Cosa e dove mangiare all’Isola d’Elba

Isola d'Elba Isola d'Elba | Foto Ileana Ongar

La terza isola più grande d’Italia, appartenente all’Arcipelago Toscano, offre scenari mozzafiato e una natura quasi incontaminata. È l’Elba, un territorio dal profilo vario, con montagne che superano i mille metri, borghi dalle suggestive case colorate e splendide insenature naturali. Qui si può decidere di vivere una vacanza in completo relax, magari fuori stagione, o dedicarsi alle molte attività che si organizzano su quest’isola, dal trekking alle scalate, passando per le meravigliose immersioni subacquee. Ma noi ci concentreremo sui sapori dell’isola, consigliandovi le migliori tavole dove andare a mangiare.

La cucina dell’Elba e i prodotti tipici

La cucina elbana – quasi interamente fatta di pietanze di pesce – nasce e si sviluppa su ingredienti e preparazioni semplici, ma ricche di sapore. La gastronomia dell’isola è il risultato degli apporti delle migrazioni e dei ritorni dei suoi abitanti, delle occupazioni da parte di popoli diversi e dello stile di vita locale, tipico di coloro che devono far fronte a una natura affascinante ma non sempre gentile con gli esseri umani.

Malgrado sia un territorio poco esteso, sono molti i prodotti di alta qualità di quest’isola: allevamento e coltivazione della (poca) terra sono state infatti fino all’inizio dell’era industriale le attività principali dell’economia elbana. Fra le specialità più rinomate di quest’isola toscana c’è sicuramente il miele, prodotto con diverse aromatizzazioni: da quelle classiche – millefiori, castagno, eucalipto – a quelle più rare come il miele di corbezzolo, di erica, di rosmarino e di cardo. Il territorio selvaggio dell’Elba ha fatto si che la cucina locale stringesse inoltre un legame indissolubile con le piante che spontaneamente vi crescono: tutti gli elbani usano nelle loro preparazioni erbe come il rosmarino, il lentisco, l’aglio selvatico, la nepitella, il ginepro, l’alloro, ma anche i capperi e le more, per i dolci.

Storicamente è la capra l’animale principale degli allevamenti elbani, per questo qui si producono ottimi formaggi di capra e anche squisite ricotte (anche di vacca). Naturalmente nelle zone boschive, ricche di alberi di leccio, crescono molti funghi ricercati in cucina, in particolare ovoli e porcini.

Le ricette della gastronomia elbana

Partiamo dalle zuppe, immancabili nella tradizione toscana. In qualunque ristorante dell’Elba troverete il cacciucco, ma la zuppa più tipica è sicuramente quella a base di sambelle cotte, l’aglio selvatico, a cui si aggiungono anche fave e uova. Il gurguglione è un’altra preparazione tradizionale, importata qui dagli spagnoli, fatta con peperoni gialli e rossi, cipolla, melanzane, zucchine, pomodori, basilico e prezzemolo freschi. Ancora lo zampino degli spagnoli per la sburrita, una zuppa di baccalà, con peperoncino, aglio e nipitella, tipica dei pranzi dei minatori (ricordiamo i giacimenti di ferro che resero famosa l’Elba uno dei principali centri estrattivi nell’area mediterranea).

Dello stesso capitolo è la zuppa di favolli, una specie di granchio conosciuto anche con il nome di granchio fellone e la minestra di pesci di scoglio e bietole selvatiche. Ma qui si mangiano anche risotto al nero di seppia, spaghetti con cozze o sarde, linguine con il polpo e gli spaghetti con la margherita, ovvero la granseola (aragosta).

Insieme allo stoccafisso, è proprio il polpo il re dei secondi piatti elbani: si fa in tutti i modi, dalla brace al forno, in guazzetto, in padella, stufato o semplicemente lessato. Poi totani ripieni, lo stoccafisso alla riese (cotto a lungo in una casseruola di coccio insieme a cipolle, peperoni, pomodoro, e aggiunta di olive, pinoli e formaggio grattugiato alla fine), il baccalà con i ceci, la palamita in umido e gli zerri fritti, pesci tipici del mediterraneo, diffusi anche sulle tavole sarde.

Qui si bevono tanti vini toscani, ma il più caratteristico di queste zone è l’aleatico passito, vino rosso rubino con sfumature violacee dal gusto intenso e corposo, prodotto dall’appassimento delle uve al sole affinato in barrique. Riconosciuto DOCG nel 2011, pare siano stati i romani ad importare questo vitigno di origine greca all’Elba.

