Canada orientale: baia di San Lorenzo e lago Saint-Jean

Cetacei nel golfo del San Lorenzo, Canada Cetacei nel golfo del San Lorenzo, Canada | © Thomas Ronchetti
L’articolo fa parte del viaggio in Canada orientale di Thomas, qui trovi l’itinerario completo »

Salutiamo Prince Edward Island ripercorrendo il lunghissimo ponte che lo unisce alla terra ferma dello stato del New Brunswick. La bassa marea del mattino ospita stormi di uccelli marini che sfrecciano a bordo acqua o scrutano la superficie dell’oceano dal parapetto del ponte in attesa di nuove prede. Con l’ultima immagine della costa nello specchietto retrovisore ci dirigiamo lungo la Trans-Canada Hwy che punta ovest per circa 300 chilometri tagliando il cuore del territorio centrale del New Brunswick, prima di deviare a nord parallelamente al confine statunitense con il Maine verso la penisola di Gaspé e la baia di San Lorenzo.

Il paesaggio è un susseguirsi di boschi di conifere e colline, a intervalli di piccoli paesi dalle case colorate circondati da prati e allevamenti di bestiame. Per pranzo decidiamo di visitare Fredericton, il sonnacchioso capoluogo di provincia attraversato dal fiume Saint John, sulle cui sponde si alternano gli edifici amministrativi in stile coloniale e il complesso dell’università. Lungo l’argine in corrispondenza di una larga ansa dalla sponda pianeggiante, si sviluppa il piccolo centro urbano, in un reticolo di strade perpendicolari ed edifici dai caratteristici mattoni rossi.

Pur essendo una città piutosto piccola, l’offerta alimentare non ne risente, anzi: il mercato contadino è una vera istituzione locale dove trovare prodotti artigianali, fiori, frutta e verdura fresca, formaggi carni dolci e altri piatti, che però tradiscono le origini europee della città (salsicce tedesche, paté, marmellate). Scegliamo una bancarella che offre assaggi di formaggi e miele locali con un pane casereccio multi-cereale.

A pancia piena riprendiamo la statale e in due ore arriviamo a Rivière-du-Loup nuovamente in vista della costa, dove svoltiamo a est proseguendo lungo il litorale fino al porto di Trois-Pistoles, aspettiamo circa mezzora in attesa del battello che ci permette di attraversare la baia. La traversata è placida come le acque della baia, nonostante il vento costante che increspa leggermente la superficie. Sulla guida leggiamo che poco lontano dal punto di sbarco a Les Escoumins ci sono diversi punti dove avvistare i cetacei che si raccolgono in branchi in prossimità della costa per nutrirsi e riprodursi.

Guida alla mano evitiamo Tadoussac, la città superaffollata di turisti e agenzie di whale watching e salendo verso nord per pochi chilometri lungo la statale raggiungiamo il Centre of interpretation and Observation of Cap de Bon Desir, un centro studi gestito da ricercatori e volontari che monitorano un tratto di costa particolarmente ricco di vita marina per le correnti fredde e la conformazione del fondale.

Le due ore successive sono uno spettacolo mozzafiato di cetacei, delfini e otarie a pochi metri dagli scogli che appaiono e scompaiono tra i banchi di alghe, alternandosi nelle movenze emergendo, spruzzando e tuffandosi lungo la linea dell’orizzonte. I turisti più attrezzati sono armati di canocchiali, sedie da campeggio, coperte e termos, probabilmente avendo ammirato quello che la natura ha offerto dalle prime luci dell’alba. Invidiandoli non poco riprendiamo l’auto per avventurarci in direzione nord, raggiungendo le prossimità del Lac Saint Jean appena dopo il tramonto.

Dove dormire. La nostra destinazione è una casetta in legno a due piani poco lontana dal lago, all’interno di un bosco, in origine la prima scuola materna del distretto, poi ristrutturata e gestita da una coppia non più giovanissima di orgogliosi indipendentisti del Quebec. Le ultime luci del sole illuminano un patio sopraelevato che dà sull’orto e un laghetto circondato da una fitta macchia di cespugli di mirtilli. Tutta la regione intorno al lago è considerata la capitale dei mirtilli e della tourtiere (pasticcio di carne) e la cena che ci viene offerta rappresenta degnamente l’eccellenza locale. La camera in affitto per i quattro giorni successivi è una mezzaluna a vetrata che dà sul bosco dal primo piano con telescopio e bagno privato, un lusso che contrasta e che fa apprezzare ancora di più la natura selvaggia che la circonda.

Lago Saint-Jean

© Thomas Ronchetti

Il proprietario Pierre ci porta in giro per il bosco, facendoci salire sulle torrette di caccia, e insegnandoci ad usare una delle sue canoe, con le quali facciamo un’escursione pomeridiana tra i canneti a bordo lago e lungo le sponde intatte dalla sabbia marrone scura che contrasta con il bianco delle betulle; rientro obbligatorio prima del tramonto per evitare gli sciami di zanzare che si raggruppano. I due giorni successivi facciamo un trekking a piedi sulla sponda est del lago con annesse scorpacciate di mirtilli e bagno rinfrescante, quindi un’escursione in bici per completare mezzo periplo del lago sul lato ovest, con avvistamento di un alce che attraversa la pista ciclabile.

Insieme all’avvistamento dei cetacei questi sono stati i ricordi più forti e genuinamente indelebili che ho riportato a casa, a partire dal rientro in macchina fino a Montreal, poi sul volo di ritorno nel vecchio continente, e che ritrovo con piacere ogni volta che sfoglio le foto stampate alla fine della vacanza.

Come arrivare. Per raggiungere il Canada orientale voli per Montreal a partire da 370€.