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L’isola di Tiree in Scozia è il paradiso segreto delle Ebridi

Un luogo fatto di rocce antiche e sabbia bianca, di cielo e mare. E’ l’isola di Tiree, la più distante dalla terraferma nell’arcipelago britannico delle Ebridi, meta di un turismo prevalentemente locale alla ricerca di pace e natura selvaggia.

Sapevate che la Scozia conta quasi ottocento isole? Mentre una piccola parte di queste (circa 130) sono completamente disabitate, tutte le altre non sono solo popolate, ma anche amate, se non addirittura venerate, dagli amanti della natura, della fotografia e dell’outdoor. Mentre alcune sono famose in tutto il mondo, come l’Isola di Skye, la maggior parte attrae un turismo prevalentemente britannico o quasi esclusivamente scozzese, come Tiree.

C’è chi pensa che una volta visitata un’isola delle Ebridi si possa dire di averle viste tutte, ma da viaggiatrice e residente in Scozia da tempo posso assicurarvi che non è assolutamente vero. L’isola di Tiree, con i suoi poco meno di 80 chilometri quadrati di superficie, è quella collocata alla maggior distanza dalla terraferma scozzese rispetto a tutte le altre dell’arcipelago delle Ebridi Interne.

In viaggio verso Tiree

Per raggiungere Tiree ci sono due possibilità. La prima è un volo interno, della durata di 45minuti/1 ora, che parte dall’aeroporto di Glasgow con la compagnia Loganair. I voli partono ogni giorno (a parte la domenica in inverno) e i prezzi sono davvero accessibili (sui 50/60 Euro a tratta per persona). Due volte alla settimana esiste anche la possibilità di un volo dall’aeroporto di Oban, a nord ovest di Glasgow, con la compagnia Hebridean Air Services. Che decolliate da Glasgow o da Oban, lo spettacolo dal finestrino è assicurato, con viste mozzafiato sui fiordi occidentali e sulle acque turchesi delle Ebridi.

La mia prima scelta quando si tratta di isole, tuttavia, è sempre la via acquea. Tiree nello specifico può essere raggiunta dalla città di Oban con un ferry della Calmac Ferries, che permette di accedere a quasi tutte le isole occidentali della Scozia a prezzi relativamente economici e attraverso fiordi dalla bellezza mozzafiato. Nel caso di Tiree, questo servizio è attivo solo un paio di volte alla settimana: andare e tornare in coppia con un’auto o un camper costa un totale di circa 180 Euro, per una traversata della durata di più o meno quattro ore. Prenotando il vostro ferry, se desiderate esplorare l’isola in camper o tenda, al momento dell’acquisto del biglietto online un avviso automatico vi ricorda la necessità di dover prenotare per tempo la vostra piazzola in un camping locale. L’isola, infatti, proibisce il campeggio libero vista la superficie limitata, il numero di aree naturali protette e la relativamente alta densità di popolazione.

Oban, Scozia
Il porto di Oban, porta per le Isole Ebridi e terminal di Calmac Ferries 1F16D Diana Zilioli

Durante la traversata, se il mare è calmo, si può stare in piedi sul ponte della nave ad osservare la superficie dell’acqua sorseggiando un caffè caldo, alla ricerca di foche, delfini, balene, squali elefante e persino orche. Oppure, con la vostra cartina geografica alla mano, potete cercare di identificare le isole, i fari ed i paesini pescherecci lungo il tragitto. Se la giornata è limpida, dal ferry si possono facilmente identificare l’isola di Mull, quella di Staffa e le Isole Treshnish, queste ultime completamente disabitate e veri e propri paradisi per la fauna selvatica e, specialmente, per uccelli marini come i famosissimi pulcinella di mare o le sule bassane.

