I segreti di Firenze tra storia e leggende

Firenze, Santa Maria del Fiore Firenze, Santa Maria del Fiore | Naval S (CC BY 2.0)

Hai già visitato Firenze una prima volta? Hai visto le cinque opere d’arte fondamentali? Ora puoi approfondire la conoscenza di Firenze con segreti, leggende e storie sconosciute ai più, che si celano nei luoghi e monumenti più o meno famosi della città.

DOVE DORMIRE A FIRENZE: Relais Modern b&B. All’interno di una palazzina storica in strada tranquilla ma centrale, offre stanze curate arredate con gusto in stile moderno, e possibilità di parcheggio.

I SEGRETI DI SANTA MARIA NOVELLA

Iniziate il tour della Firenze segreta dalla Basilica di Santa Maria Novella, posta nell’omonima piazza. Soffermatevi ad ammirare la facciata marmorea, uno dei più importanti esempi di architettura rinascimentale fiorentina, sebbene la sua edificazione risalga ad epoca precedente (collocabile tra il 1200 ed il 1300), e si riscontrino anche elementi gotici. Noterete in corrispondenza dei lati estremi della stessa, due elementi particolari. Sono strumenti scientifici: l’armilla equinoziale a sinistra, e il quadrante astronomico a destra, voluti da Ignazio Danti, vescovo nonché astronomo e cartografo. Grazie ai suoi studi fu riformato il calendario giuliano, arrivando all’istituzione del calendario gregoriano. Forse non tutti sanno che in occasione dell’equinozio di primavera e del solstizio d’inverno, i raggi del sole attraversano due fori gnomonici, posti sul rosone e sulla facciata, e proiettano l’immagine del sole sul pavimento, segnando il mezzodì.

Santa Maria Novella, Firenze

Santa Maria Novella, Firenze | Andy Hay (CC BY 2.0)

Visitate quindi l’adiacente Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella, la più antica d’Europa, presente in Firenze fin dal XIII secolo. I frati domenicani insediati a Firenze, iniziarono a coltivare erbe officinali per preparare medicamenti, tramandati nei secoli ed arrivati fino ad oggi. All’interno dell’edificio perfettamente preservato, vengono tuttora prodotte l’Acqua di Rose nata nel 1381, originariamente utilizzata come disinfettante per scongiurare la peste, l’Acqua della Regina creata per omaggiare Caterina de Medici, l’Acqua Antisterica oggi Acqua di Santa Maria Novella, nata nel 1614 e a base di balsamite.

LA LEGGENDA DI BERTA

Dirigetevi verso est e percorrete Via Panzani, proseguendo fino al bivio con Via dei Cerretani. Arrivate all’altezza della Chiesa di Santa Maria Maggiore e spostatevi sul marciapiede opposto la chiesa, per avere una visuale totale della facciata laterale: rileverete nella parte alta, incastonata tra le pietre, la testa marmorea di una figura, conosciuta dai fiorentini con il nome di Berta.

Numerose leggende fiorentine la riguardano. Le più accreditate riportano che la testa si trovi in quel punto dal 1327, quando l’astrologo Cecco d’Ascoli, condannato al rogo per stregoneria, fece un patto con il diavolo: chiunque gli avesse offerto dell’acqua, gli avrebbe salvato la vita. Si narra che Berta (versioni discordanti la identificano in un sacerdote), affacciatasi da una piccola finestra negò l’acqua al condannato, e questi vi scagliò contro una maledizione pietrificando la malcapitata nel punto dove si sporgeva.

Berta, Firenze

Altra versione narra che si tratti del ritratto per commemorare una venditrice di verdura, che lì aveva il suo banco. La donna avrebbe regalato alla città una campana che, con i suoi rintocchi, segnalava l’apertura e chiusura delle porte di accesso a Firenze.

DIAVOLO DEL GIAMBOLOGNA

Camminate per Via de’ Vecchietti fino all’incrocio con Via degli Strozzi, e fermatevi nell’angolo di Palazzo Vecchietti. Alzando lo sguardo distinguerete oltre lo stemma della famiglia omonima, una scultura bronzea emblematica. Si tratta del Diavoletto Portabandiera del Giambologna, il cui originale è oggi custodito a Villa Bardini, commissionato da Bernardo Vecchietti a testimonianza di un evento miracoloso di San Pietro Martire. Si narra che il Santo nel 1243, durante una predica alla folla per la crociata contro i Patarini, riuscì a sedare mediante il segno della croce un cavallo nero imbizzarrito, che in realtà era il diavolo sotto false spoglie, apparso all’improvviso e scagliato contro i presenti.

COLONNA DELL’ABBONDANZA

Mantenetevi in Via degli Strozzi direzione est, oltrepassate l’arco di Trionfo detto anche Arcone e sarete in Piazza della Repubblica. Attraversando la piazza troverete la Colonna dell’Abbondanza, così chiamata perché costituiva il centro della Florentia romana, punto di incontro del cardo e del decumano, nonché fulcro sociale, politico e commerciale della città. Conosciuta anche come Colonna della Dovizia, dal nome della statua di Donatello, eretta sulla cima nel 1431. La statua sottoposta alle continue intemperie cadde frantumandosi il 20 ottobre 1721; fu sostituita l’anno successivo dall’attuale creata da Giovan Battista Foggini.

