Lucca: cosa vedere in due giorni

Lucca, Piazza dell'anfiteatro Lucca, Piazza dell'anfiteatro | Martin Holland

Lucca si trova nella Toscana nord-occidentale ed è la quinta città della regione per numero di abitanti (90 mila circa), situata tra l’altopiano delle Pizzorne a nord e i Monti Pisani a sud. Possiede monumenti storici risalenti a epoche diverse, all’interno delle splendide mura di cinta cinquecentesche.

Si rimane incantati dal suo aspetto medievale, con torri, case-torri e vicoli di rara bellezza, armoniosamente inglobati in assetti di epoche successive. Costruzioni di pietra utilizzata nel Medioevo lasciano progressivamente campo all’utilizzo del cotto impiegato nel Quattrocento, evidenziando oltre il valore estetico, anche l’importanza e la ricchezza dalla città.

Nel Medioevo ebbe una notevole crescita e assunse notorietà rilevante, per merito dell’antica Via Francigena. Lucca costituiva infatti tappa irrinunciabile per i pellegrini che la percorrevano, grazie alla reliquia del Volto Santo, custodita ancora oggi all’interno del Duomo. Nonostante le lotte tra guelfi e ghibellini, Lucca divenne intorno al XIV secolo tra le città toscane più potenti. Numerose furono le famiglie nobili a detenere il potere in città, contribuendo alla costruzione di prestigiosi palazzi. Mantenne l’autonomia come città stato fino al 1799, anno in cui l’antica Repubblica cessò di esistere a seguito delle conquiste delle truppe napoleoniche.

Lucca, le mura

Foto di Daniela Bardi

DOVE DORMIRE A LUCCA
B&B Corte Toro in pieno centro storico, arredato con gusto, con graziosi terrazzi che si affacciano sui tetti, dispone di parcheggio.

PRIMO GIORNO A LUCCA

ORE 10
Partendo da Baluardo di San Paolino, avrete modo di scendere nei sotterranei alla sortita corrispondente (Sortita del Baluardo di San Paolino), e ammirare le gallerie di pietra e mattoni. Rimarrete stupiti nell’incontrare moderne installazioni artistiche di cartapesta e cartone, tra cui la più scenografica, dell’artista Michael Stutz intitolata Hoodie, raffigurante il grande busto di un uomo. Salite la rampa che conduce a Via delle Mura Urbane, percorretela direzione est, lungo l’ampio viale alberato posto sulle mura, dal quale godrete di meravigliosi affacci dall’imponente opera architettonica, perfettamente conservata.

lucca, hoodie

Foto di Daniela Bardi

La fortificazione sorprende non tanto per la sua altezza (12 metri), quanto per i quattro chilometri di lunghezza. È la seconda cinta muraria in Europa, costruita seguendo il principio di fortificazione alla moderna, ovvero, una tipologia di roccaforte sviluppata a partire dal secolo XV in Italia. La cinta muraria come appare attualmente, è frutto di una realizzazione che si colloca nel periodo tra il 1504 e il 1648 circa. La prima cerchia muraria è del 180 a.C. e risale ad epoca romana. Lungo le mura, vengono organizzati molteplici eventi, ricordiamo Lucca Comics & Games, manifestazione che si svolge in diverse aree dislocate della città, e richiama annualmente moltissimi visitatori.

Arrivati al bivio con Via Vittorio Veneto, voltate direzione nord per il centro storico. Raggiungerete Piazza Napoleone, la più grande di Lucca, nota come Piazza Grande. Primeggia imponente Palazzo Ducale, costruito nel 1401 sulle fondamenta di Palazzo Castruccio Castracani del XIV secolo, per volere del Signore di Lucca Paolo Guinigi. Piazza Napoleone, è altresì conosciuta perché ospita tra le numerose manifestazioni, Lucca Summer Festival.

lucca, torre

Foto di Daniela Bardi

Proseguite ad est attraversando Piazza del Giglio, fino al Duomo di San Martino, posto nell’omonima piazza in area decentrata, come da usanza urbanistica fare in epoca romana. La tradizione riporta, che la costruzione fosse voluta nel VI secolo, da San Frediano. Successivamente fu riedificata per conto del vescovo Anselmo da Baggio nel 1060, e nuovamente ritoccata tra i secoli XII e XIV. La cattedrale è in stile romanico. A destra della facciata è posta la torre campanaria, a base quadrangolare. L’interno è a croce latina, con aula divisa in tre navate. E’ possibile ammirare Madonna in trono col Bambino e santi, del 1479 dipinta da Domenico Ghirlandaio. Dentro la sacrestia si trova il monumento funebre a Ilaria del Carretto, nobildonna moglie di Paolo Guinigi, morta prematuramente di parto, realizzato nel 1406 da Jacopo della Quercia, che si dice essere tra i più belli al mondo. Nella terza campata della navata laterale sinistra, c’è il Tempietto opera di Matteo Civitali dove è custodito il Volto Santo di Lucca, crocefisso ligneo raffigurante Gesù, si narra realizzato da Nicodemo.

