Vita e morte sui ghat di Varanasi

Barche sul Gange a Varanasi Fiume Gange, Varanasi, India | Luisa Puccini

Varanasi, l’antica Benares, sorge sul fiume Gange e si sviluppa lungo il suo corso. E’ una delle città in cui è davvero possibile incontrare lo spirito dell’India: tradizione, folklore, religione si mischiano in una coinvolgente composizione di suoni, odori, colori e sapori. E’ quel posto in cui è possibile sentire la misticità e la spiritualità che vengono in mente quando si pensa all’India. Tra i vicoli della città e sui ghat, le tradizionali scalinate affacciate sul fiume, si può assistere ai rituali più antichi del Paese, scoprire le leggende e le basi della religione e della società indù.

Sul fiume si svolge gran parte della vita della città, dai momenti di riposo lungo la riva al lavaggio dei panni, alle cerimonie sacre. Per avere una visione completa di queste attività, che avvengono ovviamente e paradossalmente allo stesso tempo, il mio consiglio è quello di prendere una barca.

Recatevi all’Assi Ghat e parlate con i proprietari delle barche. Non dovrete nemmeno sforzarvi di cercarli. Saranno loro che, vedendo che siete turisti, verranno ad offrirvi la propria imbarcazione: trattate il prezzo e prendetela. Saliti sulla barca, navigando lungo la riva vedrete le attività che si svolgono sui ghat. Ognuno di essi è isolato, non si può passare da un ghat all’altro passando lungo la riva, bisogna per forza passare da dentro la città. La visuale dal fiume sarà molto particolare: ogni ghat è come una finestra su cui vi affacciate, come tanti palcoscenici con diverse scene di vita quotidiana. Sull’Assi Ghat potrete vedere gente rilassarsi al sole o sotto l’ombra di un grande albero proprio sulla riva. Su un ghat poco più avanti vedrete bambini che giocano, donne che li sorvegliano e chiacchierano tra loro. Ancora più avanti potreste vedere donne indaffarate a lavare i vestiti nell’acqua del fiume.

India, Varanasi- Foto di Luisa Puccini

Luisa Puccini

Il ghat delle cremazioni e il Ganga Aarti

Arriverete poi a un ghat molto particolare dove la barca si fermerà: si tratta del Minikarnika, il ghat delle cremazioni, dove si svolge la più sacra dei riti tradizionali indù: la cremazione dei corpi. Quello che si prova avvicinandosi alla scalinata è una sensazione d’inquietudine. La riva è coperta completamente da pire in fiamme da cui può capitare di intravedere parti del corpo del defunto.

Stare così vicini alla morte, constatare che per i paria che lavorano lì e per chi assiste al rituale sia tutto normale, lascia dentro la sensazione di trovarsi fuori luogo. Il crepitio del fuoco, il silenzio, il fumo che si alza verso il cielo trasmettono l’idea della morte, della sacralità. I visitatori non possono avvicinarsi alle pire, devono rimanere lontani e specialmente le donne non sono ammesse alla zona dove avvengono le cremazioni, ma assistere da lontano è già uno spettacolo che lascia senza respiro, in ogni accezione possibile nel bene e nel male.

Il rito è questo: il corpo del defunto viene avvolto in teli di colore arancione e rosso e viene trasportato da casa sua al fiume su barelle di legno portate a spalla dagli uomini della famiglia. Il corteo di familiari e amici segue il corpo e lo accompagna intonando canti e preghiere e scuotendo campanelle lungo tutto il tragitto. Una volta arrivati al fiume, il corpo viene appoggiato sulla riva in modo che sia bagnato dalle acqua del fiume per essere depurato. Nel frattempo, viene preparata la pira. Quando è pronta il corpo viene spostato e coperto da altro legno. Dopodiché viene bruciato. Più legna ha la pira, più la famiglia è ricca. La cremazione è comunque una parte importante del rito anche per le famiglie meno abbienti: per chi non può permettersi la legna sono previsti funerali più economici con forni elettrici situati più in alto sul ghat. Le uniche eccezioni riguardano tre figure ritenute sacre e pure: i neonati, che essendo appena nati sono ancora puri, i sadhu, che essendo dei santoni sono puri per definizione, e le mucche. I loro corpi vengono solamente lasciati alle acqua del fiume. Non è raro incrociare corpi gonfi e galleggianti mentre ci si allontana dal Manikarnika.