SEGRETI E LEGGENDE DEL BATTISTERO

Incamminatevi lungo Via Roma direzione nord per Piazza San Giovanni, dove primeggia l’omonimo Battistero, antistante Piazza del Duomo e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore (il Duomo), con il rinomato campanile di Giotto, ovvero la torre campanaria del Duomo.

Il Battistero, monumento più antico della città dalla particolare pianta ottagonale, sorge su un preesistente tempio romano dedicato a Marte. Alla base della facciata lato Via Roma, si trova un bassorilievo raffigurante una battaglia navale che si ipotizza fosse parte di un sarcofago romano, inserito nel monumento in memoria delle origini della città.

Firenze, Battistero

Osservate la colonna a destra dell’ingresso principale rivolto su Via Calzaiuoli, noterete inciso un rettangolo. Si racconta fosse l’impronta del piede del Re longobardo Liutprando, che per regolamentare le transazioni commerciali stabilì una nuova unità di misura, il Pes Liutprandi, corrispondente alla misura dei suoi piedi che sommati raggiungevano i 50 centimetri circa.

Guardando la Porta del Paradiso noterete ai lati della stessa, due evidenti colonne in porfido. Originariamente erano poste in prossimità dalla porta orientale, ma cadute a causa dell’alluvione furono successivamente alloggiate nell’attuale posizione. Le colonne furono donate da Pisa a Firenze nel 1117, a seguito di un’alleanza stretta tra le due città, quando Firenze difese Pisa dagli attacchi dei Saraceni e dei Lucchesi. I Pisani tornati vittoriosi dalla battaglia alle Baleari, decisero di omaggiare i fiorentini con due colonne facenti parte del bottino razziato. La leggenda racconta che i Pisani non vedendo di buon occhio i Fiorentini, a cui erano ricorsi al solo scopo di combattere gli avversari, fecero opacizzare le colonne con il fuoco, che trasportate via Arno per raggiungere il capoluogo, arrivarono rovinate e nere. Le colonne furono tenute in ricordo dello smacco subito e fu dall’evento che nacque il detto: Fiorentini ciechi, Pisani traditori.

IL MIRACOLO DELL’OLMO

La colonna posta tra il Battistero e il Duomo è dedicata a San Zanobi, primo Vescovo di Firenze noto per i suoi miracoli. Alla sua morte le spoglie furono portate dapprima nella Chiesa di San Lorenzo e successivamente in Santa Reparata, oggi il Duomo. Secondo una leggenda la bara portata dal corteo funebre passò vicino al tronco di un olmo morto, che immediatamente tornò a vivere fiorendo. In ricordo di questo miracolo fu costruita la colonna, recante sulla sommità una croce e una ghirlanda. Ogni anno per la ricorrenza di San Zanobi il 26 gennaio, alla base vengono depositate corone di fiori.

GLI ANIMALI DELLA CATTEDRALE

Spostatevi alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore e guardando Porta della Mandorla, porta di accesso per salire sulla Cupola progettata dal Brunelleschi, dalla cui cima si beneficia di un panorama mozzafiato, troverete tra le sculture che la decorano la testa di un toro. La leggenda popolare, riporta che la scultura fosse stata collocata per schernire un ricco fornaio che risiedeva nella casa di fronte. Si racconta che il capomastro, avesse una relazione adultera con la moglie del fornaio, e che il flirt si consumasse nei pressi del luogo di culto. La notizia suscitò clamore tanto che le autorità imposero agli amanti di chiudere la relazione, pena l’esilio.

Santa Maria del Fiore

Santa Maria del Fiore | Bas Wallet (CC BY-SA 2.0)

La spiegazione più plausibile circa la presenza delle numerose sculture di animali, è per omaggiare le bestie decedute durante la costruzione della Cattedrale. Anche il leone posto sulla porta volta a Via Ricasoli, chiamata Porta di Balla o Porta Cornacchini da Anselmo Cornacchini. Si racconta che l’uomo sognò di essere divorato dal leone che sostiene una delle colonne. Per scongiurare il presagio si diresse alla bocca del leone e inserì la mano; il caso volle che all’interno, ci fosse uno scorpione velenoso che lo punse facendolo morire il giorno stesso.

ANGELI ARRABBIATI

Guardando il portone della facciata lato campanile di Giotto, tra le formelle marmoree degli Angeli dell’Apocalisse realizzate da Emilio Gallori e Cesare Zocchi nel 1880, noterete a destra l’altorilievo di un angelo in una particolare posizione, che ha suscitato antiche goliardiche dicerie. Una in particolare racconta di angeli e cherubini a cena, che decisero sorteggiare chi avesse dovuto pagare il conto; l’angelo in questione è raffigurato nell’atto di perdere la pazienza perché destinato a pagare il conto.