Imboccate Via delle Trombe a nord, alla volta della Torre Guinigi, tra i simboli distintivi della città. È l’unica torre medievale appartenuta a una famiglia (da cui prende il nome), non abbattuta o mozzata nel secolo XVI. Un’antica storia racconta, che lo spirito della moglie di Guinigi, risieda sulla cima della torre in compagnia del suo cagnolino in attesa del marito. Si dice sia stato il fantasma, ad impedire a chiunque di intaccarla. La Torre, costruita in mattoni e pietra alta 45 metri circa, si distingue dal resto degli edifici storici, per la presenza di alberi posti sulla sommità, chiaramente visibili anche a distanza.

Lucca, cosa vedere

Foto di Daniela Bardi

Armatevi di buona volontà, e salite i 230 scalini che portano al giardino pensile posto sulla cima, dal quale beneficerete, di una vista panoramica e mozzafiato a 360 gradi sulla città. Il giardino è costituito da cassone murato e riempito di terra, dentro il quale sono stati piantati sette alberi di leccio. Un’ennesima leggenda, narra che Paolo Guinigi, piantò il leccio più alto, e che l’albero, dopo che Guinigi fu arrestato e imprigionato da Francesco Sforza, perse tutte le foglie, predicendone la morte.

Proseguite il percorso raggiungendo Piazza dell’Anfiteatro. Nel Medioevo era chiamata parlascio, dalla distorsione latina di “paralisium” (anfiteatro), in riferimento alla forma ellittica chiusa della piazza, creata sui resti del teatro romano del II secolo d.C.. Fu nel tempo, saturata di costruzioni adibite a diversi utilizzi, da deposito del sale, a carcere e polveriera. Nel 1800, grazie all’architetto lucchese Lorenzo Nottolini, l’area fu liberata dagli edifici che l’affollavano, tornando al suo vecchio splendore. Venne aperta Via dell’anfiteatro, che ne percorre il perimetro esterno, consentendo l’accesso alla piazza tramite quattro porte a volte. Prestate attenzione alla pavimentazione, noterete centralmente una mattonella raffigurante una croce, indica il punto di confluenza delle quattro porte di accesso.

Percorrete Vicolo San Frediano, giungerete all’omonima Basilica di San Frediano, in stile romanico. L’attuale basilica è edificata su una preesistente risalente al 560 circa. Subì diversi ampliamenti durante la dominazione longobarda, e nel VII secolo, fu aggiunta la cripta, che custodì il corpo di San Frediano. Nel XII secolo, la chiesa si presentava più bassa rispetto all’aspetto attuale. Nel XIII secolo, fu innalzata la navata centrale, costruendo un soffitto a capriate lignee, arricchendo la facciata nella parte superiore di un mosaico in stile bizantino, riconducibile alla Scuola lucchese dei Berlinghieri. La facciata, è in pietra levigata, con tre portali delimitati da pilastri e sormontati da un architrave ed archetti ciechi.

ORE 13
Fermatevi per il pranzo presso il grazioso Tirovino, piccola struttura con travi e mattoni a vista, dove intrattenervi scegliendo un’ampia varietà di panini, o preferendo un tagliere di salumi e formaggi, accompagnato da buon vino.

ORE 14
Camminate per Via Fillungo, conosciuta come via dello shopping, continuando su Via degli Angeli, fino a Palazzo Pfanner. L’edificio risalente al 1660 è aperto da aprile a novembre, e conserva un giardino egregiamente curato, dove avrete modo di rilassarvi in una delle panchine. Attraversando la maestosa scalinata si accede all’interno, arredato con mobili d’epoca in lussuosi saloni. È presente una mostra permanente di strumenti chirurgici e testi medici, appartenuti a Pietro Pfanner, divenuto sindaco di Lucca nel 1920. La residenza è stata più volte selezionata per ambientazioni cinematografiche, come Il Marchese del Grillo e Ritratto di Signora.

