Alentejo, alla scoperta Portogallo rurale

Alentejo Marvao, Alentejo | Jocelyn Erskine-Kellie

Il Portogallo va di moda. Da diversi decenni l’Algarve è una destinazione classica per le vacanze estive, soprattutto per spagnoli e inglesi. Splendide città come Lisbona e Porto, stanno facendo sempre più breccia negli itinerari degli italiani. Una zona ancora da scoprire, al di fuori dai soliti percorsi turistici, è senza dubbio la regione dell’Alentejo. Proprio come la vicina Estremadura in Spagna, questo territorio interno e di confine è una piccola oasi rurale fra paesini arroccati sulle montagne, querce da sughero e canzoni popolari.

La migliore opzione per visitare l’Alentejo è sicuramente quella di noleggiare un’auto e lasciarsi guidare dal paesaggio ondulato delle colline e dall’istinto che, di volta in volta, vi farà scegliere un paese da visitare. In questa occasione, vogliamo consigliarvi alcune delle mete più belle di questa regione che si trovano vicino al confine con la Spagna. Marvão, Monsaraz e Mértola sono i tre paesi che vi faranno scoprire la tranquillità della più grande regione portoghese.

Marvão: il nido delle aquile

A pochi chilometri dal confine con la Spagna, Marvão è uno dei paesi che svetta nel Parco Naturale della Serra de São Mamede. Come molti paesi dell’Alentejo, è una cittadina fortificata, situata in altura. Se arrivate in auto, lasciatela nel parcheggio dotto la muraglia. Dopo pochi passi vi ritroverete vicino alla porta principale che dà accesso a questa cittadina dalla forma allungata. Entrati a Marvão vi renderete conto che questo è uno dei pochi ingressi al paese, visto che gli altri lati della collina sono impervi, caratteristica che gli permette di assumere una posizione strategica sul territorio circostante.

Il reticolo di stradine con case bianche, alternato a belvedere che permettono alla vista di spaziare sul paesaggio, vi permette di entrare immediatamente nell’atmosfera calma e pigra dei paesi dell’Alentejo. Qui, oltre all’architettura bianca e semplice delle case portoghesi e all’imponente muraglia, si possono ammirare alcuni esempi di diversi stili, fra cui quello manuelino (tardo gotico portoghese). Marvão ha visto sfilare per le sue strade tantissimi popoli diversi, dai romani ai musulmani agli ebrei sefardí, fino al momento in cui non venne riconquistato dai portoghesi durante la Reconquista.

Prima di inerpicarsi per rua do Castelo, per visitare il castello, godetevi una passeggiata fra le sue pareti bianche di Marvão. Nonostante le dimensioni del paese, avrete l’opportunità di visitare diversi monumenti, come la Igreja de Santa Maria, che attualmente ospita il Museu Municipal del paese, o la Igreja de Santiago.

Castello di Marvao, Portogallo

Castello di Marvao | Stephen Colebourne

Il Castelo de Marvão è senza dubbio una delle maggiori attrazioni dell’Alentejo. Prima di arrivare alla fortezza, potete fare una sosta nel giardino dalle forme geometriche che accoglie i visitanti. Questo monumento (aperto tutti i giorni, biglietto a 1,50 €), conosciuto come il “nido delle aquile”, mostra gli strati del tempo del borgo. Questa fortezza, infatti, è stata più volte modificata nel corso dei secoli. Uno dei luoghi più interessanti è la Torre de Menagem da cui è possibile vedere tutto il territorio circostante.

DOVE MANGIARE. Per non smettere di approfittare dei belvedere che offre Marvão, merita una visita la Casa Do Povo, dove prendere sulla terrazza un caffè, una birra o un piatto tipico. Se avete un po’ più di tempo a disposizione, lasciate alle spalle il paese e scendete fino al Restaurante Sever da dove potrete ammirare dal basso le imponenti muraglie di Marvão. Questo ristorante offre sia sale interne che un grande spazio esteriore immerso nel verde e a pochi passi da alcune piscine naturali.

DOVE DORMIRE. Presso l’hotel Server Rio avrete una vista privilegiata delle mura di Marvão, ma se preferite trovarvi nel bel mezzo del paese, in una casa tipica di Marvão, scegliete una delle stanze dell’Estalagem de Marvão.