Il capitolo dolci, forse quello più caratteristico della cucina locale. Dalla sportella, sorta di pane lievitato aromatizzato all’anice, alla caccilebbora, anch’esso pane anisato con un uovo in mezzo, dalle origini antichissime, passando per la schiacciunta, dolce biscottato che solitamente si prepara nei mesi più freddi, tipico di Poggio e Marciana, i paesi più montani dell’Elba. E poi l’imbollita di fichi, un dolce fatto con fichi, semi di finocchio e miele e il corollo, una ciambella semplicissima, gustosa e delicata allo stesso tempo.

Infine, la schiaccia briaca, il dolce più celebre oltre i confini elbani: un vero e proprio simbolo dell’incontro fra i pirati saraceni, che nel periodo compreso il XIII e il XVI secolo sbarcavano spesso su queste coste, e gli abitantidell’isola. È una torta schiacciata dal sapore deciso ripiena di una farcia fatta con pinoli, uva passa, mandorle, noci e miele: il suo colore rosso tendente al viola è data dall’aromatizzazione fatta con l’Alchermes e l’Aleatico, da cui il nome, che vuol dire appunto schiacciata ubriaca.

Dove mangiare: tre indirizzi

Bitta 20. C’è Manuel Lazzarini ai fornelli, un nome che all’Elba non ha bisogno di presentazioni. Bitta 20 si trova a Portoferraio, in una posizione da cui godere il via vai del porticciolo. In menu il pescato del giorno, trattato con tecnica e creatività, ma anche qualche portata di carne eseguita alla perfezione. La materia prima utilizzata con grande sapienza, gli ingredienti di terra sono di prima qualità, la cura delle forme impeccabile. Piatti di punta: crudi di mare, totano ripieno con pappa al pomodoro, scampi croccanti con maionese al nero di seppia. La carta dei vini è ben costruita, con referenze locali e un ottima selezione di bollicine, anche alla mescita. Servizio preciso e cordiale.

Bitta 20 – Portoferraio
Calata Mazzini, 20 – tel. 0565930270
www.facebook.com/bitta20

chiusura: lunedì a pranzo
prezzi medi: 50 euro bevande escluse

elba, bitta

Bitta, Isola d’Elba

Tamata Ristorante. Un locale a Porto Azzurro, dove il cliente viene riempito di attenzioni dall’inizio alla fine del pasto. In sala c’è Barbara Di Prospero, mentre la cucina è affidata a Fabio Molinari: grandi materie prime, spesso biologiche e locali, lavorate con tecnica impeccabile e senso della creatività. Il menù si divide fra specialità di terra e di mare, fra cui la chianina nel bosco e le ostriche affumicate con perle di whiskey. Da provare i tagliolini allo scoglio su crema di fitopalcton e granita di riccio. Ottimi i dolci della casa, seguono la linea creativa del menù. La cantina è molto ricca, con referenze locali e nazionali, ma anche internazionali e bollicine. Da non perdere la carta di liquori, amari, distillati, tè e infusi di alta qualità.

Tamata – Porto Azzurro
Via C. Battisti, 3 – tel.0565 940048
www.tamataristorante.it

chiusura: aperto tutti i giorni solo la sera
prezzi medi: 50 euro bevande escluse

Tamata Ristorante, Isola d'Elba

Tamata Ristorante, Isola d’Elba

Osteria del Noce. Un locale incastonato tra i vicoli di di Marciana, con una vista mozzafiato sul mare e l’accoglienza informale tipica delle osterie. Le origini liguri della cuoca si fondono perfettamente con la gastronomia locale, rendendo la cucina della chef Rita unica nel suo genere. Soffermatevi sugli antipasti, ricchi e abbondanti, tra cui spiccano le acciughe al limone, l’insalata di polpo con patate e fagioli, il misto mare del noce. Per gli amanti delle minestre consigliamo la zuppa di fagioli e cozze, mentre fra i primi gli spaghetti alla brezza di mare e quelli al pesto campagnolo. Si prosegue con il capponcello al finocchio selvatico e il nasello con scalogne ed erba cipollina, ma anche qualche portata di carne come le scaloppine alle erbe. Dolci e pane della casa, da provare assolutamente. In cantina etichette elbane e qualche chicca nazionale.

Osteria del Noce – Marciana Alta
Via della Madonna, 14 – tel Tel 0565.901284
www.osteriadelnoce.it

chiusura: sempre aperto
prezzi medi: 40 euro bevande escluse

Osteria del Noce, Isola d'Elba

Osteria del Noce, Isola d’Elba

Dove dormire: appartamenti e case vacanza all’Isola d’Elba.
Come arrivare : in traghetto da Piombino.