San Pedro de Atacama, tra deserto sale e montagne

San Pedro de Atacama © Davide Fracasso
Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

Arrivato dopo un lungo viaggio il primo obiettivo è trovare un posto dove dormire anche se è notte fonda. Problema risolto con grande semplicità, vista la presenza di molteplici case ospitanti che fungono da ostello e anche di qualche hotel per i più esigenti e facoltosi.

Tra gli altri, segnalo il Backpackers San Pedro – dove ho dormito – un luogo silenzioso accogliente ed economico. Stanza privata sui 10 euro, grande spazio fuori con amache per la siesta e un simpatico lama (nella foto a destra), un po’ la mascotte del luogo.

San Pedro è un paesino di 2500 abitanti che vive di turismo: in mezzo al deserto, uno dei più aridi del mondo, arrivano da ogni parte stranieri curiosi di esplorarne le viuzze, di vedere le montagne di sale e il vulcano Lascar, di infilare a sproposito le manine nei geyser piuttosto che noleggiare la bici per un giro in mezzo al deserto. Qualcuno arriva qui semplicemente per aver letto Le rose di Atacama di Luis Sepulveda.

Ci sono tante cose da fare, utilizzando San Pedro come base per poi la sera – la notte – divertirsi sorseggiando pisco tra i baretti del posto, che nonostante la tranquillità del paesino restano aperti fino a tardi. Sono belle e stellatissime, qui, le notti bagnate dal pisco.

vulcanoIl pisco è un’acquavite di vino contesa tra Perù e Cile – considerato generalmente di origine peruviana, ma qui non sono di quest’idea – ed è molto diffuso in questa zona: Copiapò e La Serena sono i centri in cui viene maggiormente prodotto. Il pisco ha un gusto che ricorda leggermente il brandy ed è consumato da queste parti in quantità fuori da ogni possibile pensamiento ragionevole. La sfida, dopo una serata di Pisco sotto le stelle, è ricordarsi la mattina che cosa si è fatto la precedente notte.

Ad Atacama ci si può fermare anche per una settimana volendo, e tanti lo fanno, personalmente consiglio almeno tre giorni: d’obbligo una giornata tra le pianure saline, i geyser e i vulcani infiniti con tramonto sul deserto, e molto consigliato anche prendere la bici e passare con le dovute precauzioni una giornata in pochi e per pochi nelle lande desertiche. Il deserto come dicevo è tra i più aridi al mondo, e ha lo stupefacente record di avere alcune zone in cui non si è mai registrata alcuna precipitazione. Mai. Pazzesco, se ci pensate.

Prendetevela con calma, fate le lunghe sieste pomeridiane come gli abitanti, godetevi la pace e la tranquillità delle infinite distese di sabbia. Dopo tre giorni, con un po’ di dispiacere -vista anche la fatica e il lungo viaggio per arrivarci- riparto: continuerò verso nord, fino ad arrivare in Perù.

deserto

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