ORE 15:30
Orientatevi a sud-ovest, per il Museo Nazionale di Palazzo Mansi, edificio risalente al Cinquecento. La famiglia Mansi lo acquistò nel 1616, e lo ristrutturò dando all’interno uno stile barocco. Nel 1965, la struttura divenne proprietà dello Stato, che a seguito di nuova ristrutturazione, lo adibì a Pinacoteca Nazionale nel 1977, e recuperò gli arazzi, gli arredi originali e gli affreschi. Tra le maggiori attrattive del Palazzo c’è la Camera degli Sposi, una spettacolare alcova in tessuti di seta, finemente ricamati del Settecento. Interessante anche il Laboratorio di tessitura rustica di Maria Niemack, allestito nelle stanze allora destinate alla cucina. La Pinacoteca ospita dipinti donati alla città di Lucca dal Granduca Leopoldo II di Asburgo Lorena. Sono suddivisi per epoca, rispettivamente: Tintoretto, Tiziano, Ghirlandaio, Veronese, a seguire, Domenichino e Guido Reni, e una stanza dedicata alla pittura fiamminga. Altra sala è riservata alla pittura toscana con opere di Andrea Del Sarto, Pontormo, Agnolo Bronzino e Domenico Beccafumi. Il museo conserva opere del XIX secolo di Bernardino Nocchi, Pompeo Batoni e Stefano Tofanelli, nonché tessuti ed ornamenti religiosi.

San Michele in Foro

Foto di Daniela Bardi

ORE 17:30
Avviatevi per Via del Toro mantenendovi, fino alla Chiesa di San Michele in Foro posta nell’omonima piazza, su quello che era l’antico Foro Romano. L’attuale edificio, fu ristrutturato nel 1070 per volere di Papa Alessandro II, lavori proseguiti fino al secolo XIV. La pianta della chiesa è a croce latina. L’esterno della facciata in stile romanico pisano, è ornata da quattro ordini di logge sulle quali è posta la statua in marmo dell’Arcangelo Michele, con ai lati due angeli. L’interno è composto da tre navate, abside semicircolare e transetto. Il campanile risale al XII secolo e si trova sul transetto meridionale. Di particolare rilevanza, la Madonna col bambino in terracotta smaltata di Luca della Robbia, una tavola di Filippino Lippi raffigurante Quattro Santi, ed un altorilievo della Vergine, opera di Raffaello da Montelupo.

ORE 18:30
Passeggiate tra i vicoli del centro, alla scoperta di anfratti nascosti. Per l’aperitivo provate il caratteristico Dal Bardo, dove tra un buon cocktail e uno stuzzichino, ingannerete il tempo in attesa della cena.

ORE 20:30
Cena presso Trattoria Gigi, tipicamente rustica in ambiente intimo e curato, prepara piatti della tradizione e pasta fresca fatta a mano. Da provare, tortelli al ragù, zuppa alla frantoiana e Rovelline lucchesi.

SECONDO GIORNO A LUCCA

ORE 9:30
Iniziate il secondo giorno a Lucca con la visita del Puccini Museum, posto all’interno della casa natale di Giacomo Puccini, che custodisce arredi originali e oggetti appartenuti al Maestro. Non mancano partiture, il pianoforte e lettere scritte da Puccini. È presente l’abito di scena della Turandot indossato da Maria Jeritza, per la prima dell’opera al Metropolitan Opera House di New York nel 1926.

ORE 11:00
Passeggiando verso est incontrerete la Torre delle Ore, torre medievale che conserva un orologio con ingranaggio manuale posto nella cella campanaria del ‘700. È visitabile (207 scalini che valgono la salita) tranne nei mesi gennaio, febbraio, novembre e dicembre.

ORE 12:30
Concedetevi uno spuntino presso la storica Pasticceria Pinelli, che vi soddisferà sia per i dolci che salati.

ORE 13:30
Continuate direzione est, per l’Orto botanico comunale, il giardino più pregiato e storico di Lucca. Fondato nel 1820 da Maria Luisa di Borbone, si estende per circa due ettari, lungo un percorso profumato, che si snoda tra colore e fascino; ospita e conserva centinaia di specie vegetali, provenienti da tutto il mondo.

Lucca, cosa vedere

Foto di Daniela Bardi

ORE 15:30
Noleggiate una bicicletta, seguendo la direzione sud-est arriverete all’imponente storico Acquedotto del Nottolini in stile neoclassico, realizzato nel 1823 dall’architetto Lorenzo Nottolini. Il percorso pedonale si sviluppa (per oltre tre chilometri) all’ombra dei maestosi archi in mattone immersi nella natura. Il tratto conduce dal tempietto cisterna di San Concordio, al Tempietto di Guamo, anche se sfortunatamente sei archi sono stati abbattuti, per consentire la realizzazione dell’autostrada A11.

ORE 20:30
Per la cena accomodatevi all’Osteria Tambellini, struttura storica che dal 1870 serve piatti della tradizione finemente cucinati anche rivisitati, con materie prime selezionate. Tra banconi di formaggi, salumi, scaffali di vino, libri e oggetti d’arte strategicamente posizionati, si accede al ristorante superando l’area bar. Ambiente intimo con cura dei dettagli.