Dopo circa tre ore di navigazione, poco prima di arrivare a Tiree, il ferry si ferma per la sua prima e ultima sosta prima di Tiree nel porticciolo di Arinagour, il villaggio principale dell’isola di Coll. Il paesaggio è estremamente piatto, una cosa che non ho mai osservato in nessun’altra isola scozzese. La geomorfologia locale è glaciale, fatta di nude rocce smussate, modellate e levigate dai ghiacci. Quelle che affiorano sono principalmente di Lewisian Gneiss, un complesso di rocce metamorfiche spinte in superficie centinaia di milioni di anni fa e considerate tra le rocce più antiche del nostro pianeta.

Nell’acqua della baia di Coll, le foche fanno sempre capolino e, mentre il ferry piega verso sud per dirigersi a Tiree, si ha quasi la sensazione di poter già toccare l’isola, per raggiungere la quale però è necessaria ancora quasi un’ora di navigazione. A Tiree, il ferry terminal si colloca a breve distanza dal villaggio capoluogo, Scarinish. Appena sbarcati troverete una piccola stazione di servizio al fianco della quale si trova anche l’unica compagnia di noleggio auto di Tiree, aperta dalla stessa compagnia che organizza escursioni in giornata in barca per chi si volesse cimentare nella pesca d’altura oppure per chi volesse visitare le isole limitrofe e il faro di Skerrivore.

Tiree Island, Ebridi
Affioramenti di Lewisian Gneiss, rocce metamorfiche
antiche quasi quanto il nostro Pianeta levigate dall’erosione glaciale Diana Zilioli

Come esplorare l’isola di Tiree

Se siete arrivati sull’isola in ferry probabilmente avrete già una macchina o un camper per spostarvi, ma se guidare non è di vostro interesse, sul’isola esistono altre possibilità: un servizio di taxi e un servizio di bus pubblico su prenotazione, operativo dal lunedì al sabato dalle 7 del mattino alle 6 di sera. Per poterlo utilizzare dovete semplicemente chiamare o scrivere una email al gestore, a partire da una settimana prima del vostro previsto spostamento fino a un’ora prima. Con una buona pianificazione della vostra vacanza, non difficile essendo l’isola molto piccola, potete pianificare i vostri spostamenti in anticipo e muovervi ogni giorno in una zona diversa per una spesa davvero irrisoria. Preparatevi a condividere il bus con gli abitanti locali (circa 650 in totale) e ad aspettare con pazienza la vostra corsa, a volte in ritardo per via dei ritmi lenti e rilassati che caratterizzano le isole, ma anche per via di richieste dell’ultimo minuto che possono richiedere deviazioni o fermate aggiuntive.

Sull’isola esistono solo un paio di strade principali asfaltate che sono per la maggior parte a doppio senso ma ad una sola corsia: bisogna dunque utilizzare le piazzole laterali per dare il passo alle macchine in direzione opposta, una cosa molto comune in tutta la Scozia. La regola è la cortesia: chi si trova più vicino alla prima piazzola deve dare il passo all’altro; usanza vuole che ci si ringrazi sempre con un gesto della mano. Essendo la topografia estremamente piana (l’unico colle è il Ben Hynish, con i suoi 141 metri di altezza), la bicicletta è per molti la scelta principale. Non a caso, sono presenti tre diversi servizi di noleggio bici: Tiree Fitness Solutions, Millhouse Cycles e Blackhouse Bike Rental. Per tutti i ciclisti non può però mancare un avvertimento: preparatevi ad un’alternanza senza sosta tra pioggia, sole e vento!

