Preah Vihear e altri templi poco noti della Cambogia

Preah Vihear, templi Cambogia Preah Vihear © IG/loance

Se avete amato i templi del complesso archeologico di Angkor non potete perdere nemmeno Beng Mealea, Koh Ker e quel gioiello dalla storia tormentata che è Preah Vihear. Non si tratta di una vera e propria via dei templi, in Cambogia sarebbero infinite, ma di un agevole itinerario che vi permetterà di conoscere dei templi di assoluto interesse, ma meno noti rispetto al celebre Angkor Wat.

Il nostro itinerario tra i templi meno conosciuti della Cambogia parte da Siem Reap, stessa meta raggiunta per visitare Angkor Wat. Può essere fatto in una sola giornata, ma noi consigliamo di utilizzare almeno due giorni, soprattutto se state viaggiando con i mezzi pubblici o comunque non amate le cose fatte di corsa.

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Soffermarsi su Siem Reap è superfluo, se siete arrivati in Cambogia e non avete visto i templi di Angkor dovreste avere un motivo davvero valido per giustificarvi. Ci limiteremo a informarvi che si tratta del luogo meglio servito di tutta la Cambogia e a consigliarvi due alloggi tra la miriade a disposizione: l’Hari Residence ed il Golden Buttefly Villa, due strutture leader nella loro fascia di appartenenza.

Prima tappa di questo itinerario tra i templi meno noti della Cambogia, è Beng Mealea, uno dei più misteriosi. Distante circa 70 chilometri da Siem Reap e 40 chilometri dal Bayon, questo tempio era dedicato alla divinità induista Shiva, nonostante abbia anche raffigurazioni chiaramente buddhiste. Letteralmente inglobato dalla foresta, Beng Mealea è stato costruito nello stile di Angkor lungo l’antica strada che congiungeva Angkor a Preah Vihear ed oggi conosciuta più eufemisticamente come Route 66. Visitando questo tempio vi troverete immersi nella giungla e percepirete la forza della natura in tutta la sua potenza.

Beng Mealea è uno di quei luoghi dove il tempo necessario per la visita lo decidete voi, il suo intrico di rami e radici che si fondono con i muri dei templi potrebbe farvi vagare all’infinito in questo mondo magico. Molto dipenderà dalla vostra scelta di completare l’itinerario in giornata oppure di spezzarlo in due giorni con un pernottamento a Sra’em, la cittadina più vicina al tempio di Preah Vihear. Siem Reap e Beng Mealea sono distanti circa due ore d’auto, può inoltre essere utile sapere che i tour organizzati che effettuano l’itinerario in giornata dedicano alla visita di Beng Mealea un’ora di tempo.

Beng Melea

Beng Melea © IG/sokthy_nol

Preah Vihear e altri templi poco noti della Cambogia

Beng Melea © IG/dez_iles

Proseguendo verso nordest, a circa 130 chilometri da Siem Reap, raggiungerete la seconda tappa dell’itinerario trovandovi al cospetto di quella che fu la capitale dell’impero khmer tra il 928 ed il 944: Koh Ker. A lungo uno dei templi più difficilmente raggiungibili del paese, oggi Koh Ker è facilmente raggiungibile e rappresenta un complesso archeologico di notevole interesse, a patire dal Prasat Thom, un tempio piramide a gradoni in arenaria alto 40 metri. In tutta l’area del complesso di Koh Ker sono decine i templi minori tra cui il Prasat Krahom, che prende il nome dai mattoni rossi con cui è stato costruito. Koh Ker è stato tra gli ultimi templi khmer ad essere studiati e restaurati.

Per arrivare a Koh Ker da Beng Mealea impiegherete all’incirca un’ora e mezza viaggiando in auto, dedicando alla scoperta del tempio un’ora di tempo circa. Molto probabilmente la fine della visita coinciderà con l’ora di pranzo, occasione quindi per fermarsi e ripartire alla volta di Preah Vihear una volta ristorati. Intorno a Koh Ker i piccoli ristoranti sono numerosi, non dovreste avere problemi nel trovare di che rifocillarvi, molto più impegnativo decidere quale specialità della cucina khmer assaggiare.

Templi Cambogia meno noti

Koh Ker © IG/lisa_cambo

Per raggiungere la terza e ultima tappa dell’itinerario, ossia Preah Vihear, vi serviranno altre due ore circa. Preah Vihear, distante circa 240 chilometri da Siem Reap, è uno dei templi più belli della Cambogia. Rappresentante dei “templi montagna” che rimandano al mitico monte Meru, Preah Vihear si trova sul Pey Tadi nella catena dei monti Dangren, che segnano il confine con la Thailandia, a circa 600 metri d’altitudine. Una volta in cima potrete ammirare splendidi panorami sulle vallate sottostanti. Riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2008, Preah Vihear è stato per millenni luogo di pellegrinaggio e l’aspetto in cui lo possiamo ammirare oggi si deve all’operato di ben sette sovrani khmer vissuti tra il IX ed il XII secolo.

Quella di Preah Vihear è una Storia complessa. Come detto, questo bellissimo tempio sorge a pochi passi dal confine tra Thailandia e Cambogia, tanto che la lotta tra i due paesi ha portato in tempi recenti, tra 2008 e 2011, a scontri armati parzialmente risolti in sede internazionale con l’attribuzione del tempio alla Cambogia, mentre resta ancora incerta l’appartenenza del territorio circostante. L’acceso al tempio dal lato thailandese, nei pressi del Khao Phra Wiharn National Park, è chiuso dal 2008 nonostante risulti essere la via d’accesso al tempio più semplice e meno tortuosa.

Preah Vihear

Preah Vihear © IG/natsuhotakanishi

La città più vicina a Preah Vihear è Sra’em, 30 chilometri più a sud e raggiungibile in bus da Kompong Thom, Anlong Veng e più comodamente da Siem Reap. Da Sra’em a Preah Vihear dovrete quindi affidarvi ad una moto taxi oppure trovare un passaggio, ragione di più per organizzare questo itinerario da Siem Reap senza fretta, considerando anche l’ipotesi di soggiornare a Sra’em. Qui le strutture ricettive non sono molte, tra queste segnaliamo l’Heng Sokchamroeun Guesthouse e il Preah Vihear Boutique Hotel.

Seguire questo itinerario, da Siem Reap a Preah Vihear, sarà un’esperienza altamente suggestiva che vi permetterà di conoscere meglio la Storia della Cambogia, visitando dei templi splendidi e non così frequentati. Da Preah Vihear potrete poi decidere di tornare a Siem Reap, dirigervi verso la Cambogia orientale ed il confine laotiano oppure ancora di attraversare i monti Dangren e passare in Thailandia, attraverso posti di confine decisamente meno battuti di Poipet. Se qualcuno vi dice che “un tempio vale l’altro” e “visto uno visti tutti” non ascoltatelo, sicuramente non ha capito molto della Cambogia!