Un’altra tradizione a cui potrete assistere a Varanasi è il Ganga Aarti: si tratta di un rito millenario che si svolge ogni sera di ogni anno da centinaio di anni, sempre uguale e sempre magnifico. Si svolge dopo il tramonto, quando ormai è buio. Nonostante sia un rito che avviene così spesso tantissime persone vi assistono ogni volta. E’ consigliabile recarvisi presto per garantirsi un buon posto. E’ possibile, anche in questa occasione, assistere al rito dal fiume. Se avete fatto il giro dei ghat con la barca potete chiedere alla stessa persona che vi sta accompagnando. In alternativa chiedete informazioni presso l’Assi Ghat oppure recatevi all’Dasaswamedh Ghat durante il pomeriggio e chiedete direttamente lì. Durante la cerimonia ci saranno cinque sacerdoti che all’unisono compiranno gesti antichi con fuoco, incenso, fiori. Vedere le fiamme che si riflettono nell’acqua del fiume, il fumo dell’incenso che si innalza nella notte nera, i fiori colorati sparsi sul ghat, le luci delle candele e delle barche è qualcosa di magico e offre uno scorcio fantastico della spiritualità indiana.

Varanasi e il fiume al tramonto

Varanasi | Luisa Puccini

Dove mangiare. E’ piacevole camminare per le vie e i vicoli della città, scoprire i locali dove si può mangiare cibo tipico e non. Troverete una pasticceria tedesca, ottima per la colazione. I ristoranti sono molti, ma i posti migliori sono i piccoli locali dove mangiano gli indiani: il prezzo è basso e il cibo è buono. All’Assi Ghat c’è una delle migliori pizzerie. Anche lo street food è molto buono e potete accompagnarlo con un ottimo lassi al mango, una bevanda allo yogurt fresca e nutriente. Da provare per il lassi, bevanda tipica indiana fatta con lo yogurt, è il Bana Lassi.

Dove dormire. Sia in città che sui ghat è possibile trovare alberghi di diversa qualità. Tra i migliori c’è il Gange’s View Hotel, sullo stesso ghat da cui si prendono le barche. Piuttosto caro per le medie indiane (una stanza può costare sui 50/60€), ma è un palazzo molto bello e vale la pena di fermarsi. Tra le soluzioni economiche una delle più apprezzate dai viaggiatori è Lotus Paying Guesthouse.

Come arrivare in India. Dall’Italia acquistate un volo per New Delhi, anche diretto da Milano Malpensa con Air India e da Roma Fiumicino con Alitalia.

Come arrivare a Varanasi. Varanasi è raggiungibile in treno da New Delhi con un viaggio notturno che vi permetterà di avere a vostra disposizione l’intera giornata.

Come muoversi. Come già detto il miglior modo per visitare la città è a piedi: camminando tra i vicoli avrete scorci della vita quotidiana e potrete gustare i sorrisi della gente. Per visitare i ghat si può prendere la barca. Se non volete camminare, il miglior modo di muoversi è il tuc-tuc, una piccola ape col retro coperto che funziona come taxi, ma che costa meno ed è più caratteristica. State attenti ai prezzi: il tuc-tuc è un mezzo di trasporto che usano molto anche i locali, ma i prezzi che vi chiederanno sono turistici quindi informatevi sui costi effettivi del tragitto e non abbiate paura a contrattare.

Varanasi, India

Varanasi, India | Luisa Puccini