Tiree in bici: Dùn Mòr Bhalla
Dùn Mòr Bhalla, resto di una costruzione megalitica risalente all’età del ferro | @dutch_engels ©

Dove dormire a Tiree

Per quanto riguarda l’alloggio, a Tiree esistono solo due hotel ma il mio preferito è lo Scarinish Hotel, accogliente, caldo e vicino a tutti i servizi basici di Scarinish. Sull’isola sono anche presenti due b&b e una guest house. Io vi consiglio l’adorabile Beach House b&b, economico, dalla vista stupefacente e a due passi dalla spiaggia. Per un budget un pochino più alto è invece senza dubbio un’eccellente soluzione la Rockvale Guest House, tradizionale, calda ed accogliente e collocata vicino ad un area naturalistica mozzafiato, il Machair di Balephetrish Bay. I machair sono habitat estremamente rari e protetti, esclusivi dell’arcipelago delle Ebridi e caratterizzati da dune e spiagge di sabbia bianco perla, che nella tarda primavera e al principio dell’estate vengono adornate da un’incredibile varietà di fiori selvatici che creano un tappeto multicolore mozzafiato. Qui trovano casa molti animali, per lo più uccelli e lepri selvatiche, queste ultime molto comuni sull’isola.

Tiree è anche famosa per i cottage affittabili per brevi vacanze e gestiti come alloggi Self Catering: includono wifi, acqua calda e l’intero cottage a vostra disposizione, con cucina, gas, utensili e spesso il caminetto, ma per pulizie e pasti dovete arrangiarvi da soli. Ce ne sono innumerevoli sull’isola per diverse fasce di prezzo. Non essendoci molti ristoranti a Tiree, avere a disposizione una cucina vi da la possibilità di preparare i vostri pasti in indipendenza e acquistando locale quale agnello e manzo, pesce, frutti di mare e crostacei freschi. In più, non capita spesso di avere la possibilità di risiedere per qualche giorno in una black house, abitazione tradizionale delle Ebridi, dagli spessi bassi muri di pietra coibentati al centro con un riempimento di sabbia e dipinti di calce bianca (in passato fatta di caseina estratta dal latte) per un maggior isolamento dall’umidità. Alcune di queste hanno ancora il basso e ampio tetto originale in paglia. Di alloggi così ce ne sono letteralmente decine, ma io vi consiglio quelli di Kilmoluaig.

Tiree, cottage
Un cottage tradizionale dal tetto in paglia e gli spessi muri ripieni di sabbia Diana Zilioli

Per chi viaggia in camper o tenda, infine, l’unico campeggio attrezzato è quello di Balinoe. La posizione non è eccezionale perché piuttosto distante dal mare ed il campeggio è piccolo e molto spartano. Nonostante questo, si tratta di una soluzione economica che molti prediligono, essendo accogliente e fornendo soluzioni alternative quali un paio di pods, piccolissimi igloo in legno molto spartani ma più confortevoli della tenda.

Il campeggio di Balinoe è molto amato dai surfisti e l’atmosfera che si respira qui conferma la notorietà dell’sola quale paradiso del surf nel Regno Unito: che amiate il windsurf o il kitesurf o qualsiasi altra declinazione di questi sport, sappiate che il vento soffia quasi costantemente e, a seconda della sua direzione, ogni giorno le baie più ventose pullulano, persino in autunno ed inverno, di vele coloratissime.

La temperatura dell’acqua non va mai sotto i 5 gradi centigradi grazie all’influenza della Corrente del Golfo su tutta la costa occidentale scozzese. Non a caso IN estate, decisamente il periodo migliore nel quale visitare Tiree, molti esplorano le acque locali in subacquea o con maschera e boccaglio: la biodiversità dei fondali marini si dice essere qui sorprendentemente incredibile.

Il campeggio di Balinoe è anche molto gettonato in occasione del festival di musica folk di Tiree , che si tiene a Luglio. Il festival, fondato dal musicista locale Daniel Gillespie, è un evento che richiama centinaia di persone ogni anno, letteralmente raddoppiando, per qualche giorno, la popolazione. A proposito di musica: lo sapevate che Tiree viene menzionata da Enya nel suo singolo del 1988 Orinoco Flow?

Isola di Tiree
Windsurf e kitesurf sono una vista molto comune a Tiree in qualsiasi stagione | @dutch_engels ©

Cosa e dove mangiare a Tiree

Per quanto riguarda il cibo, se avete una cucina a disposizione, a Tiree dovete assolutamente provare astici, aragoste, granchi e pesce fresco di Tiree Lobster and Crabs, uno dei pochissimi a vendere questi prodotti direttamente al consumatore: il resto del pescato, infatti, viene esportato direttamente in Europa, principalmente in Spagna.

