peggiorano esponenzialmente mano a mano che si arriva in cima. Sostare nell’ultimo punto di ristoro allevierà le vostre pene ma sarà solo una soluzione temporanea perché con l’incombere dell’alba dovrete uscire e allora vedrete persone rannicchiate tremanti dentro pesanti giacconi e sotto calde coperte capendo a quel punto quanto grande sia stata la portata del vostro errore.

Adam's Peak, Sri Lanka

Charith Gunarathna

Ad Adam’s Peak si sale solo e soltanto con abbigliamento pesante (almeno nel periodo invernale) perché anche se di giorno le temperature sono oltre i 30 gradi la notte è umida quindi vento e altitudine sono in grado di creare un mix terribile. In cima si trova anche un tempio tra i più brutti e insignificanti di cui essere umano abbia memoria e laddove non vi conviene entrare a meno che non vogliate togliervi le scarpe e camminare scalzi sulla nuda e gelida roccia.

Se ancora non vi sarete ibernati allora non vi resterà altro da fare che trovare un buon punto da cui assistere alla tela che madre natura sta per dipingere dinnanzi ai vostri occhi, passare un momento che lascerà una traccia indelebile nel cuore e prepararvi per la discesa, la quale sarà anch’essa piuttosto problematica poiché le vostre gambe non saranno più molto propense a sorreggervi dopo la notte insonne passata a fare scalini.

Adam's Peak

Adam’s Peak | Francesco Biestro

DOVE DORMIRE
Una volta arrivati a destinazione potrete finalmente rilassarvi nel vostro albergo che probabilmente si troverà ai piedi del monte: ve ne sono parecchi anche se non molto capienti ma, almeno a gennaio, il turismo in questa zona è tutto fuorché selvaggio quindi una sistemazione la si rimedia sempre. In caso contrario uno dei tanti bus o tuktuk (taxi locale) vi potrà accompagnare alla ricerca di un giaciglio in cambio di pochi spiccioli.

DOVE MANGIARE
Per mangiare la scelta è veramente ristretta, vi sono due o tre ristoranti in croce che comunque offrono cibo apprezzabile per qualsiasi pasto della giornata e si trovano tutti all’inizio del cammino verso la vetta, nella piazza dove arrivano i bus.

Dopo esservi riposati potrebbe essere arrivato il momento di visitare uno dei tantissimi parchi naturali che questa verde terra ha da offrire. Il migliore dovrebbe essere quello di Udawalawe (sono troppi e troppo dispendiosi i parchi per essere visti tutti quindi bisogna fidarsi della parola dei locali). Essendo la natura di questi parchi selvaggia e pericolosa (sono presenti i leopardi) è obbligatorio pagare per un tour privato, il prezzo qui è totalmente casuale e dettato da diversi fattori.

Le jeep possono ospitare più turisti quindi il prezzo andrà diviso tra il numero di partecipanti, in secondo luogo si possono trovare guide anche semplicemente camminando per strada i quali faranno prezzi totalmente arbitrari anche a seconda della vostra capacità di contrattare. Una stima indicativa però è di circa 130 euro per un tour di 3 ore con biglietti per 4 persone.

Dopo tutto questo scarpinare in mezzo alla natura e su per le montagne potrebbe essere anche arrivato il momento per dirigersi sulla costa, città come Mirissa, Galle e Unawatuna distano solo pochi chilometri e molte ore di pullman quindi nel prossimo articolo vi sarà un accurato tutorial su come non fare assolutamente nulla stesi al sole su una spiaggia tropicale.