Visitare Hanoi, la capitale del Vietnam

Visitare Hanoi © Adriano Frosi
Questo articolo è una tappa del viaggio di Adriano in Vietnam. Leggi l’itinerario completo qui »

La capitale del Vietnam è una città elegante con ampi viali alberati, bei palazzi nel Quartiere Francese, adagiata fra laghi e parchi, il suggestivo Vecchio Quartiere, ottimi alberghi, piacevoli ristoranti; certamente più gradevole e rilassante della tumultuosa Saigon.

Per i circa tre milioni di abitanti, Hanoi sarebbe meglio vivibile se non ci fossero quattro milioni di motorini che circolano venti ore al giorno, con il clacson perennemente in attività. Lo status symbol, il mezzo di lavoro e di svago, l’oggetto del desiderio è sempre, ovunque e per tutti il motorino, lo scooterino. Made in China per chi ha poco da spendere, made in Japan e Italia per i clienti più danarosi e sofisticati. Attraversare la strada tagliando la enorme e ininterrotta fiumana di motorini, può sembrare a prima vista impossibile. Invece si può ed è una bella esperienza. Si deve compiere l’operazione senza indecisioni, avanzando a passo lento ma deciso, senza fermarsi o, peggio, retrocedere. Saranno i guidatori dei mezzi ad evitare le persone e non viceversa.

Altre due caratteristiche comuni in tutto il resto del Vietnam sono la giovanissima età media delle persone che non raggiunge i trent’anni, e la larghezza delle case. La facciata sulla pubblica via non può superare i quattro metri di larghezza. Tutti gli edifici, alberghi esclusi, sono quindi larghi quattro metri, per una altezza e una profondità variabili. Sembrano tante scatole di scarpe messe in piedi. In questo angusto spazio il vietnamita commercia, vende, fabbrica, vive, riposa, e ospita l’adorato motorino di notte. E il pranzo? Mangia sui marciapiedi comperando per meno di un dollaro da una delle migliaia “cucine di strada”, una scodella di pho, una zuppa di brodo di carne, aromatizzato con erbe e spezie, con tagliolini di riso e pollo o carne di manzo. Se il pho è presente in tutto il Paese, per Hanoi è una vera è propria istituzione. Nell’insieme, considerando che siamo in una capitale asiatica, la vita è abbastanza gradevole.

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Lago Ho Tay

Lago Ho Tay

Per un graduale approccio alla città è consigliata una passeggiata lungo le sponde del lago Hoan Kiem in una atmosfera gradevole e rilassante nonostante il frastuono del traffico e i molti, insistenti, venditori ambulanti e imbroglioni di vario genere. L’acqua è color verde avocado e a centro-lago una minuscola isoletta ospita la Pagoda della Tartaruga divenuta un po’ il simbolo della città grazie all’antica leggenda secondo cui una tartaruga prestò all’imperatore Le Loi una spada magica con cui sconfisse gli invasori cinesi. Da qui anche il nome del lago, Hoan Kiem, che significa “la spada restituita”.

All’estremità nord del lago, attraversando il ponte Huc in legno rosso, si entra nel bel tempio di Ngoc Son (Tempio della Montagna di Giada), il più visitato e amato dagli abitanti di Hanoi. Dopo aver assaporato la mistica atmosfera del tempio, ci immergiamo nella caotica e magica vita del Vecchio Quartiere. Qui il nome di ognuna delle 36 vie indicava il tipo di merce (hang) in vendita, così c’erano Hang Chai (bottiglie), Hang Chieu (tappeti) Hang Gai (seta) e così via. Oggi, purtroppo, sono cominciate le mescolanze fra le varie merci e non è più così automatico trovare quello che si cerca. Gli internet point a costi irrisori e i negozi di merce contraffatta hanno preso il posto di molti artigiani. Ma il fascino del luogo rimane intatto.

Al termine del pellegrinaggio, proprio all’uscita del Vecchio Quartiere si può trovare un piacevole relax assistendo al particolarissimo e millenario spettacolo del Teatro delle Marionette sull’acqua, circa 45 minuti di performance per 17 episodi con musiche dal vivo e purissime voci femminili. Il tutto per meno di due Euro.