UNO STRANO EVENTO ATMOSFERICO

Arrivate all’angolo con Via dello Studio, dove avvertirete costanti raffiche di vento. L’evento atmosferico riscontrabile in ogni periodo dell’anno è conosciuto come Il Rifrullo del Diavolo ed è collegato a una leggenda che narra di un religioso in fuga dal diavolo che voleva rubargli l’anima. Il sacerdote stremato dalla corsa si fermò e chiese al diavolo di poter entrare in Duomo, per pregare l’ultima volta prima di arrendersi. Il diavolo acconsentì mettendosi ad aspettare. Il sacerdote nel frattempo scappò dal lato opposto della Cattedrale. Dopo lunga attesa il diavolo iniziò a sbuffare e capìto l’inganno, sbuffò talmente forte da trasformarsi lui stesso in vento.

LA TOMBA DI BEATRICE

Proseguite per Via dello Studio verso sud, arriverete alla Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi conosciuta come la Chiesa di Dante Alighieri e Beatrice Portinari, luogo d’incontro dove i due si scambiavano fuggevoli sguardi. All’interno della piccola cappella dell’anno 1000, si trova la Tomba di Beatrice dove gli avventori lasciano bigliettini e promesse d’amore.

LA PRIMA SANTA

Entrando in Via dei Calzaiuoli avrete davanti a voi la Chiesa di Orsanmichele, originariamente edificata come riserva del grano cittadino poi divenuta luogo di culto. All’interno sopra l’altare è visibile un affresco di fine 1300 di Mariotto di Nardo raffigurante tra le altre, l’immagine di Sant’Anna nell’atto di abbracciare la città. Pochi sanno che è stata la prima Santa Protettrice di Firenze, mentre l’attuale patrono cittadino è San Giovanni, celebrato il 24 giugno.

IL PASSATO MACABRO IN PIAZZA DELLA SIGNORIA

Rimanete su Via dei Calzaiuoli direzione sud ed arriverete brevemente in Piazza della Signoria, punto nevralgico del centro cittadino fin dal Neolitico. In epoca romana accolse dove oggi è posto Palazzo Vecchio, le terme ed un grande teatro. Fu scenario di eventi cruenti, come l’esecuzione pubblica di Girolamo Savonarola il 23 maggio del 1498, impiccato e poi bruciato per eresia; ad attestare l’evento troverete una lapide posta a terra davanti la fontana del Nettuno. Quest’ultima di recente ristrutturazione, è conosciuta come la Fontana del Biancone per la candida statua del Nettuno che primeggia centralmente.

David di Michelangelo in Piazza della Signoria

David di Michelangelo | Robert Scarth (CC BY-SA 2.0)

L’IMPORTUNO DI MICHELANGELO

Guardando Palazzo Vecchio in corrispondenza della statua del David di Michelangelo, il cui originale è ammirabile presso la Galleria dell’Accademia, salite la scalinata e posizionatevi dietro la scultura di Ercole e ‘Caco: osservate attentamente tra le pietre e scorgerete un volto scolpito, è L’importuno.

Si narra che Michelangelo Buonarroti mentre lavorava fosse spesso importunato da un conoscente che lo stremava di chiacchiere. L’artista provvisto di martello e scalpello fingendo di ascoltare l’interlocutore, riuscì a inciderne il volto tenendo le mani dietro la schiena, situazione che spiegherebbe perché il volto sia appena abbozzato. Altra versione riporta che il volto rappresentasse un condannato a morte che passava per la piazza e che Michelangelo decise di ritrarre.

IL VOLTO DEL CELLINI

Guardando il loggiato che prende il nome di Loggia dei Lanzi, noterete la statua bronzea Perseo di Benvenuto Cellini. La sua particolarità è nella nuca della statua, dove l’artista decise di porre il suo marchio indelebile scolpendovi l’immagine del proprio volto. Si racconta anche che il volto di Medusa sia il ritratto del suo garzone Cencio, con cui intratteneva una segreta relazione amorosa.

Perseo con la testa di Medusa

Perseo con la testa di Medusa | Dimitris Kamaras (CC BY 2.0)

IL LEONE PROTETTORE

I numerosi leoni in pietra, sparsi nel centro storico e ritratti nella maggior parte dei casi mentre difendono il giglio simbolo di Firenze, rappresentano il Marzocco, animale protettore della città. La storia cita che già prima del XIII secolo Firenze ospitasse felini vivi, forse per omaggiare Guglielmo I di Scozia detto il Leone, di cui i Fiorentini avevano stima ed intrattenevano rapporti molto stretti.

I leoni furono spostati svariate volte, anche nell’attuale Loggia dei Lanzi, per poi essere collocati dietro Palazzo Vecchio, nella strada che assunse poi il nome di Via dei Leoni.

LA MAPPA DELL’ITINERARIO