Itinerario Marche: tre giorni dall’entroterra al mare

San Vittore, Marche San Vittore | Enrico Pighetti

Un itinerario di tre giorni che attraversa le Marche da ovest a est, dall’entroterra fino al mare. Si parte da Fabriano, la città della carta, per arrivare fino alla spiaggia di Portonovo, attraversando luoghi noti e meno noti, tra Appennino e Mare Adriatico. Gli antichi borghi, i luoghi leopardiani, i paesaggi naturali e la saporita cucina regionale vi faranno venire voglia di tornare nuovamente nelle Marche.

Primo giorno: Fabriano e le Grotte di Frasassi

Il nostro viaggio inizia da una piccola città a cavallo tra Marche e Umbria: Fabriano. Nota per la produzione della carta e per aver dato i natali a Gentile da Fabriano, offre a chi la visita un enorme patrimonio storico e architettonico.

Passeggiate per il corso principale dove sarete catturati dal Palazzo del Podestà, dalla Fontana Sturinalto e dal Loggiato San Francesco. Visitate le sue chiese più belle come il Duomo di San Venanzio e la Chiesa di San Benedetto, infine fermatevi a scoprire la moderna Chiesa di San Giuseppe Lavoratore. Proseguite la scoperta di questa città nel Museo della Carta e della Filigrana in cui sarete voi stessi a fare la carta a mano con l’aiuto dei Mastri Cartai.

Fabriano, Itinerario Marche

Fabriano | Heinz Bunse

Fabriano non è una città grande ma è ricca di storia e di iniziative culturali tanto da essere insignita del prestigioso nome di Città Creativa dall’Unesco. Per visitarla impiegherete qualche ora, mangiate nel tipico Mercato Coperto, quindi dirigetevi verso le Grotte di Frasassi, sarete lì in pochi minuti.

Le Grotte di Frasassi sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi nel comune di Genga. Scoperte nel 1971, sono tra le più belle al mondo. Come sculture naturali formatesi nel corso di 190 milioni di anni le stalagmiti crescono verso l’alto e le stalattiti scendono in basso. Le forme e le dimensioni hanno stimolato la fantasia degli speleologi che le hanno battezzate. I Giganti, il Cammello e il Dromedario, la Spada di Damocle, le Canne d’Organo e il Castello delle Streghe sono solo alcuni dei nomi.

La visita delle diverse sale può avvenire con un percorso turistico di una durata di 70 minuti oppure con un tour speleologico di due o tre ore.

Da qui è d’obbligo vedere l’abbazia romanica di San Vittore delle Chiuse e per gli amanti dell’archeologia nel Museo Speleo Paleontologico e Archeologico dove sono perfettamente conservati i resti di un ittiosauro, un rettile marino lungo circa 3 metri simile a un delfino.

Risalite in macchina e fermatevi ad ammirare il Tempio del Valadier. Ci si arriva soltanto a piedi e la strada è in salita perciò scarpe comode ed evitate le ore più calde. Nel 1828 Papa Leone XII fece costruire qua un’architettura unica nel suo genere, incastonata nella roccia. Un luogo sospeso a cui si arriva solo se davvero lo si vuole perciò non troverete masse di turisti, solo una piccola cappella scavata nella roccia, la chiesa più grande, un panorama mozzafiato e tanto silenzio.

DOVE DORMIRE A FABRIANO. L’Hotel Residenza La Ceramica è nel pieno centro di Fabriano. Una porticina in un vicolo, un giardino interno e una meravigliosa terrazza.

Secondo giorno: Recanati e Porto Recanati

In circa un’ora e mezzo, minuto più minuto meno, si arriva da Fabriano a Recanati: la città di Leopardi, tra le montagne e il mare. I suoi luoghi simbolo sono legati alla figura del poeta: il Monte Tabor, più noto come il Colle dell’Infinito, la Piazzetta del Sabato del Villaggio, la Casa di Silvia e la Torre del Passero Solitario.

Inoltre, ancora oggi abitato dai discendenti, Palazzo Leopardi apre le porte della sua incredibile biblioteca ai visitatori. Alla vostra mattina a Recanati aggiungete di camminare tra i vicoli per poi fermarvi ad ammirare le chiese, il Palazzo Comunale e la Piazza. Recanati non è, però, solo Leopardi. E’ anche il cantante lirico Beniamino Gigli e il museo a lui dedicato.

Itinerario Marche: Recanati

Recanati | Marika Bortolami

Il prossimo consiglio è quello di raggiungere Porto Recanati, 13 chilometri soltanto, per mangiare il brodetto di pesce tipico proprio di questa città. Seppie, triglia, gallinella, merluzzo fresco, rana pescatrice, sogliola, cicale di mare e qualche fetta di pane. Un tempo borgo di pescatori, oggi cittadina balneare. Il suo litorale di rara bellezza, le case colorate, le eleganti boutique, i locali e la vista sul Monte Conero ne fanno un vero salotto sul mare.

Per gli amanti della storia: il Castello Svevo. Eretto nel XIII secolo per volere di Federico II di Svevia come strumento di difesa dagli attacchi dei pirati conserva ancora oggi tutto il suo fascino. Proprio qua fino al 2 Settembre 2018 c’è la mostra Arte surreale. Salvador Dalì, Max Ernst.

DOVE DORMIRE A RECANATI. Situato nel centro di Recanati, il Gallery Hotel Recanati fonde perfettamente il suo stile moderno con il contesto del centro storico.

Terzo giorno nelle Marche: Portonovo

Ultimo giorno: Portonovo. 30 chilometri da Recanati, 40 minuti di auto. Se nei vostri programmi c’è un intero giorno a base di salsedine e relax questo è l’ideale. Scegliete un lido e affittate un ombrellone, fate una passeggiata sul lungomare, per pranzo scegliete uno dei localini sulla spiaggia e poi concludete la giornata con un aperitivo. Per gli amanti del buon cibo il consiglio è quello di provare il Clandestino dello chef stellato Moreno Cedroni.

Itinerario Marche: Portonovo

Portonovo | Paolo Trabattoni

DOVE DORMIRE. Portonovo è una piccola spiaggia e la scelta migliore è quella di dormire ad Ancona. Il See Port Hotel ha un’ottima posizione e una meravigliosa vista. Terrazza panoramica e stile moderno.

RisorgiMarche, un festival estivo da non perdere

Se vi siete innamorati delle Marche e avete ancora voglia di scoprire il suo territorio, durante tutto il mese di luglio si svolge un evento unico nel suo genere: RisorgiMarche. Ideato da Neri Marcorè e alla sua seconda edizione, è un festival gratuito diffuso nei luoghi violati dal sisma del 2016. Un’occasione di incontro e di rilancio turistico, una volontà di ribadire la bellezza di questa regione e la sua inalterata capacità di accoglienza oltre che un desiderio di essere vicini anche fisicamente alle comunità colpite dal terremoto. Il tutto si svolge di pomeriggio, lasciate la macchina nel parcheggio predisposto, fate un piccolo percorso a piedi e guardate la natura che vi circonda. Qui non si sta in piedi perciò sedetevi a terra, a pochi metri da voi si esibiranno cantanti italiani e internazionali. Nessun palco gigantesco, gli artisti canteranno sul prato.