Cosa visitare assolutamente ad Hanoi:

Museo di Etnologia. È da visitare con calma accompagnati da una guida del museo per meglio apprezzare l’arte e comprendere la cultura delle minoranze etniche qui rappresentate. Gli aspetti spettacolari sono la fedele ricostruzione delle case di alcune delle 54 etnie che formano la popolazione vietnamita. Ottima la struttura del museo, le legende sono scritte in inglese e francese, il percorso logico. Molto interessanti le rappresentazioni di un tipico mercato di paese, così come la sezione dedicata ai tessuti ed alle stoffe. Ottimo set per foto matrimoniali. Orario: 8,30-17,30. Chiuso il lunedì.

Tempio della Letteratura. È una imponente oasi di pace e di sapere. Il complesso costruito nel 1076 fu sede per oltre ottocento anni della prima Università del Vietnam dove studiavano i figli dell’imperatore ed i mandarini di corte. Dedicato a Confucio, il Tempio scampò alle innumerevoli distruzioni delle guerre con i cinesi e i mongoli proprio per rispetto al filosofo cinese. Il grande complesso del Tempio è formato da cinque cortili, padiglioni e laghetti separati da porte che solo il re poteva attraversare mentre i dignitari si servivano dei corridoi laterali. Una scritta cinese sul cancello d’ingresso è sintomatica.

Tra le dottrine del mondo, la nostra è la migliore ed è amata da tutti i Paesi che hanno fame di cultura.

Consiglio: visita il mattino presto, o durante le ore del pranzo, per evitare centinaia di turisti che invadono tutto. Chiuso il lunedì.

Preghiere al Tempio di Ngoc-Son - Hanoi

Tempio di Ngoc-Son

All’esterno, attorno al muro di cinta di destra, è un simpatico fiorire di straordinari personaggi di origine cinese che “traducono” in ideogrammi nomi e frasi dettate dal cliente, usando grandi pennelli che intingono nell’inchiostro, nero di China, ovviamente. Divertenti anche alcuni parrucchieri che, sul marciapiede, sistemano la loro poltrona girevole, protetta da un ombrellone per acqua e sole, appoggiano uno specchietto da automobile al muro di cinta del Tempio e… voilà, il signore è servito di barba e capelli. Per fotografare l’artista l’offerta “libera” è di 1$, video con intervista 5$.

Pagoda su una sola colonna. Per terminare il rapido blitz ad Hanoi, non dimenticare una visita alla Chua Mot Cot, così chiamata in quanto la pagoda in legno poggia su una sola colonna di pietra per dare la sensazione di un fiore di loto. Fu costruita intorno all’anno mille dall’imperatore come ringraziamento agli dei per aver avuto un figlio maschio. I francesi la distrussero nel 1954 prima di abbandonare il Paese. La stupidità umana non ha limiti. Fortunatamente è stata rifatta esattamente come l’originale.

Mausoleo di Ho Chi Min. Se dotati di pazienza per sopportare le interminabili code, è possibile visitare in orari un pò insoliti (8-11 e 13,30-16,30 con chiusura il lunedì e venerdì e tutto ottobre e novembre), l’imponente mausoleo dove sono esposte in una teca refrigerata le spoglie del fondatore della patria vietnamita. Lo “zio Ho”, come viene affettuosamente chiamato dal popolo, è stato imbalsamato nonostante le disposizioni testamentarie dicessero chiaramente che il corpo doveva essere cremato e le ceneri disperse nel nord, centro e sud Vietnam per suggellare la ritrovata unificazione del Paese. I vietnamiti, invece, hanno sempre approvato questa decisione che permette loro di dare ancora un saluto al caro, vecchio zio Ho.

Dove dormire ad Hanoi. Goldens sun Palace Hotel è uno degli hotel più lussuosi e apprezzati della città, in pieno centro, offre anche camera speciali in formato ‘Luna di Miele’ e i prezzi sono tutt’altro che proibitivi. A chi vuole spendere poco consigliamo Hanoi Culture Hostel, anch’esso nel centro storico, offre connessione WiFi gratuita, c’è un ristorante interno di cucina locale e le camere ben arredate sono complete di ogni comfort.

Il viaggio di Adriano in Vietnam continua a Hué »