Trekking vista Lago Maggiore: i resti della Linea Cadorna

Trekking Lago Maggiore: Linea Cadorna Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Esiste un Lago Maggiore diverso dal solito, un lago che non è fatto da traghetti, barchini e spiaggette ma da silenziosi boschi che in autunno si colorano dei toni ruggine tipici dei faggi. Un lago che offre un punto di vista particolare sulle sue acque, e nello stesso tempo permette di immergersi nella storia. Quello che andremo ad esplorare sono i resti storici della Linea Cadorna con gallerie e postazioni in grotta liberamente accessibili tutto l’anno, in assenza di neve.

Da Verbania si sale verso Premeno e quindi a Piancavallo, nei pressi del Centro Auxologico (un ospedale importante punto di riferimento ed eccellenza per ricerca) immerso in un ambiente isolato circondato dalla natura. Dal grande parcheggio (1247 m.) si prende la strada asfaltata in direzione “Colle”, passando accanto all’ospedale e al bar-ristorante Baita ma, appena dopo pochi passi, si tiene la destra, passando accanto alla recinzione della struttura ospedaliera fino ad una sbarra (cartelli “Gallerie Monte Morissolo 0h45”). Superata la sbarra si prosegue su piacevole e larga mulattiera militare che con dislivello quasi nullo porta in direzione del Monte Morissolo passando, inizialmente, in una bella faggeta. La strada è ampia e piacevole, ma priva di protezioni laterali e poiché la faggeta sottostante presenta una pendenza assai accentuata tenete d’occhio eventuali baby-escursionisti troppo vivaci.

trekking Lago Mggiore

Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Il percorso è facile poiché l’ampia mulattiera prosegue in falsopiano (vanno ignorati tutti i bivi che con sentiero che si discostano da questa) passando dalla piacevole faggeta ad ampie aperture con vista spettacolare al di sopra del Lago Maggiore, fino ad arrivare ad una sorta di colletto in cui è presente una vasca d’acqua (non potabile). Appena oltre la vasca si trova, sulla sinistra, già una piccola postazione in roccia ma per la parte interessante si deve seguire la strada sulla destra che prosegue ancora in piano per un breve tratto, supera una strettoia tra rocce e porta alla prima delle gallerie.

Da questo punto si passa in gallerie scavate nella roccia viva alternate a balconate aperte sul lago, tutte con cancelli che vanno accuratamente richiusi dopo il passaggio, per evitare che diventino ricovero delle numerose capre che pascolano in questa zona. La terza galleria in cui si entra è quella terminale e si snoda come una sorta di dedalo con diverse diramazioni ma niente paura: tutte le vie portano in camere (le cannoniere) quindi è impossibile perdersi. Non è necessario avere torce elettriche poiché un sistema di illuminazione permette di visitare la postazione in sicurezza e se anche la luce dovesse spegnersi all’improvviso (si tratta di un sistema temporizzato), è sufficiente avere uno smartphone con sé per ritrovare uno dei numerosi interruttori.

Linea Cadorna

Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Ma cos’è, che stiamo esplorando? La cosiddetta “Linea Cadorna” era un sistema di fortificazioni costruite lungo il confine settentrionale durante la Prima Guerra Mondiale (1915-18). Non venne mai usato, anche perché la confinante Svizzera rimase sempre neutrale, ma fu realizzato nell’eventualità di un attacco dell’Impero Austro-ungarico attraverso il territorio elvetico. Questa del Monte Morissolo copriva la sponda lombarda del lago Maggiore fino a Locarno poiché ospitava cannoni in grado di lanciare proiettili pesanti 80 chili ad una distanza di 14 chilometri. Una curiosità: per la costruzione delle fortificazioni della Linea Cadorna vennero utilizzate anche le donne che trasportavano acqua, cemento e vettovaglie dietro compenso di una lira e una pagnotta a viaggio.

