Montevideo, Uruguay: il Sudamerica in miniatura

Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide in Sudamerica. Leggi l’itinerario completo qui »

Ci eravamo lasciati a Buenos Aires e i suoi vortici. Bene, se volete passare dalla grandezza smisurata della capitale porteña a una dimensione più europea, non impiegherete molto a capire che l’Uruguay, la cosiddetta Svizzera del Sudamerica, non è così lontano.

Da Buenos Aires partono ogni giorno i traghetti per Colonia e Montevideo (qui trovate la compagnia che organizza la tratta), poche ore per attraversare il Rio de La Plata che divide i due paesi. Una traversata notturna, se siete fortunati una stellata meravigliosa che si specchia nel poderoso fiume.

Il traghetto sbarca a Colonia, da lì potete scegliere se fermarvi nel piccolo paesino o tirare dritto con un bus fino a Montevideo, in altre due ore di strada. La cittadina di Colonia del Sacramento, dal 1995 patrimonio dell’umanità per l’UNESCO, mantiene nel suo centro i tratti tipici del paese coloniale, passata dalla Spagna al Portogallo al Brasile. E’ un luogo molto carino e tranquillo per trascorrere qualche giorno se avete tempo a disposizione.

Montevideo, Uruguay

Da lì in poche ore siamo a Montevideo, capitale dello stato uruguagio, che non presenta i tratti deliranti della gran parte delle città sudamericane e a impatto si capisce perché lo stato venga un po’ visto come la Svizzera del continente sudamericano. Città grande ma non grandissima, capitale più a sud di tutta l’America Latina, ha un milione e mezzo di abitanti, circa la metà di tutto lo stato.

Capitale e porto più importante dell’Uruguay, Montevideo trasmette da subito tranquillità, con la sua architettura aperta e i suoi abitanti very friendly. Vedrete i montevideanos passeggiare per le vie assolate della città con in mano il loro mate, una delle immagini più nitide che restano della vita uruguagia.

Il mate è un infuso preparato con erbe sudamericane, che si degusta caldo nel mate (dal nome dell’erba, recipiente in zucca disegnato apposta per bere l’infuso) con la bombilla, una specie di cannuccia di metallo che da un lato ha l’imboccatura e dal lato opposto un filtro per impedire alle foglie di erba di entrare nella cannuccia stessa. Uruguay, Paraguay e Argentina (ma anche a sud in Brasile) sono i paesi in cui il mate è une vero e proprio compagno quotidiano, bevuto a tutte le ore. Le proprietà dell’erba sono leggermente eccitanti e molto salubri per l’organismo. Non c’è Sudamerica senza un buon mate, salito alla ribalta di narrazioni storiche per l’uso che ne faceva Ernesto Guevara de La Serna da buon argentino.

UruguayDunque, mentre vi concedete un mate fate un giro tra le vie principali, lasciatevi incuriosire dalle miriadi di ristorantini prima di un pomeriggio quieto e assolato in una della spiagge della città.

Per quanto riguarda il dormire a venti euro trovate diversi ostelli o bed&breakfast molto puliti e accoglienti, se cercate qualcosa un pochino più economico potete puntare verso Calle Plaza Indipendenzia 713 dove troverete il Che Lagarto, un buon ostello, posizionato molto bene, dove divertirsi e fare nuove conoscenze.

Due/tre giorni a Montevideo sono un buon modo di conoscere la città e gli uruguagi, dopodiché avete due possibilità: tirare dritto verso Punta del Este, luogo cult parecchio inflazionato ma molto godibile per i surfisti di ogni angolo del globo, oppure fare ritorno in poche ore a Buenos Aires e ripartire per i lidi più estremi delle terre argentine. La nostra scelta ricade sulla seconda possibilità, la prima tappa si chiama Rosario.

Il viaggio continua… A Rosario