Il blu di Kalymnos e la roccia più amata dai climber

Climbing in Kalymnos Climbing in Kalymnos | Anja-Becan

Tra Kos e Leros, nell’arcipelago greco del Dodecaneso, si trova la bella e aspra Kalymnos, l’isola dei voutichtades, pescatori di spugne. Se parlate con uno di loro vi racconterà che sono morti in tanti. Altri hanno patito le tremende conseguenze della malattia da decompressione, alcuni portano le ferite di squali. Dalla metà fino alla fine del XIX secolo, con la venuta dello scafandro ma non delle tabelle per immersione, più di ottocento uomini non sono tornati. Nel XX secolo l’esportazione delle spugne di mare portava ancora ricchezza a molte famiglie locali, ma in ognuna si è consumato una dramma legato alle immersioni.

Pescatori di spugne a Kalymnos

AleMad

La concorrenza del prodotto sintetico ha negli ultimi decenni diminuito la richiesta di spugne. Eppure, sono ancora in molti oggi a Kalymonos a non resistere al richiamo degli abissi. Una boccata d’aria e via in apnea sul fondo del mare, zavorrati con una grande pietra anche fino a trenta metri. Oggi sull’isola sono rimasti circa un’ottantina di cercatori di spugne. Quando esaminate questi soffici emblemi di Kalymnos, sulle barche dei palombari o stipati nelle botteghe, state contemplando uno spaccato di vita di questa singolare terra.

Nell’ultimo decennio, Kalymnos ha dato una sferzata alla sua economia grazie a quella che un tempo era considerata solo una maledizione. La roccia: difficile, irta, anch’essa crudele come il mare. Ora l’isola è sotto i riflettori degli appassionati dell’arrampicata, meta frequentata da circa diecimila climber ogni anno. A ottobre, nel villaggio di Massouri, la gara internazionale e non competitiva richiama i migliori da ogni parte del mondo: al Climbing Festival di Kalymnos lo spettacolo è garantito con arrampicate tra falesie, grotte e stalattiti (le cosiddette tufa).

Oltre all’arrampicata, Kalymnos ha comunque tutto per garantire una vacanza al mare tutta da godere, fuori dalle consuete rotte. Il fascino di Kalymnos sta nella sua essenza selvatica e autentica. Per esplorarla noleggiate uno scooter, è il mezzo migliore. C’è una linea di autobus che serve l’isola, parecchio congestionata d’estate e poco adatta per chi soffre le curve: certe strade sono veri e propri serpenti, spesso strette e chiaramente ripide, alcune preferibilmente da evitare durante le ore notturne se non siete abituati a guidare le due ruote.

Kalymnos la ribelle

Al porto di Kalymnos presso l’Ufficio del Turismo troverete un magnifico conoscitore dell’isola in George Hatzismalis, che non mancherà di fornirvi le migliori soluzioni per il vostro soggiorno a Kalymnos. Se non sarà bersagliato da troppi turisti vi racconterà anche qualche storia interessante di questa tormentata isola, come quando le donne locali si scontrarono a colpi di pietre con i Carabinieri italiani. Dal periodo bizantino, passando per i Cavalieri di San Giovanni fino agli Ottomani, l’isola ha avuto il suo bel daffare. Un libro di Maria Elisa Pirattoni Koukolis racconta il periodo vissuto sotto l’occupazione italiana durata 31 anni, dal 1912 al 1943.

Cosa vedere: Pothia, Hora e i piccoli villaggi

Che non ci sia stato un piano regolatore per quanto riguarda l’edilizia è abbastanza evidente, già mentre si entra in porto e si volge un primo sguardo a Pothia, il capoluogo dell’isola. Ne deriva un caotico affastellarsi di abitazioni che si affacciano su stradine in cui è facile perdersi ma anche trovare la vita quotidiana, tra vecchi panifici, case semi-diroccate ma ingentilite da fiori, pesce ad essiccare fuori dalla porta. Vivace e dinamica, questa cittadina di mare ci stupisce con l’architettura nei pressi del porto dove, attorno a Piazza Anastassis, si concentrano alcuni edifici d’interesse, come il Municipio di Kalymnos, il Museo Nautico e la cattedrale. Lungo il molo le statue di artisti locali rammentano la potenza del mare e le radici dell’isola.

Rina, Kalymnos

Rina | Stathis Klimis

Diversi i siti archeologici tra cui le rovine del castello di Chrysoheria e i vecchi mulini sulla strada che porta alla cittadina di Hora. Una puntatina vale anche il Castello di Horas, antica fortezza bizantina di Pera-Kastro, a nord-est del paese. Merita una sosta il villaggio di Rina, piccolo nucleo affacciato sul mare nell’insenatura di Vathis. Il verde del mare si sposa con il riverbero della roccia delle attigue alture. Caratterizzato dal piccolo porticciolo con pochi caffè e taverne, racchiude la sua bellezza nella propria semplicità e nei colori delle bouganville.