Monsaraz: dove il tempo si è fermato

Se Monsaraz si contende con Marvão il titolo di paese più bello dell’Alentejo, non è solamente perché si tratta del tipico paesino bianco e medievale, situato nella parte alta di una collina. Ciò che colpisce i visitatori sono le viste panoramiche, probabilmente più impressionanti di quelle di Marvão. Dal basso, dal lago artificiale Alqueva, si resta a bocca aperta alla vista di questa roccaforte; dall’alto, uscendo dalla porta principale di Monsaraz, sembra che il paese si affacci quasi sul mare, sul grande lago Alqueva.

A Monsaraz il tempo si è fermato, molto più che a Marvão. La parte alta del paese accoglie i turisti e la vita silenziosa e tranquilla dei pochi abitanti che non si sono trasferiti nella parte più moderna, quella bassa. Non è certamente la meta ideale per chi vuole fare tardi la notte. È più indicata per chi vuole andare a letto presto, quando il tramonto smette di creare riflessi sulla diga Alqueva, e poi si sveglia la mattina per camminare fra le strade silenziose di questo piccolo museo a cielo aperto.

Monsaraz, Alentejo

Monsaraz | Jocelyn Erskine-Kellie

Anche qui, hanno fatto la loro comparsa diverse popolazioni durante i secoli, usufruendo della posizione privilegiata della fortezza, dai romani ai visigoti agli arabi. Entrate per la porta principale, la Porta da Vila e lasciatevi guidare dalle strade principali, come rua de Santiago o rua Direita, ma non precludetevi la possibilità di cambiare percorso e di scoprire le chiome fiorite delle buganvillee che creano un contrasto deciso con il bianco dei muri. Lasciatevi guidare dai gatti che popolano il paese, dai tanti vasi fioriti e dai comignoli delle case.

Prima di scoprire il castello, fermatevi nella piazza principale per entrare in una delle chiese più importanti di Monsaraz, la Igreja Matriz de Nossa Senhora da Lagoa, architettura gotica del XIII secolo. Di fronte a questo edificio, si trova il Museu do Fresco, che ospita mostre temporali e un raro affresco del XIV secolo. Senza fretta potete quindi dirigervi verso il castello, senza dimenticare di dare un’occhiata alla Casa da Inquisição, che fu sede del temibile tribunale dell’Inquisizione.

Il Castelo de Monsaraz è sicuramente ciò che cattura la vista dei visitatori che si avvicinano al paese. Eppure, attualmente, pur essendo possibile accedervi, si può ammirare quasi esclusivamente ciò che rimane delle spesse pareti dell’edificio. Il castello è stato utilizzato ovviamente come fortezza militare ma poi è stato abbandonato al suo destino. Negli ultimi anni, invece, è il punto nevralgico delle festività del paese, prima fra tutti quella di Nosso Senhor Jesus dos Passos.

DOVE MANGIARE. Nonostante la presenza di turisti e quindi di strutture dedicate alla gastronomia, probabilmente i ristoranti che si trovano nel centro storico di Monsaraz non rendono giustizia alla cucina (né ai prezzi) portoghesi. Per questo, se volete assaporare i piatti della regione, è preferibile recarsi nella parte nuova del paese e fermarsi a Sabores de Monsaraz. Qui potrete trovare prodotti tipici come il queijo alentejano, formaggio tipico della zona, l’immancabile baccalà portoghese e altre specialità del posto. Non dimenticate, inoltre, che nel centro storico di Monsaraz potete visitare Casa Tial, un negozio/caffetteria, dove bere un caffè (ricordate che in Portogallo il caffè espresso è molto simile a quello italiano) e assaporare i deliziosi dolci portoghesi come il pastel de nata.

DOVE DORMIRE. La scelta a Monsaraz, nonostante le piccole dimensioni della cittadina, è piuttosto ampia. Scegliete una struttura che vi permetta di godere del panorama della vallata, come Casa Dona Antonia, con vista sia dalle finestra delle stanze, che dal terrazzino che si eleva dal cortile della casa.



