Spiagge Salento: le più belle località della costa ionica

Spiagge Salento Punta Prosciutto | Hydruntum (CC BY-SA)

La costa ionica del Salento, dolce e sabbiosa, è molto nota per località di mare come Porto Cesareo e i suoi 17 chilometri di spiagge dorate, Gallipoli, considerata la perla dello Ionio, Ugento, Santa Maria di Leuca con le sue grotte, e le inimitabili Marine di Salve note come “Maldive del Salento”. La costa che unisce Gallipoli a Santa Maria di Leuca è infatti un susseguirsi di lunghe distese di sabbia bianca e finissima, tra le più belle spiagge d’Italia: mare verde, cristallino, fondali bassi e sabbiosi.

Porto Cesareo

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Importante località balneare, alterna cale di sabbia a basse scogliere. Lo sviluppo edilizio degli anni 70, ha modificato Porto Cesareo, che ha perso molto del suo fascino originario, quando era una piccola spiaggia di case di pescatori. Il cambiamento è particolarmente evidente nella bassa stagione, quando a Porto Cesareo rimangono solo i residenti e la maggior parte delle abitazioni sono chiuse.

Il centro storico con le caratteristiche viuzze del borgo, ha fortunatamente mantenuto intatto il suo fascino, come le barche dei pescatori ormeggiate nella baia che, nei mesi estivi, potete esplorare anche in pedalò.

La vera ricchezza di Porto Cesareo è il suo mare, con l’Area Marina Protetta, che si estende fino a sette miglia dalla costa tra Punta Prosciutto e Torre Inserraglio, dove si trova la prateria sommersa di fanerogame, piante che dalla terra hanno adattato l’habitat al mare. Ai margini dell’area protetta si trovano i migliori punti d’immersione.

Da non perdere l’esperienza di pescaturismo, con possibilità di uscite in barca con i pescatori per battute di pesca e immancabili colazioni a base di pesce appena pescato (particolarmente gustose le triglie, grazie a una particolare alga di cui si nutrono).
A Porto Cesareo troviamo anche la Riserva Naturale della Palude del Conte, che ha origine dal sollevamento del fondale marino.

La spiaggia più bella è probabilmente Lido degli Angeli, una suggestiva distesa di sabbia fine non lontana da Punta Prosciutto. Da qui fino a Porto Cesareo, s’incontrano saline alimentate da sorgenti di acqua dolce, collegate al mare da canali.

Ma la perla di quest’area è il Parco regionale di Porto Selvaggio, zona protetta di circa 400 ettari, compresa tra la Torre dell’Uluzzo e Torre dell’Alto, ricoperta di pini marittimi, ulivi ed eucalipti. Qui la costa è caratterizzata da scogliere impervie a strapiombo sul mare; un intercalare di boschi, grotte e calette, tra cui una piccola baia nascosta tra le rocce, premiata da Legambiente. Il paesaggio è suggestivo e fedele al nome del Parco.

Porto Cesareo

Porto Cesareo | Carla Squaiella per Viaggio nel Mondo (CC BY-NC)

Isola Grande. Vicinissima a Porto Cesareo c’è quest’isola detta dei Conigli perché negli anni ’50 fu avviato un allevamento di conigli selvatici poi abbandonato. Parco naturalistico di straordinario interesse, ha una meravigliosa pineta di pini d’Aleppo e oltre 200 specie vegetali. È possibile raggiungerla con un taxi acquatico.

Santa Caterina. Località balneare elegante e tranquilla. Offre tratti di spiaggia sabbiosa e numerose grotte, dove si possono organizzare interessanti immersioni. Fu avamposto di difesa contro i Saraceni e ancora oggi si trovano le due torri risalenti al XVI secolo, Torre dell’Alto e Torre Santa Caterina, costruite dagli spagnoli.

