Monte Rosa Randò: un trekking per esteti e gourmand

trekking Monte Rosa Randò - Val di Ayas © Annalisa Porporato

La bellezza delle montagne della Valle d’Aosta è nota a tutti. Camminarci attraverso, giorno dopo giorno, con lentezza e senza eccessiva fatica è un’esperienza impagabile. Tutti, come noi, possono realizzarla percorrendo il trekking del Monte Rosa Randò tra ombrosi boschi e panoramici pascoli, seguendo lo scorrere di piccoli Ru ed impetuosi torrenti, ammirando austeri castelli medievali e tipiche case walser, sempre al cospetto del meraviglioso ed imponente Massiccio del Monte Rosa.

Il Monte Rosa Randò si svolge interamente in Val d’Ayas, è un trekking “estetico” ad anello dove lo sviluppo è per lo più orizzontale, limando la parte verticale del dislivello, rendendolo adatto anche a chi non ha grande familiarità con i percorsi a piedi di più giorni ed è possibile interromperlo in ogni momento, tornando al paese di partenza con i mezzi pubblici. Si parte dalla borgata di Challand-Saint-Victor per percorrere tutto il versante orografico destro fino a raggiungerne il fondo, ai Piani di Verra; quindi si ritorna indietro seguendo il corso del torrente Evançon, quasi sempre al cospetto del Massiccio del Monte Rosa.

Alla fine di ogni giornata di cammino le fatiche del giorno saranno ricompensate dall’accoglienza negli hotel che offrono a chi soggiorna vini DOC valdostani, birre artigianali e prodotti della terra per squisiti e genuini piatti tipici a kmØ. Volendo, è possibile usufruire di un servizio di trasporto bagagli così che la camminata si possa svolgere in leggerezza, e ogni sera si pernotta in tipiche borgate di fondo valle, così da poter scegliere tra hotel a quattro stelle o semplici pensioni, tra polente conce fumanti e manicaretti di raffinati ristoranti gourmet.

Val d'Ayas

Val d’Ayas © Franco Voglino

I giorni necessari per percorrere il trekking vanno da sei a otto, a seconda della propria attitudine al cammino: se si fanno tappe più lente c’è più tempo da dedicare alle visite e si assaporano meglio panorama e gastronomia.

IL primo giorno abbiamo percorso il tratto da Challand-Saint-Victor a Challand-Saint-Anselme passando per i resti del Castello di Villa, alla scoperta delle installazioni artistiche di ChalLandArt e risalendo il corso del Ru d’Arlaz, canale irriguo scavato nel XIII secolo e tuttora utilizzato, con l’impressionante cascata omonima (+750 metri; 350 metri; 12 km; 5 ore); alla sera, a Challand-Saint-Anselme, è possibile assaporare un gelato assai particolare, il Gelato KmØ che utilizza esclusivamente latte d’alpeggio e propone gusti insoliti come la polenta con brossa o il fior di latte al genepy.
Un consiglio per dormire: La Torretta.

Castello di Villa

Cascata di Isollaz, Castello di Villa © Annalisa Porporato

Il secondo giorno proseguiamo da Challand-Saint-Anselme a Brusson, con l’estensione alle Miniere d’oro abbandonate di Bechaz (+700 metri; -500 metri; 11 km; 5 ore). A Brusson, oltre ad un rilassante lago con passeggiata attrezzata, si trova la sede della Fromagerie Haut Val d’Ayas, con prodotti caseari DOC ma anche miele, salumi, biscotti e molto altro, tutti strettamente legati al territorio.
Un consiglio per dormire: Hotel Laghetto.

Il terzo giorno si va da Brusson a Antagnod passando per la fontana Napoleonica e poi seguendo il Ru Courtod, percorrendo ben quattordici gallerie e ammirando il panorama del Monte Rosa (+680 metri; -250 metri; 13 km; 5 ore); ad Antagnod, ospitato in una casa tradizionale, si trova la Boutique di Artisanà, prodotti in legno certificati della tradizione valdostana, rivisitati in chiave moderna.
Un consiglio per dormire: Santa San.

Il quarto giorno seguiamo sempre il Ru Courtod, camminando da Antagnod a Saint-Jacques-des-Allemandes, passando per il Santuario di Barmasc che sorge su una sorgente (+400 metri; -350 metri; 11 km; 4 ore); alla tappa finale si può andare alla scoperta della pietra ollare, di cui sono stati ritrovati reperti di epoca romana.
Un consiglio per dormire: Hotel Genzianella.

Il quinto giorno è una digressione: da Saint-Jacques-des-Allemandes saliamo ai Piani di Verra, al cospetto del Monte Rosa, per poi scendere tra meravigliosi panorami a Champoluc lungo il corso del torrente Evançon e ammirare le sculture di Plan de Villy (+600 metri; -700 metri; 12 km; 5 ore).
Un consiglio per dormire: Hotel Castor.

Piani di Verra

Lago Blu, Piani di Verra © Franco Voglino

Il sesto giorno da Champoluc raggiungiamo Brusson, passando per il panoramico borgo di Salomon dove si può ripercorrere con lo sguardo buona parte del cammino fatto (+350 metri; -600 metri; 13 km; 4 ore).
Un consiglio per dormire: Ski Hotel Italia.

Il settimo giorno andiamo da Brusson a Arcesaz passando per le miniere d’oro di Chamousira (visitabili su prenotazione) ed i resti del suggestivo Castello di Graines (+400 metri; -600 metri; 7 km; 3 ore). Questa tappa può essere percorsa già il sesto giorno o accorpata alla successiva, ma tenerla isolata permette di apprezzarla meglio.
Un consiglio per dormire: Hotel Croce Bianca.

L’ultimo giorno chiudiamo il cerchio andando da Arcesaz a Challand-Saint-Victor, toccando gli affascinanti ponti romani (+100 metri; -600 metri; 10 km; 3 ore), per degustare, al termine, i deliziosi vini prodotti dall’azienda agricola Minuzzo in frazione Sizan. Una delizia che chiude un trekking perfetto. Degustando un buon bicchiere di vino sulla terrazza della Maison d’Hotes lo sguardo scorrerà verso l’orizzonte, laggiù dove la cima del Rosa fa capolino, ricordando i giorni trascorsi in cammino.
Un consiglio per dormire: Maison d’hôtes Victoret.