I due hotel gestiscono i due storici ristoranti di Tiree, dal buon rapporto qualità prezzo. Molto interessante, giovane e dall’atmosfera piacevole anche il recentemente aperto micro birrificio con associato ristorante a Sandaig. Nel menù erbe, verdure e uova fresche provengono tutte dal giardino limitrofo e le birre locali sono solo alcune delle specialità scozzesi offerte da questo locale con vista sull’Atlantico.

Numerose a Tiree sono inoltre le caffetterie, soluzione ideale per uno spuntino veloce a pranzo. Dai panini e zuppe del giorno (Soup and Sandwich è la combo numero uno in tutta la Scozia per la pausa pranzo), alle torte fatte in casa, tutti offrono semplici snack caserecci, preparati con amore sul momento.

Cosa fare a Tiree

Che decidiate di spendere solo un paio di giorni oppure una settimana, a Tiree non vi annoierete. Le spiagge sono numerose e uniche nel loro genere. In tutte le baie potete spendere ore a osservare ed essere osservati con grande curiosità dalle foche, qui molto numerose. Le spiagge sono costellate di conchiglie, meduse, alghe multicolore, pezzi di vetro colorato smussati dall’acqua: insomma, un paradiso per chi, come me, spenderebbe ore alla ricerca dei tesori di
spiaggia.

Tiree, Ebridi
Granchi, conchiglie, vetri di spiaggia adornano la sabbia bianca Diana Zilioli

Che sia primavera, o autunno, Tiree è anche destinazione finale del viaggio di moltissimi uccelli migratori, che qui vengono dal sud per riprodursi durante l’estate, o dal nord per svernare durante l’inverno. Osservare l’atterraggio di stormi di centinaia di oche selvatiche dopo migliaia di chilometri in volo è un’esperienza indimenticabile e davvero fuori dal comune.

Ad ogni cambio repentino del tempo, gli arcobaleni scorciano il cielo senza sosta. E, se facesse brutto tempo, non fatevi sfuggire il completo seppur minuscolo Museo di Scarinish, giusto al fianco del supermercato. Molto interessante anche il centro di Hynish, ai piedi dell’unico colle dell’isola, il Ben Hynish, facilmente distinguibile per via della storica stazione meteorologica strategica durante la Seconda Guerra Mondiale e localmente soprannominata Golf Ball, per via della forma richiamante quella di una pallina da golf gigante.

Gli edifici del centro di Hynish furono costruiti nel 1837 attorno ad un porticciolo e ad una cava di pietra necessari per la costruzione del Faro di Skerrivore, a dieci miglia nautiche dalla costa, e per il suo successivo mantenimento. In uno degli edifici, che un tempo servivano da quartier generale, alloggi e cucine per i lavoratori al faro, si trova un’esibizione con entrata a offerta libera che parla di questo faro incredibile, progettato da Alan Stevenson, lo zio del famoso scrittore Robert Louis Stevenson.

Tiree, Isole Ebridi
Edifici tradizionali di Scarinish, le pecore pascolano liberamente tra le case Diana Zilioli

Nelle giornate più terse, il faro di Skerrivore si può avvistare a sud ovest di Tiree, arroccato sulla sua piccola roccia nel mezzo dell’oceano e resosi necessario nel 1800 per ovviare agli incidenti navali sempre più frequenti nella pericolosa striscia d’acqua che separa le Ebridi Interne dalle Ebridi Esterne. Skerrivore è il faro più alto della Scozia e ha una forma unica al mondo. All’epoca si trattò una sfida ingegneristica senza precedenti e Alan Stevenson dovette venire a vivere in un cottage proprio qui ad Hynish, che adesso viene anch’esso affittato ai turisti di passaggio.

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