Perito Moreno, il volto più noto della Patagonia

perito moreno e yo © Davide Fracasso
Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

Dopo una serata di festa cibo e deliziosi vini cileni a Puerto Natales si riparte, destinazione sempre Patagonia ma si torna in Argentina. Dal paesino cileno infatti sono due le maggiori possibilità di scelta: prendere il traghetto di cui vi ho parlato che vi fa risalire verso nord in Cile – di grande impatto ma come abbiamo visto costa oltre mille euro per qualche giorno – oppure fare ritorno in Argentina e risalire via terra.

La mia opzione per motivi non solo economici è la seconda, e il perché è subito svelato: il bus porta un gruppo di spensierati ragazzi da ogni parte del globo e il sottoscritto a El Calafate, paese divenuta tappa obbligata per chi passa in Patagonia. Il motivo? Perito Moreno.

Il ghiacciaio che tutti vorrebbero vedere almeno una volta nella vita, la formazione di ghiaccio all’interno del Parque Nacional Los Glaciares, 30 kilometri di lunghezza per uno dei 48 componenti dello Hielo Patagonico del sur, terza riserva al mondo d’acqua dolce.

perito moreno

© Davide Fracasso

Il motivo di questa assoluta fama mondiale non è dovuto solo allo spettacolo incredibile che regala il ghiacciaio, un paesaggio pazzesco, ma anche alla sua “unicità di moto”: infatti il Perito Moreno è in continuo movimento, si staccano senza sosta lastroni di ghiaccio che con grande rumore e sbigottimento degli osservatori crollano in acqua. Tutto questo fa presagire a una lenta agonia del ghiacciaio e invece no, nonostante questi stacchi il Perito Moreno non arretra. Un fenomeno unico al mondo. Dai libri che lo descrivono leggiamo:

Il fronte del Perito Moreno avanza ad una velocità di circa 700 metri all’anno, sebbene perda massa ad un ritmo praticamente analogo, il che significa che, se si escludono piccole variazioni, il fronte non è avanzato né indietreggiato negli ultimi 90 anni. Il ghiacciaio ha una profondità massima di circa 700 metri. La prima rottura documentata del ghiacciaio risale al 1917, e in quell’occasione trascinò in acqua un’antica foresta di alberi arrayán.

Foto del Perito Moreno

© Davide Fracasso

Come potete osservare dalle foto è uno spettacolo mozzafiato. La fama naturalmente porta tanto turismo, la speranza per chi ci va è di non trovare giornate di folla, che rovinerebbero decisamente l’emozione. El Calafate praticamente vive sul turismo del Perito Moreno: si trova a 78 km dal Parco del Glaciar ed è dedicato esclusivamente a ostelli, alberghetti e luoghi di ristorazione.

Il suo motivo d’essere è il ghiacciaio, difatti dopo aver visto quanto più volte possibile il Perito Moreno non ha più senso rimanere, anche perché gli ostelli sono a buon prezzo ma non i più economici in terra di Argentina. L’Hospedaje Lautaro è un buon posto dove stare e se trovate letti liberi e vi ‘accontentate’ del dormitorio non dovreste spendere più di 15 euro a notte.

Il Perito Moreno per me è l’ultima tappa in Patagonia, settimane dure, incredibili, meravigliose. Riparto verso la costa e verso nord, un lungo viaggio fino a El Bolson, provincia del Rio Negro, sempre in terra Argentina.

Il viaggio di Davide in Sudamerica continua a El Bolson, Rio Negro »