Isole Egadi: quale scegliere?

Isole Egadi Isole Egadi: Levanzo | Robyn Hooz (CC BY-SA 2.0)

Favignana, Levanzo e Marettimo formano l’arcipelago delle isole Egadi, in provincia di Trapani, al largo della costa nord occidentale della Sicilia. I Cartaginesi le contesero ai Greci prima e ai Romani poi. Terra di conquista per Normanni, Saraceni, pirati. Fortezze galleggianti, carceri circondate dal mare.

Sono tre splendide isole, benedette da un clima mite, temperato in estate dalle brezze del Tirreno e del Mediterraneo. L’ambiente marino è unico nel Mediterraneo, con l’Area Marina Protetta più vasta d’Europa, a tutela di un fondale prezioso, ricco di specie vegetali da difendere e abitato da una grande varietà di fauna marittima, che rende le isole una meta tra le favorite degli appassionati di immersioni. Isole di grande storia e tradizioni millenarie, le Egadi sono meta di un turismo rilassato e ritemprante, un’occasione di contatto con la natura.

Le tre isole sono diversissime tra loro. Favignana è la più grande ed è praticamente pianeggiante, un’isola verde e di grande storia, bella nell’entroterra come sulle sue coste basse e nei paesi eleganti. Marettimo è alta e spigolosa, di roccia e scogli, monti e promontori. Levanzo è una piccola perla selvatica, fatta di paesaggi suggestivi e forti contrasti, scogliere scoscese e sconnesse.

FAVIGNANA

La maggiore delle isole Egadi, Favignana, deve il suo nome al vento caldo dell’est. L’isola del favonio è verde e lussureggiante, coperta dalla macchia mediterranea che resiste anche al caldo torrido dei mesi estivi. Amata da poeti e pensatori, meta di un turismo vivace ma mai caotico. Isola pianeggiante, Favignana. Terra di grandi tradizioni, come la spettacolare, e cruenta, mattanza dei tonni. Terra di cibi antichi, di pescatori fortunati, grazie alla produttività del mediterraneo aperto, appena a sud dell’isola. Il suo popolo ha radici millenarie, ben salde nel terreno dell’isola, un tempo fonte di ricchezza grazie alle cave di arenaria e di tufo che ne fecero le fortune commerciali.

Da visitare, per chi ama le passeggiate, il Monte Santa Caterina, una collina di 300 metri d’altitudine che fa parte del Parco delle Egadi. Ma c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le bellezze naturali dell’isola. Terra e mare, verde e azzurro si incontrano in panorami mozzafiato lungo tutta la costa dell’isola, sugli strapiombi di Punta Faraglione come alle scogliere di Cala Rossa e Punta Ferro.

Favignana, Isole Egadi

Favignana, Isole Egadi | Tommie Hansen (CC BY 2.0)

Approdare a Favignana significa essere accolti dall’eleganza di Villa Florio, casa padronale del 1800, simbolo del potere della famiglia Florio, padrona dell’isola lungo tutto il diciannovesimo secolo. Da visitare il centro storico, il rione Sant’Anna, risalente al 1600, tra le viuzze strette e le pittoresche case di tufo si respirano i profumi dei tanti giardini ipogei che punteggiano Favignana. Interessante non solo la città di oggi, ma anche i villaggi del passato. Favignana è infatti un importante sito archeologico, grazie alla presenta di villaggi rupestri e neolitici, realizzati nelle grotte vicino a Cala San Nicola e sulle pendici di Monte Caterina.

Cala Azzurra e Lido Burrone sono le due spiagge di sabbia dell’isola. Per il resto a Favignana è soprattutto roccia e scogli. Oltre le scogliere scoscese di Punta Faraglione, proseguendo verso il capo di Punta Ferro, si incontra un tratto di costa bassa ed accessibile. E’ qui che si trova Cala del Pozzo, famosa per i moltissimi reperti archeologici rinvenuti, esposta verso una delle zone più pescose del litorale e la Secca del Pozzo. Imperdibile la spiaggia di Cala Grande, accerchiata dalle pinete e tradizionalmente nota come l’approdo di Ulisse.

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MARETTIMO

Rocciosa dal mare, verde nell’entroterra. Il quadrilatero spigoloso e irto di Marettimo è uno spettacolo di panorami estremi. Un incontro felice tra mare e roccia, una catena montuosa in miniatura che scaturisce dagli abissi. Non è un’isola per tutti Marettimo, ma certamente difficile da dimenticare. Non sappiamo se, come sostengono alcuni, sia lei e non Itaca, patria del girovago Ulisse, ma certamente l’isola e pietrosa quanto basta per dare qualche fondamento alla teoria.