La prima galleria a destra porta ad un cancello attraversato il quale si esce allo scoperto verso il lago. Una ripida scalinata porta facilmente ad un osservatorio posto in posizione panoramica e che tramite le numerose feritoie poteva coprire meglio il territorio. Purtroppo, va prestata moltissima attenzione a dove si mettono i piedi. Pericoloso? No: purtroppo alcuni incivili hanno pensato di utilizzarlo come servizio igienico…

Lungo questa scalinata noterete una freccia con la scritta “vetta” mentre un sentiero si stacca poco prima dell’osservatorio: porta in cima al Monte Morissolo ma sconsigliamo questa via poiché presenta alcuni passaggi troppo esposti: per la cima esiste un altro accesso più facile.

Visitate le postazioni in galleria, si torna dunque indietro fino al colletto dove si trova la fontana, dove si è passati arrivando. Da qui è possibile salire alla cima al Monte Morissolo seguendo il sentiero in forte salita (cartello “Monte Morissolo cima 0h15”). Il sentiero si presenta con tratti ripidi e insidiosi per via delle numerose radici e per il fondo sabbioso scivoloso, consigliamo di affrontarlo solo con bambini dal passo sicuro e con il bel tempo.

In cima al Monte (1313 m.) si trovano una panchina panoramica e due pannelli con il nome delle cime e delle località in vista. Il panorama è grandioso e va da Locarno a quasi tutto il Lago Maggiore da un lato, mentre dalla parte opposta si apre verso la Val Vigezzo e le cime della Riserva Naturale della Val Grande. In questa posizione si trovava una piazzola aperta per cannoncino che integrava i cannoni posizionati nelle batterie in roccia. Poco più in basso si trova una anticima con tre croci metalliche (ma il sentiero è ripido e stretto, meglio guardarle da questo punto).

Panorama Lago Maggiore

Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)

Il ritorno ad anello

Tornati indietro al solito colletto, è ora di intraprendere il resto del percorso che si inoltra lungo una bellissima faggeta, ombrosa e fresca, perfetta da percorrere nella stagione calda, una meraviglia per gli occhi durante l’autunno. Un unico appunto, prima di incamminarsi: il giro proposto, circolare, comprende un tratto lungo circa due chilometri e mezzo di strada asfaltata, se non la si intende percorrere è meglio tornare indietro per la strada fatta all’andata.

Dal colletto si prende ora il sentiero (cartello “Colle 0h45”) che si allunga in piano più a destra della strada militare. Il bel sentiero si snoda per un tratto in piano per poi scendere un poco e quindi risalire mantenendosi sempre all’interno della fitta faggeta fino a raggiungere Colle (1238 m. – fontana).

Al Colle si è sul confine con il Parco Naturale della Val Grande e da qui parte un sentiero che porta al Monte Spalavera (1534 m.), percorrendo un altro tratto della Linea Cadorna con alcune trincee. Da questo punto si segue la strada asfaltata verso destra, sempre molto panoramica, fino ad arrivare al punto di partenza (attenzione al passaggio delle vetture).

Dati tecnici totali: +150 metri di dislivello; 7 km; 3 ore circa (al netto delle soste). Con passeggini è accessibile dal parcheggio fino al colletto antistante le gallerie. Con un po’ di fatica si può accedere con i passeggini anche all’interno delle batterie (la difficoltà è data più che altro dai cancelli). Per tutti da evitare la salita alla cima passando dall’osservatorio, troppo esposta.

Come arrivare: da Verbania direzione “Premeno” (cartelli blu), a seguire indicazioni per “Pian del Sole” e quindi per “Piancavallo” e “Centro Auxologico” per 23 chilometri. Ampio parcheggio nei pressi dell’ospedale. – In autobus linea 4 Verbania-Premeno-Piancavallo, fermata Piancavallo.

Trekking Lago Maggiore - Linea Cadorna

Foto di Franco Voglino (CC BY-NC)