Pisa: cosa vedere in due giorni

Pisa, piazza dei Miracoli Piazza dei Miracoli | Daniela Bardi

Nel nord della Toscana, in area pianeggiante chiamata Valdarno inferiore, sorge la città di Pisa, attraversata dal fiume Arno e protetta a nord dai Monti Pisani che la separano dalla vicina Lucca. E’ nota soprattutto per aver dato i natali a Galileo Galilei, per la presenza della rinomata Scuola Normale e per la Torre Pendente.

Si presume che i primi insediamenti risalgano al IX a.C. e fossero di origine alfea, una civiltà greca che andò a fondersi con gli Etruschi. Nel II secolo a.C. passò sotto dominio romano, e successivamente fu assoggettata ai Goti, Longobardi e Carolingi. Incerte sono le origini del nome, la più accreditata riferisce che “Pisa” derivi dall’etrusco (foce), perché inizialmente la voleva situata sullo sbocco del fiume Arno, costituendo un importante porto fluviale.

La città sorgeva anticamente in un’ampia laguna salmastra che si estendeva fino alla città di Livorno. A causa dei detriti trasportati dal fiume e a interventi di bonifica realizzati dalla famiglia Medici, si formò una pianura che allontanò Pisa dal mare, che oggi si trova a una decina di chilometri dal centro. Nel secolo XI fu una delle quattro Repubbliche Marinare e nel Medioevo ebbe il suo periodo più fiorente, che permise la crescita e la realizzazione di opere importanti. Dal 1284 affrontò una fase di declino dovuta alla sconfitta subìta da Genova nella battaglia della Meloria, ma riacquistò lustro e splendore dal 1406, grazie anche al dominio fiorentino della famiglia Medici.

DOVE DORMIRE A PISA

B&B Villa Martina, bella struttura in zona centrale finemente arredata, dispone di parcheggio e giardino.

pisa, dove dormire

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PRIMO GIORNO A PISA

Ore 9:30

Iniziate la visita della città incamminandovi direzione nord su Viale Gramsci. Raggiungerete velocemente Piazzetta Keith Haring, dedicata all’artista che nel 1989 realizzò lo splendido murale intitolato Tuttomondo sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio Abate. L’opera rappresenta l’ultimo lavoro eseguito dall’artista prima della sua morte, e si tratta della sua più grande creazione compiuta in Europa concepita come permanente.

Pisa, Keith Haring

Daniela Bardi

Percorrete verso nord Corso Italia fino ai Lungarni, attraversando Ponte di Mezzo. Si narra che sia Shelley che Leopardi fossero particolarmente impressionati dal tramonto che si apprezza da questa posizione.

Continuate la passeggiata sull’elegante Borgo Stretto tra gli edifici e i portici medievali. Giungendo all’angolo con Via Mercanti noterete una targa su un edificio datata 1942, in memoria del terzo centenario della morte di Galileo Galilei. Recenti studi hanno dimostrato che in realtà la casa natale è in Via Giusti, presso Casa Ammannati.

Proseguite fino al bivio a sinistra con Via Ulisse Dini percorrendola sino all’ampia Piazza dei Cavalieri, tra le piazze più importanti della città. Anticamente era Piazza delle Sette Vie in relazione al numero delle strade che vi confluivano, e costituiva il fulcro politico e amministrativo cittadino.

Pisa, piazza dei Cavalieri

Daniela Bardi

Nel 1558 Cosimo I dei Medici commissionò a Giorgio Vasari la sua ristrutturazione. Primeggiano la statua di Cosimo I ed edifici di pregio, il più imponente dei quali è Palazzo della Carovana, oggi sede dell’autorevole istituto Scuola Normale Superiore. L’aspetto del fastoso palazzo è frutto di una capillare ristrutturazione iniziata nel 1562 ad opera di Giorgio Vasari, sulla preesistente costruzione chiamata Palazzo degli Anziani (se ne conservano tracce ai lati dell’edificio). La facciata rappresenta una fusione di diverse arti tra pittura, scultura e architettura. Si distinguono segni zodiacali, figure allegoriche, busti in marmo e stemmi. La doppia scalinata realizzata da Giuseppe Marchielli è del 1821. Al suo interno sono conservate sale affrescate del XIX secolo e tele cinquecentesche.

