Jaisalmer, la città d’oro del Rajasthan

Jaisalmer, viaggio Rajasthan
Questo articolo è una tappa del viaggio di Mattia e Ileana in Rajasthan. Leggi l’itinerario completo qui »

L’altrove, ciò che scopriamo viaggiando, la Citta d’Oro che si staglia sull’orizzonte come un enorme castello di sabbia sulla Collina di Trikuta, si raccontano meglio con delle foto che non con un susseguirsi di frasi una dopo l’altra. Ma per rivedere tutti i colori, le pietre, le scale incrostate su cui noi ci siamo fermati all’ombra a guardare tutti gli altri, le porte, le case in arenaria, avremmo dovuto fotografare tante cose che ormai abbiamo dimenticato da tempo: primo ciò che ora chiamo colori, secondo quello che io adesso chiamo “noi”, terzo le case in arenaria, quarto i punti dove ci siamo fermati a guardare, quinto tutti gli altri.

Di tutti questi elementi ricordo soltanto che erano diversi da come li ho in mente ora. Le 10 ore di bus tra Pushkar e Jaisalmer, di notte. L’alba. La colazione al Shahi Palace, la vista del Jaisalmer Fort. La guesthouse vicino a Ring Road, la nostra stanza. È meglio che cerchiate voi stessi di immaginare la serie di fotografie che avremmo potuto scattarci. In cima al Maharaja Mahl, con di fronte i tetti della città e il deserto. La sera, quando i bastioni si colorano di rosso catturando la luce del tramonto. I tessuti ricamati, incastonati di specchietti, appesi sui muri nelle strette viuzze. I preziosi templi giainisti in arenaria gialla, custoditi tra le mura. Le magiche stanze dei palazzi e le balconate scolpite. I merletti color miele della Patwa-ki-Haveli. I piccoli templi e i santuari che incorniciano il Gadi Sagar, a sud della città, in mezzo al deserto.

Ogni foto avrà la sua immagine con una luce propria. Ma non c’è bisogno che cerchiate di osservare nel dettaglio tutto quello che è stato fermato, basta che ne abbiate un’idea generale, così come vi dirò.

Senz’altro potete vedere come si sta scomodi su un cammello e come lo sguardo sia sempre perso verso l’orizzonte, e ciò vuol dire che un giorno intero lo abbiamo passato tra le dune del Thar. Potete vederci di schiena, o intorno a un fuoco con gli sguardi divertiti, ma pur pieni di stanchezza. Nelle foto che seguono potete osservare anche una distesa desolata di arbusti o minuscoli campi di miglio. Oppure una casa modesta e una cucina buia con il forno acceso, e questo significherà che una gentile famiglia ci ha offerto riparo dalla pioggia.

È passato solo un anno e nella mia memoria le strade di Jaisalmer sono come i colori di una trottola in movimento. Descrivere questa tappa del nostro viaggio in Rajasthan attraverso le foto mi piace molto ed è più facile, però mi rimane il bisogno di alternare alle immagini delle parole che forse mi consentono di fissare meglio le emozioni mentre tento di raccontare il disegno di una città con il batticuore.

Intormazioni utili. A Jaisalmer ci sono diverse guesthouse, alcune ricavate da romantiche haveli ristrutturate, tra queste, la più consigliata dalle guide è la Shahi Palace, che fino all’anno scorso permetteva anche di prenotare presso lo Star Haveli e l’Oasis Hotel. Ma curiosando tra le viuzze presso Ring Road si possono trovare soluzioni più economiche e ugualmente valide, cercate bene! Non appena arriverete in città in molti vi chiederanno di pernottare nella loro struttura tentando anche di coinvolgervi per la gita in cammello tra le dune del Thar. Per trovare la soluzione giusta che fa per voi ed evitare di pagare di più per le commissioni vi consigliamo di chiarirvi le idee e cercarvi da voi stanza e agenzia per organizzare le escursioni (noi ci siamo appoggiati alla Ganesha Travels e ci siamo trovati bene). Jaisalmer si può girare tranquillamente a piedi, tra gita nel deserto e giro completo della città, non vi andranno via più di due giorni pieni. Da non perdere una cena al trio, vicino al Gandhi Chowk, un ristorantino romantico, con vista sul forte e musica tradizionale dal vivo, che serve ottimi thali.

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