L’arrivo a Shanghai e il Bund

visitare Shanghai

La moderna Shanghai inizia a prendere corpo nel 1842 quando gli inglesi, sconfiggendo i padroni di casa nella guerra dell’oppio, imposero l’apertura del porto. Ottennero con gli Stati Uniti la prima concessione internazionale, allargata qualche anno più tardi alla Francia, potendo così usufruire di importanti e favorevoli clausole di extra territorialità durate fino al termine della seconda guerra mondiale.

La presenza di circa cinquantamila stranieri di 40 nazionalità diverse diede grande impulso allo sviluppo della città; già nel 1862 nacque l’illuminazione pubblica a gas, vent’anni dopo la distribuzione dell’energia elettrica e dell’acqua corrente; a inizio ‘900 presero vita le prime linee tramviarie. Fino al 1927 fu attiva una sorta di corte di giustizia formata da un giudice cinese affiancato da consiglieri stranieri, corte che giudicava sia i reati fra cinesi e stranieri, sia quelli fra cinesi. Shanghai aveva già imboccato la strada per essere la più moderna e cosmopolita fra le città della Cina. Qui fu fondato nel 1921 il Partito Comunista Cinese, ma ancora qui, più recentemente, è nato un capitalismo da manuale. Contrappassi della storia.

A Shanghai si percepisce lo sviluppo pulsante della Cina, l’innovazione perpetua, la voglia di stupire il mondo, la necessità della crescita continua della megalopoli da oltre 20 milioni di persone con quattromila grattacieli. Shanghai è afflitta dalla vertigine della corsa a qualsiasi genere di primato con una economia consolidata ed estremamente dinamica. Convivono fiumi di denaro con sacche di povertà, grattacieli avveniristici con casupole fatiscenti, punk dai capelli verdi con impeccabili uomini d’affari british style. Una realtà spesso contraddittoria che non toglie alla città l’unanime riconoscimento di capitale mondiale del terzo millennio.

visitare Shanghai - Pudong

Shan Ghai, che significa “città verso il mare”, vive nel mito della frenesia e della velocità. Arrivando all’aeroporto di Pudong International (codice PVG) proviamo la prima spettacolare esperienza con il Maglev (Magnetic Levitation) treno a lievitazione magnetica – non tocca le rotaie! – che raggiungendo punte di oltre 450 km/h copre la trentina di chilometri per raggiungere le linee 2 e 7 della metropolitana a Long Yang Rd. in sette minuti. Da qui, attraversando tutta la città, la linea 2 raggiunge l’altro aeroporto, Hongqiao International (codice SHA), riservato ai voli interni e alcuni internazionali, e la avveniristica Shanghai Hongqiao Railway Station, dove partono i treni ad alta velocità per Pechino (1318 chilometri in 4h45!), Nanchino, Hangzhou, Suzhou.

Le undici linee della metropolitana sono invase quotidianamente da milioni di persone che come formichine impazzite corrono, s’incrociano, si scansano, si scontrano sorridendo, ma sempre tutte occupatissime al telefono cellulare. Un’insanabile malattia nazionale che si è impadronita in maniera preoccupante di tutti i cinesi. Quale alternativa alla metropolitana? Naturalmente i 50.000 taxi, a tariffe molto convenienti (circa 2€ per i primi tre km). I taxisti cinesi parlano solo la propria lingua e non leggono i caratteri occidentali (indispensabile avere sempre scritti in grafia locale gli indirizzi di interesse, soprattutto quello dell’albergo). E ancora gli autobus che a un costo irrisorio e fisso per qualsiasi distanza, servono tutta la megalopoli in modo capillare e con ottima frequenza. Le indicazioni sono espresse solo in cinese e non è così scontato andare nella direzione giusta e scendere alla fermata desiderata.

shangai - the bund

Girare Shanghai alla vecchia maniera, ovvero in bicicletta, è come stipulare un contratto per un sicuro incidente, un’esperenza consigliata solo ai temerari; sono passati i tempi in cui le bici erano milioni e le auto poche decine, adesso è esattamente il contrario.

Così optiamo per una passeggiata a piedi che è sempre il modo migliore per visitare le città. Ma non in Cina. Il pedone è ultimo nella scala gerarchica della forza e della prepotenza del traffico che vede nell’ordine: auto camion bus, moto motorini scooter, biciclette, pedoni. Il bipede umano non ha alcun diritto né sulle strisce – considerate elemento decorativo – né con il semaforo verde – un colore come un altro – né tantomeno sul marciapiede dove imperversano silenziosissimi e terrificanti motorini e scooter elettrici. Il pedone deve dare, sempre e solo, la precedenza a chiunque e il peggior nemico del pedone è un altro pedone che sbraitando e gesticolando come ossesso nel suo cellulare non si preoccupa di travolgere chiunque sia sul suo cammino.

Il Bund è uno tra i luoghi più rappresentativi del cambiamento. E’ il percorso pedonale di un miglio circa lungo il fiume Huangpu. Il posto per vivere Shanghai, passeggiare tranquillamente, respirare storia, opulenza, eleganza, futuro, curiosità, sempre accompagnati dalla spettacolare vista dei grattacieli di Pudong sulla sponda opposta. Il nome Bund è la mescolanza di due parole angloindiane, per indicare una riva fangosa. A questa riva approdavano barche e velieri di ogni dimensione e provenienza che davano impulso a commerci e traffici non sempre leciti.

Oggi è un’area ad altissima densità di marchi famosi, griffe mondiali, il centro nevralgico dello shopping e del lusso. La storia è raccontata dai bellissimi edifici di inizio ‘900 che rappresentano tutti gli stili, dal gotico al barocco al neoclassico. L’Esposizione Universale del 2010 ha fortunatamente contribuito al salvataggio di questi palazzi dalla furia distruttrice e speculativa che imperversa in tutta la Cina. Nell’area del Bund è proibita la costruzione di grattacieli e 14 palazzi sono stati dichiarati “edificio storico”.

Domina il Palazzo della Dogana sormontato dalla torre dell’orologio che suona ogni quindici minuti. Moltissime le sedi di banche, società commerciali, uffici governativi come Bank of China del 1923, al n.27 gli uffici del Commercio Estero, poco oltre la ex Banca Francese d’Indocina del 1914 in stile rinascimentale italiano, il Shanghai Peace Hotel ancora carico di atmosfera anni ’30, grazie anche alla banda che suona al Jazz Bar.

La passeggiata sul Bund è particolarmente suggestiva dal tramonto in poi quando una sapiente illuminazione mette in risalto l’architettura degli storici edifici e di fronte, a Pudong, esplodono colori, luci esagerate, gigantesche pubblicità luminose, un insieme da far impallidire Manhattan. Alle 22 l’intensità delle luci si attenua ma lo spettacolo rimane superlativo. Una fantasmagorica vista di Pudong by night si può ammirare dal terrazzo del bar dell’elegantissimo Peninsula Hotel o cenando al ristorante spagnolo El Willy, dalla calda e informale atmosfera, oppure dal gioioso e giovanile Char Bar dell’Hotel Indigo Shanghai.

Bund, Shanghai

Bund, Shanghai | Matt@PEK

Dove dormire. Astor House è un hotel tre stelle storico in posizione strategica; Koala Garden House è un ostello colorato in posizione caratteristica; The Puli Hotel And Spa è una scelta di eleganza e comfort.

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