Lateralmente si trova la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, anch’essa progettata da Vasari in sostituzione della Chiesa di San Sebastiano alle Fabbriche Maggiori, demolita per agevolare la nuova costruzione. La facciata in marmo bianco di Carrara è attribuita a Giovanni de’ Medici. Vi sono due iscrizioni che si riferiscono alla data di costruzione e alla realizzazione della facciata. Tra il 1683 e il 1691 furono associati due corpi laterali, utilizzati come spogliatoi dei cavalieri e magazzino. L’interno era originariamente ad aula unica. Spiccano il soffitto ligneo dorato e due organi, rispettivamente di Onofrio Zefferini datato XVI secolo e Azzolino della Ciaia del XVIII secolo. Di particolare interesse è la Lapidazione di Santo Stefano di Giorgio Vasari del 1571 e la Natività del Cristo del Bronzino datata 1564, e custodisce inoltre l’unica collezione di bandiere storiche moresche.

Il vicino Palazzo della Canonica datato 1566 puntava a riunire in un solo edificio strutture già presenti, e si ipotizza essere sempre opera del Vasari. A fianco si trova Palazzo del Consiglio dei Dodici, il cui nome cambiava a seconda della magistratura che ospitava. La facciata ha un intonaco in gesso rosato con decorazioni di marmo bianco. All’interno si conservano opere tra cui il busto di Ferdinando I e il frammento di un affresco dell’Assunta riconducibile alla scuola di Domenico Ghirlandaio. Particolarmente nota è la Sala dell’Udienza, dal soffitto finemente intagliato in oro e le pareti completamente dipinte a tema marinaresco da Pietro Paolo Lippi e Antonio Giusti.

Lateralmente c’è Palazzo del Collegio Puteano, realizzato tra il 1594 ed il 1598, dalla facciata impreziosita di affreschi allegorici di Giovanni Stefano Marucelli. La piccola costruzione adiacente è la Chiesa di San Rocco, edificata sulla precedente chiesa di San Pietro in Cortevecchia e ristrutturata nel 1575. L’interno preserva dentro delle nicchie decorazioni murali del XIII secolo, un Crocifisso del XVI secolo sull’altare maggiore, una terracotta policroma raffigurante la Madonna con Bambino. Sull’altare di sinistra c’è una pala di San Rocco di Giovanni Antonio Sogliani.

Pisa, Palazzo dell'Orologio

Daniela Bardi

Ultimo edificio è Palazzo dell’Orologio, in stile medievale. L’edificio è il risultato dell’unione di due costruzioni tramite un arco che sorregge la struttura recante un orologio. In origine sorgeva a sinistra una casa-torre trasformata poi in sede del Capitano del Popolo, e a destra collegata da un passaggio rialzato, si trovava Torre della Muda o Torre della fame. La torre di proprietà della famiglia Gualandi divenne carcere e nel 1289, ospitò e vi trovò la morte il Conte Ugolino della Gherardesca, personaggio nominato da Dante nel XXIII canto dell’Inferno. Il termine “muda” si riferisce alle aquile allevate nel comune di Pisa, che durante il cambio di piumaggio erano rinchiuse al suo interno. Nel 1500 l’edificio fu trasformato in infermeria e chiamato Buonomo, in memoria di chi lo dirigeva. La facciata fu decorata con allegorie per celebrare il governo mediceo e nel 1696 fu aggiunta la torretta campanaria. Nel 1919 il Conte della Gherardesca l’acquistò, e diede incarico di aggiungere la quadrifora neogotica visibile sul lato sinistro della facciata.

Ore 11:00
Dirigetevi a ovest su Via Corsica fino all’Orto Botanico, primo orto botanico universitario del mondo, fondato nel 1543 dal medico e botanico Luca Ghini, supportato dal finanziamento del Granduca di Toscana Cosimo I de Medici. Originariamente sorgeva sulle sponde del fiume Arno ma successivamente fu trasferito nella sede attuale raggiungendo un’espansione di circa tre ettari. L’orto è suddiviso in spazi ben definiti e conserva piante provenienti dai cinque continenti. Il Museo botanico ospita oggetti vari: ritratti, dipinti, libri e tavole didattiche, strumenti di botanica e modelli botanici riprodotti in gesso o cera.