Gallipoli

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Rinomato centro turistico per le splendide spiagge e l’acqua cristallina, Gallipoli è una cittadina alla moda che conserva tuttavia l’atmosfera dell’antico villaggio di pescatori. Ricca di negozi e discoteche per la felicità di chi ama lo shopping e la vita notturna, è una località adatta anche alle famiglie, grazie alle sue spiagge di sabbia fine, tra cui Lido San Giovanni a soli due chilometri a sud della città, e agli appassionati di diving e pesca subacquea. Il territorio di Gallipoli è delimitato a nord da Lido Conchiglie, e a sud da Marina di Mancaversa (Punta Pizzo), splendido litorale formato da bassa scogliera alternata a piccole calette di sabbia.

Gallipoli è curiosamente divisa in due parti: il centro storico si trova su un’isola calcarea collegata con un ponte secentesco ad archi alla terraferma e alla parte nuova della, detta il Borgo. È piacevole passeggiare tra le viuzze che s’intrecciano nel centro storico (d’estate chiuso al traffico), tra i negozi colorati dai prodotti tipici assaggiando gelati e granite dalle varietà infinite. Il porto al tramonto si popola di pescatori che vendono pesce freschissimo a prezzi stracciati. Vicino al ponte, c’è la famosa e antica Fontana Ellenista, con bassorilievi che si rifanno alla mitologia greca. Da non perdere poi il Frantoio Ipogeo, uno dei 35 frantoi di Gallipoli, destinato alla molitura delle olive per l’estrazione dell’olio, che veniva esportato in tutta Europa.

A Gallipoli ci sono almeno 14 chiese tra cui la Basilica di Sant’Agata in stile barocco, simbolo della città, la Chiesa della Purità con stucchi e maioliche settecentesche, e la Chiesa di San Francesco, la più antica, con la scultura dei Due Ladroni di Vespasiano Genuino.

Al porto si trova il mercato ittico dove comperare, la mattina, pesce freschissimo e assaggiare cozze aperte al momento. Da visitare anche il Castello Angioino fatto costruire da Carlo I d’Angiò (1281), opera di alta tecnologia ingegneristica, completamente circondato dal mare (raro esempio rimasto di castelli bagnati dal mare). Dalla strada panoramica sulle mura di cinta che circondano l’isolotto, si abbraccia a nord una parte della costa neretina (Nardò) che comprende la famosa località di Porto Selvaggio e a sud la baia del promontorio del Pizzo.

Salento: Gallipoli

Gallipoli | Carla Squaiella per Viaggio nel Mondo (CC BY-NC)

Tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca

A sud di Gallipoli fino a Santa Maria di Leuca la costa è un susseguirsi di spiagge sabbiose, località balneari e decine di torri d’avvistamento risalenti a epoca medioevale. Nei mesi estivi a pochi chilometri da Gallipoli si organizzano immersioni anche notturne in grotte e fondali come l’isola Sant’Andrea, il Giardino delle Gorgonie e, per i più esperti, la Secca di Ponente. Di recente è stato istituito anche un corso di immersione per non vedenti.

Andando verso sud si incontrano Baia verde, dal mare azzurro e trasparente, Punta della Suina, dove si alternano rocce e tratti sabbiosi, e Lido Pizzo, incantevole insenatura sabbiosa dal mare verde e sempre calmo, da dove s’intravede l’isola di Sant’Andrea, con la sua alta torre. In estate le spiagge sono collegate da autobus che fanno il giro dell’isola.

Ugento, più giù, è una splendida cittadina, le sue marine sono famose per le Secche, paradiso dei sub, con sorprendenti pareti a picco e grotte ricche di pesci. Si estendono per otto chilometri di spiaggia in buona parte sabbiosa, tra cui Torre San Giovanni dal paesaggio suggestivo di macchia mediterranea e dune che arrivano alla spiaggia bianca e fine, quasi a lambirne il mare.

Poco distante troviamo Torre Mozza, località balneare dai lunghi arenili di fine sabbia dorata e mare trasparente. Caratteristiche della zona sono le Chiriche, piccoli scogli che affiorano dal mare.

I successivi chilometri toccano le marine di Salve, vanto della costa ionica, considerate orgogliosamente dai locali le “Maldive del Salento”. La prima località è Lido Marini, solo in parte nel territorio di Salve, con la sua costa particolare, rocciosa con rilievi di sabbia fine. Segue Torre Pali, con piccole distese di sabbia intervallata da basse scogliere, la cui torre, costruita nel 1550 su uno scoglio che sorge dal mare, è il simbolo della cittadina.