Le chiese ortodosse

Come in ogni isola greca, se non avete programmato un itinerario di sole chiese, è d’obbligo fare una scelta. Oltre alla cattedrale, da non perdere a Pothia è il monastero di Agios Savvas, da dove si abbraccia tutta la valle del capoluogo. A nord di Vathys, il monastero più isolato è quello di Panagia Kyra Psili.

Capra a Kalymnos

Josh Montague

Una delle tante leggende legate a questa suggestiva costruzione narra di un pastore, in cerca di una capra scomparsa, che scoprì la grotta per caso. Entrando nella caverna, trovò un’icona della Vergine Maria e volle portarla nel suo villaggio. A metà strada però, l’immagine sacra scompariva ogni volta per riapparire nella grotta. Ogni anno, il 15 agosto, l’icona viene onorata durante una celebrazione notturna.

Le spiagge di Kalymnos

Kalymnos regala un mare favoloso, ma le spiagge non sono sempre facilmente raggiungibili. Se di base rimanete a Pothia tra le spiagge più agevoli da raggiungere ci sono quelle di Gefyra, Therma (con alcune sorgenti sulfuree) e Vlihadia, quest’ultima situata a cinque chilometri dal capoluogo, in un’insenatura a sud passando per il villaggio di Vothingi.

Telendos

AleMad

Le spiagge più frequentate dell’isola sono quelle di Massouri e Mirties. Da Myrties, spiaggia di ciottoli bianchi raggiungibile grazie a scalinate in pietra che si districano tra piccoli hotel e studios, si gode frontalmente della magnifica vista dell’isolotto di Telendos, un cono di roccia separatosi nel 553 a.C. a causa di un violento terremoto. Giornalmente ci sono parecchi collegamenti per trascorrere la giornata in spiaggia, fare snorkeling o immersioni nelle baie di Chochlakas. Caratteristiche le taverne sul mare dove farsi attirare per un pranzo o una cena a base di pesce a prezzi onesti.

La spiaggia di Massouri, subito dopo Myrties, è principalmente di sabbia vulcanica e dispone di tutti i servizi quali lettini, bar, ristoranti e attrezzature per gli sport acquatici. L’Ambiance Seaside Bar offre un dive center oltre che un panorama incantevole su Telendos da godersi all’ora dell’aperitivo, quando il sole s’inabissa alle sue spalle, o per un pasto leggero con l’ottima memizzeli, la ricca insalata tipica dell’isola. Più a sud Plati Yialos, Linaria e Kantouni, con finissima sabbia nera, sono tra le spiagge più gettonate da chi alloggia a Panormos, il villaggio attiguo.

L’asprezza del territorio a Kalymnos regala scenari spettacolari. Alcune spiagge sono raggiungibili solo in barca, ad esempio Almyres, Drasonta, Pezonta, Sikati e Petronta. Tra le calette più suggestive e isolate, a nord-ovest provate Emporeios a venti chilometri da Pothi.

Nella zona nord-orientale pace e silenzio attorno al blu li trovate a Palionisos, magnifica baia ai piedi di montagne frequentatissime dai climber. Si arriva in scooter percorrendo un tratto lungo una strada sterrata di circa tre chilometri. Solo due minuscole taverne si affacciano sul mare. L’esplorazione può spingersi fino alla splendida spiaggia di Vizotos. Vicina alla grotta di Sykati, famosa tra i climber, si raggiunge a piedi dopo una bella scarpinata: un’ora per raggiungere la grotta tramite il sentiero che inizia sulla prima grande curva a sinistra sulla strada per Palionisos, più la discesa in spiaggia. Ne vale la pena: vi innamorerete di questo spicchio di paradiso con un mare cristallino dai riflessi di smeraldo.

Vizotos Bay Kalymnos

Vizotos Bay | Stathis-Klimis

Kalymnos si ama per il mare immobile, il caos di Pothia, le calette ostiche da raggiungere e gli scenari brulli che portano verso cime da scalare. Chi cerca la Grecia bianca e blu delle cartoline non la troverà qui.

COME ARRIVARE A KALYMNOS
Dall’Italia raggiungete in aereo Kos oppure la capitale greca Atene.
Da Kos partono diversi traghetti per Kalymnos ogni giorno.
Da Atene potete prendere un volo interno per Kalymnos.

DOVE DORMIRE
Spiaggia di Masouri: Ambiance Studios
Emporios (Nord Kalymnos): Themelina Studios

Themelina Studios

Themelina Studios