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Ore 13:00
Trascorrete l’ora di pranzo presso L’Ostellino: tra prosciutti appesi, scaffali colmi di leccornie e un’invitante vetrina di formaggi e salumi, potrete saziarvi con un panino farcito a vostra scelta, oppure scegliere uno dei piatti caldi proposti.

Ore 14:30
Riprendete il cammino direzione nord raggiungerete Piazza dei Miracoli, che accoglie il Duomo, il Battistero, il Camposanto e la famosa Torre pendente, che forse non tutti sanno essere la torre campanaria del Duomo. La piazza nasce in posizione decentrata in area precedentemente sede di una cattedrale paleocristiana. Rappresenta il più grande complesso monumentale medievale d’Europa, magnifico esempio di architettura romanico pisana, inserita tra i Patrimoni dell’Unesco nel 1987.

Originariamente era Piazza del Duomo, fu chiamata Piazza dei Miracoli per merito di Gabriele D’Annunzio, che nel 1910 scrisse “Forse che si, forse che no” definendo prato dei miracoli, il prato che delimita la piazza in virtù della bellezza dei suoi edifici: così nacque Piazza dei Miracoli.

Pisa, Duomo e Torre

Daniela Bardi

Il Duomo, costruito tra il 1064 e il 1118 è dedicato a Santa Maria Assunta e unisce numerosi stili ornamentali, bizantini, tardo-antichi, classici, arabi, ravennati e lombardo-emiliani. La facciata è opera dell’architetto Rainaldo a conclusione dei lavori iniziati dall’architetto Buscheto. Le porte in bronzo della facciata sono del XVII secolo create da artisti fiorentini. La pianta è a croce latina e la cupola di forma ellissoidale di ispirazione moresca. L’interno si compone di cinque navate rivestite da marmi bianchi e neri, abside, transetto e tre navate. Gli affreschi seicenteschi della cupola sono decorati ad encausto, mentre il soffitto riportante lo stemma della famiglia Medici, è decorato con cassettoni in legno dorati di Domenico e Federico Atticciati; si riscontrano opere di Cimabue, Andrea del Sarto, Berlinghiero Berlinghieri, Giambologna e Giovan Battista Foggini. Di pregio è il Pergamo, ossia il pulpito di Giovanni Pisano, ricostruito dopo l’incendio del 1595. Prestate attenzione alle colonne rivolte verso il Camposanto, ne noterete una recante delle scalfitture. Una leggenda riporta che siano le unghie del diavolo, che intenzionato a distruggere la cattedrale perché invidioso della sua bellezza, ebbe la peggio durante la lotta contro un angelo; si racconta che sia impossibile dedurre il numero esatto dei graffi.

Uscendo dalla Cattedrale c’è il Battistero di San Giovanni, il più grande d’Italia e del mondo, costruzione iniziata nel 1152 che coinvolse sotto la direzione di Diotisalvi numerosi artisti, come Giovanni e Nicola Pisano conferendogli un’impronta gotica. Nel 1800 subì un’importante ristrutturazione per mano dell’architetto Alessandro Gherardesca. Sopra la cupola dalla particolare forma tronconica, si erge un cupolino con la statua di Giovanni Battista. L’interno è privo di decorazioni, emergono il pulpito capolavoro in marmo di carrara scolpito da Nicola Pisano, e l’ottagonale fonte battesimale costruito da Guido Bigarelli di Arogno.

Il prestigioso Camposanto monumentale delimita la piazza a nord. L’esterno è composto da 43 arcate cieche con due porte sul lato meridionale, ed è circoscritto internamente da una scenografica galleria a pianta rettangolare rivestita in marmo, con arcate in stile gotico fiorito finemente decorate, che assumono le sembianze di chiostro. Si trovano affreschi di artisti come Taddeo Gaddi, Piero di Puccio e Buonamico Buffalmacco, bellissimi sarcofaghi, cappelle, e numerose altre opere d’arte.