Visita di Mértola, con sosta gastronomica a Mourão

Scendendo verso sud da Monsaraz, prima di arrivare alla cittadina di Mértola, passate per Mourão. Questa piccola cittadina rurale, oltre a meritare una visita di un paio d’ore, è speciale per uno dei suoi ristoranti, Adega Velha. Non si tratta di un locale con stelle Michelin né di alta cucina, ma è uno dei ristoranti in cui assaporare la tipica gastronomia alentejana. Adega Velha è piena di anticaglie, soprattutto radio antiche, di tavoli di legno e di piatti di ceramica dove assaporare il tradizionale cozido de grão, uno stufato a base di ceci e di carne di maiale. Questo ristorante, inoltre, non è conosciuto solo per le sue specialità. Qui spesso, infatti, si riuniscono, come da tradizione, diversi uomini del paese per intonare i cantos alentejanos, canti a cappella che si intonano in compagnia, magari con un bicchiere di vino.

Dopo aver abbandonato a malincuore ma sazi questo ristorante di Mourão, è arrivato il momento di raggiungere l’ultima tappa dell’itinerario, Mértola. Qui, ritorniamo a incontrare il fiume Guadiana, che ci ha accompagnato per parte dell’itinerario lungo il confine portoghese. Questo corso d’acqua percorre la parte bassa della città, creando il Parque Natural do Vale do Guadiana. Al di sopra, si staglia un’alta collina che ospita la cittadina di Mértola, anch’essa con un imponente castello alla sommità.

Alentejo: Mertola

Mertola | Bert Kaufmann

Città dall’importanza strategica e commerciale, Mértola per diversi secoli conobbe un’epoca di splendore, grazie anche al passaggio del fiume Guadiana, importante via di comunicazione. Senza dubbio, uno dei periodi più importanti per questa cittadina fu l’epoca musulmana in cui acquisì il nome di “Marthlha”. Tuttavia, già in epoche precedenti era stata abitata da fenici, cartaginesi e romani che la ribattezzarono con il nome di “Myrtilis Iulia”.

Nelle lunghe strade che seguono il corso del fiume, gli edifici bianchi con le tegole rossicce del centro storico, che si stringono fra le possenti mura, riportano ancora una volta all’estetica dell’Alentejo ma anche a epoche passate. Nella parte più esterna del paese si può ammirare la vallata in cui scorre il fiume salendo la scalinata della Torre do Relógio del XVI secolo.

In uno degli estremi del paese, nella parte più alta, si trova il castello di Mértola. Pur essendo nato come fortezza musulmana, l’edificio fu più volte ricostruito. Il castello comprende molti punti di interesse come la Torre de Menagem che ospita mostre durante tutto l’anno e da cui si può ammirare la vista panoramica sul paese e la valle.

Non dimenticate, vicino al castello, di visitare anche la Alcáçova, scavi archeologici che conservano i resti dell’antica zona musulmana. Da pochi anni, inoltre, qui si trova una piccola ricostruzione di una casa islamica del XII secolo. Il passato musulmano di Mértola rivive nel famoso Festival Islâmico de Mértola, con musica, vestiti, odori e sapori dell’epoca che rivivono nel centro storico del paese.

Ritornando indietro, verso la zona vecchia, si può visitare la Igreja de Nossa Senhora da Assunção, un monumento imprescindibile poiché si tratta di una delle poche moschee portoghesi, poi trasformata in chiesa, che è riuscita a resistere alla reconquista. Un altro edificio curioso di Mértola, infine, è la Basílica Paleocristã, un nucleo archeologico in cui sono presenti i resti di un’antica basilica utilizzata fra il V e il VIII secolo.

DOVE MANGIARE. In tutto il centro storico, ma anche nella zona più moderna, Mértola offre bar o ristoranti in cui fermarsi a mangiare alcune delle specialità alentejane. Fra questi troviamo il Restaurante O Repuxo in cui assaporare carne grigliata o la tradizionale lampreda.

DOVE DORMIRE. Per non smettere di ammirare il castello di Mértola di sera, una delle opzioni migliori è quella di pernottare presso Casa da Tia Amalia, dall’altra parte del fiume Guadiana. In paese, invece, potete scegliere le stanze con vista sul fiume o sul castello di Alojamentos Oasis.

Casa di Tia Amalia

Casa di Tia Amalia

COME ARRIVARE IN ALENTEJO. Atterrate all’aeroporto di Lisbona (trova voli low cost per Lisbona) e raggiungete la regione dell’Alentejo con una macchina a noleggio (confronta le tariffe di noleggio auto all’aerorporto di Lisbona).