Prima di raggiungere la famosissima Pescoluse, in assoluto tra le più belle spiagge della costa ionica con dune di sabbia e acqua cristallina, s’incontra la Cabina, marina dalla spiaggia bianca e pregiata che ricorda le migliori località esotiche.

Scendendo ancora si raggiunge Torre Vado, molto conosciuta per le belle scogliere, e successivamente Marina San Gregorio, antico porto messapico, con una piccola insenatura rocciosa sulla cui riva si alternano piccoli ciottoli a lastre di pietra spianata che si congiungono ai fondali ricchi di pesce.

Santa Maria di Leuca

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Finis terrae: la fine della terra è Punta Santa Maria di Leuca che sorge in splendida posizione nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso. È tra le più frequentate località della Puglia, bagnata dai due mari Ionio e Adriatico, punto d’incontro della costa ionica di ponente, pianeggiante con spiagge cosparse di macchia mediterranea che si alternano a promontori rocciosi, con quella adriatica di levante, selvaggia con scogliere a picco sul mare. La località, frazione del comune di Castrignano del Capo è caratterizzata da scogli, splendide grotte e falesie e da un mare dai colori verde smeraldo e blu cobalto, con fondali che sono il paradiso degli amanti del sub.

Città ricca di storia, di splendidi paesaggi e di ville ottocentesche a testimonianza dell’antica tradizione balneare, è oggi località turistica per eccellenza del Salento. L’affascinante promontorio Japigio, per tutti Punta Meliso, è storicamente considerato punto d’incontro dei due mari Ionio e Adriatico, anche se secondo le convenzioni nautiche il punto di congiunzione si trova a Punta Palascia (Capo d’Otranto). Dal promontorio si gode un panorama da cartolina, si erge il faro alto circa 47 metri, costruito nel 1873, che irradia luce per 50 chilometri e la famosa Basilica Santuario “de Finibus Terrae” costruita su un tempio dedicato alla dea Minerva; luogo di pellegrinaggio fin dai tempi antichi e dove i Crociati pregavano la Madonna prima di partire per la Terrasanta.

Altro elemento caratteristico della città sono le sontuose ville ottocentesche dai vari stili, orientale, gotico, liberty che costeggiano il lungomare, ognuna con la propria “bagnarola”, cabina che fungeva da spogliatoio per le signore. Alcune in disuso, altre trasformate in strutture di pregio, oggi sempre più richieste da ricchi vip e attori provenienti da tutto il mondo.

Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca | Carla Squaiella per Viaggio nel Mondo (CC BY-NC)

Il litorale di Santa Maria di Leuca è caratterizzato da numerose grotte che si estendono da Levante a Ponente, i cui nomi sono frutto della fantasia degli abitanti. Nel Medioevo furono rifugio dei monaci basiliani che lasciarono sulla roccia croci e iscrizioni latine e greche. Le numerose grotte si raggiungono via terra o via mare (da giugno a settembre le escursioni in barca partono dal porticciolo).

A Punta Ristola, si trova la grotta forse più famosa, la Grotta della Porcinara (portinaia) che nell’antichità fungeva da tempio; è tra le più grandi ed è composta da tre “locali”. A soli cento metri di distanza si trova la Grotta del Diavolo, che deve il nome ad un’antica superstizione che attribuiva al maligno i cupi rumori della grotta. Si raggiungono entrambe via terra e via mare. Altre affascinanti grotte sono la Grotta del Drago, nome dovuto forse alla forma di drago che si riconosce entrando con la barca e la Grotta dei Giganti, importante dal punto di vista artistico e archeologico, ha restituito reperti di ossa umane, di pachidermi e monete di bronzo risalenti all’epoca di Costantino.

Tutta la costa di Santa Maria di Leuca non offre spiagge naturali, ma è richiamo per appassionati d’immersione. I relitti ad elevate profondità e gli indimenticabili punti di immersione, ne fanno una meta d’obbligo per i sub. Tra i punti più belli c’è la Secca della Scala dove si incontrano anche specie tropicali provenienti dal canale di Suez.