La Torre Pendente rappresenta senza dubbio il simbolo distintivo della città. Risale al 1173 ma non si conosce l’ideatore del progetto. Essendo il terreno molto cedevole, già dalla costruzione del terzo anello la torre iniziò ad inclinarsi. I lavori furono arrestati e ripresi nel 1275, e gli ultimi tre anelli furono concepiti con l’inclinazione inversa per tentare di riallineare la struttura. Sulla sommità vi sono sette campane che inizialmente suonavano ciascuna in ogni momento della giornata liturgica.

Ore 16:30
Dedicate il pomeriggio a rilassarvi nel prato e visitate lo splendido Museo delle Sinopie che conserva gli affreschi del camposanto monumentale. Percorrete le mura perimetrali della piazza che si estendono per circa tre chilometri. Osservando i monumenti dall’alto constaterete che la piazza è ideata secondo una disposizione astronomica corrispondente alla costellazione dell’ariete. Fino al 1749 non veniva seguito il calendario gregoriano e l’anno pisano iniziava il 25 marzo, data che spiegherebbe la riproduzione della costellazione, perché correlata al mese assegnato al segno zodiacale.

Ore 19:30
Fermatevi per l’aperitivo e per la cena presso Il Bistrot, ristorante con un ambiente vivace e curato, dove potrete scegliere tra ottimi piatti della tradizione o rivisitati e un’ampia carta di vini.

SECONDO GIORNO A PISA

Ore 9:30
Cominciate la giornata passeggiando per i lungarni osservando con attenzione l’architettura che vi circonda, tra cui scorgerete la splendida Chiesa di Santa Maria della Spina, magnifico esempio di architettura gotico pisana. Fu edificata sul greto del fiume nel 1230 in corrispondenza del Ponte Novo, distrutto nel XV secolo e mai ricostruito. Inizialmente fungeva da oratorio, ma subì diversi ampliamenti e ristrutturazioni dovuti anche alla posizione che la esponeva a costanti problemi strutturali. Nel 1871 l’edificio fu smontato e ricostruito a un livello superiore.

Pisa, Lungarni

Daniela Bardi

Creata a pianta rettangolare, la chiesa è interamente rivestita in marmi policromi, caratterizzata da timpani, cuspidi e tabernacoli. Particolarmente elaborati sono i rosoni, le tarsie e le statue. L’interno è composto da vano unico e soffitto ligneo, decorato dopo la ristrutturazione del XIX secolo. Posto centralmente al presbiterio, si apprezza la spettacolare statua in stile gotico chiamata Madonna della Rosa di Andrea e Nico Pisano; lateralmente si trovano le statue di San Pietro e San Giovanni Battista. Ammirate anche il tabernacolo marmoreo di Stagio Stagi, e l’altare con pilastrini e nicchia decorati con volti di putti di Girolamo da Carrara.

Ore 11:30
Procedendo sul lungarno verso est arriverete all’incantevole Palazzo Blu, che ospita importanti mostre temporanee. Sono inoltre visitabili esposizioni permanenti della Fondazione Cassa Risparmio di Pisa.

Ore 13:00
Incamminatevi verso nord-est passando la caratteristica Piazza delle Vettovaglie, un tempo Piazza dei Porci perché sede storica del mercato alimentare. Proseguite in direzione nord-ovest consumando uno spuntino da I Porci Comodi, eccellenza dello street food toscano.

Ore 14:00
Nel pomeriggio concedetevi una piacevole gita fuori porta. Prendete la vostra auto, o noleggiatene una, alla volta del Parco Naturale Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Trascorrete il pomeriggio visitando la spettacolare e vasta area naturale potendo scegliere tra svariate attività, da gite in battello a percorsi a piedi, a cavallo, golf, canoa o kajak.

Ore 19:30
Spostatevi a Bocca d’Arno (SP224, 262) direzione Porto di Marina all’altezza dell’area sosta camper, per ammirare un particolare tramonto davanti ai suggestivi e storici retoni. Si tratta di palafitte costruite nel dopoguerra da marinai, adibite a case di pescatori, oggi utilizzati per la pesca con la bilancia.

Tramonto ai Retoni, Pisa

Daniela Bardi

Ore 20:30
Fermatevia per cena preso il Retone 136, ex retone con pontile per gli attracchi dai piacevoli affacci sul fiume. Ambiente informale e accogliente propone piatti originali e ben cucinati di pesce. Molto buono il rapporto tra qualità e prezzo.