L’attrattiva principale di Marettimo sono le sue scogliere alte e scoscese, che dipingono paesaggi di rara bellezza nelle insenature strette in cui si insinua il blu profondo del mare. Molte le grotte naturali che intarsiano le coste rocciose, frutto dei fenomeni carsici che interessano l’isola. La Grotta del Cammello, in cui le acque assumono tonalità cangianti di verde, la Grotta della Bombarda, con la curiosa formazione calcarea centrale che ricorda una mitra papale, e infine la Grotta del Presepio, indimenticabile al tramonto, sono i simboli e la fortuna di un’isola da camminare nel suo entroterra scosceso, fatto di pareti non meno ripide di quelle lungo la costa. Itinerari e sentieri a piedi risalgono gli oltre settecento metri delle cime di Marettimo, ma la fatica è ripagata dai panorami mozzafiato che sanno regalare le giornate limpide del Mar di Sicilia, la vista fino a Pantelleria nei giorni fortunati e l’osservatorio privilegiato sull’intero arcipelago delle Egadi.

Isole Egadi, Marettimo

Isole Egadi, Marettimo | Fulvio Spada (CC BY-SA 2.0)

A parte il piccolo villaggio di case di tufo bianco attorno al porto, Marettimo è un’isola deserta e totalmente pedonale. Da visitare il piccolo castello di Punta Troia, avamposto saraceno utilizzato come punto d’osservazione. In circa un’ora e quarantacinque minuti, da Scalo Vecchio si percorre un sentiero pianeggiante che regala una bella vista sullo Scoglio del Cammello e su Punta Troia. Tra tornanti con muretti di cemento, si sale al castello: incredibilmente arroccato sul suo sperone di roccia dall’aspetto pericolante, il castello di Punta Troia fu anche una terribile prigione borbonica in epoca moderna. Da vedere anche le rovine delle case romane, che testimoniano la funzione di avamposto dell’isola nel pieno dell’epoca imperiale.

Poche ma bellissime le spiagge di Marettimo, amate soprattutto da chi fa snorkeling e immersioni per la vitalità di flora e fauna marina. Cala Bianca forse la più bella, circondata dagli strapiombi rocciosi di Punta Mugnone. Un luogo tranquillo e silenzioso in cui godere del mare e del sole sdraiati sulle sue sabbie fini e bianche. I ciottoli della Cala del Cammello, poco distante dalla grotta omonima, sono meno confortevoli, ma forse più suggestivi, grazie ai giochi di luce che la ghiaia crea sul fondale: una delle porzioni di mare più belle dell’isola. Punta Bassana è invece il paradiso dei sub. Ignorate la caletta, pur bella, e immergetevi in un habitat di molluschi, posidonie, spugne e ricciole.

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LEVANZO

L’isola del trekking e delle passeggiate, a caccia di panorami indimenticabili: ecco Levanzo. Piccola, rocciosa, appartata. Levanzo è silenzio e ritmi lenti, oasi di pace che invita a lunghe passeggiate per sentieri immersi nella natura. Poco più di duecento persone e pescatori abitano Levanzo, isola dalle scogliere alte e frastagliate. La più piccola delle Egadi, solo cinque chilometri quadrati, ha paesaggi in qualche modo simili alla vicina Marettimo. Meno balcone sopraelevato e più zattera rocciosa, Levanzo condivide con la sorella maggiore anche gli splendidi fondali del parco marino che tutela l’intero arcipelago delle Egadi. L’unica strada, che attraversa l’isola da nord a sud, lascia spazio ai sentieri che dominano la sua parte sud. Si cammina alla scoperta delle bellissime scogliere, con tempi e ritmi dettati dal suono delle onde e dallo stato di forma di polmoni e polpacci.

Levanzo

Levanzo, Egadi | hampusklarin (CC BY 2.0)

Cala Dogana, sulla costa sud è l’unico villaggio dell’isola. Case bianche tradizionali, pochi servizi e tanto relax. Il tempo è fermo e le lancette non hanno alcuna intenzione di ripartire in quello che è poco più di un moderno villaggio di pescatori. Da qui partono gli imperdibili tour dell’isola in barca, per vedere da vicino lo spettacolo delle insenature sulla costa e soprattutto la Grotta del Genovese. Raggiungibile sia dal mare che dalla terra (ma vi ci vorranno quasi due ore a piedi) reca sulle sue pareti incisioni rupestri che risalgono a dodicimila anni fa. Un luogo affascinante e uno dei più importanti siti archeologici del Paleolitico.

A Levanzo non ci sono spiagge di sabbia, ma le scogliere lasciano ogni tanto spazio a calette isolate e tranquille. Oltre a quelle attorno al paesino di Cala Dogana, meritano per silenzio, relax e onnipresente mare cristallino, Cala Minnola e Cala Tramontana.

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