Madrid: vagabondaggi notturni a Capodanno

Capodanno alternativo a Madrid

Questo post non è propriamente un consiglio per i vostri viaggi. Anzi semmai è un consiglio da non seguire, uno di quegli esempi negativi che i saggi mettono di fronte ai loro allievi per insegnare come non si fa.

Due ragazzi, amici da ventitrè anni, partono da Milano in macchina nel tardo pomeriggio del 27 dicembre, con l’intento di guidare nella notte ed arrivare a Madrid la mattina seguente. Ma verso l’una un rumore dal motore si fa piuttosto minaccioso, la prudenza consiglia di fermarsi e la sfortuna interrompe il loro viaggio all’altezza di Montpellier, in Francia, a più di mille chilometri dalla meta, in una nottata piuttosto fredda e che si lascerà ricordare. Seguono telefonate ed incomprensioni con l’assistenza dell’assicurazione, tre giorni nella cittadina della Camargue in cui si scopre che senza carta di credito non c’è l’auto sostitutiva, un treno per Barcellona che si ferma nel bel mezzo dei Pirenei facendo saltare la coincidenza per la capitale spagnola, decine di problemi da affrontare improvvisando e, al termine di una piccola odissea, Madrid.

Madrid di notteL’arrivo previsto nella mattinata del 28 avviene nella sera del 30. Il tempo per ciondolare per le strade di Madrid rimane poco, diminuito dalla preoccupazione di trovare i tempi e i modi più convenienti per tornare a casa. Si trova il volo meno caro e più comodo la mattina presto del primo di Gennaio. Ed è già il trentuno. Si prospetta un capodanno frettoloso, con lo zaino in spalla in piazza, una fuga in metropolitana subito dopo mezzanotte perché la metro chiude all’una e mezza e c’è da raggiungere l’aeroporto.

Ma i due protagonisti di questa storia hanno avuto una serata scarsa ed un pomeriggio risicato per vedere Madrid e vorrebbero porre rimedio in qualche modo. In più c’è il fatto che un viaggio così movimentato non sembra bello chiuderlo con una celebrazione ordinaria, pare banale a questo punto. Quindi alle 22.30 della sera di capodanno, da Calle della Cabeza partono con i loro zaini a piedi, per attraversare Madrid da sud-ovest a nord-est, tagliando a metà la capitale spagnola in festa e in attesa del 2011.

Ed è un curioso vagabondare verso la precisissima meta dell’aeroporto, perché il cammino inizia proprio dalla zona di Puerta del Sol vicino al quartiere Malasana, cioè il centro pulsante dei divertimenti notturni madrileni. Vie strette e calli piene di giovani e meno giovani, il cuore della festa, lo stadio cittadino fatto di canti e brindisi anticipati, perché gli Spagnoli non hanno bisogno di inviti per festeggiare (tanto che a Sol si fanno le prove per la sera dopo alla mezzanotte tra il 30 e il 31). La determinazione dei due giovani sventurati taglia la folla chiassosa come un coltello caldo farebbe con un panetto di burro. E’ bello Malasana, è vivo, giovane. C’è musica un po’ ovunque e la sensazione è un po’ quella di una Rambla barcellonese spalmata su un centro storico all’italiana, tipo Siena.

Madrid CapodannoIl Prado illuminato, nel buio umido e nella nebbiolina di fine anno, sembra costruito con i lego, con la sua struttura a blocchi che sembrano davvero poter venire via come i mattoncini danesi. Da qui a Plaza de l’Indipendencia, con la spettacolare visione delle luci della Puerta de Alcalà, sono le auto ad essere in festa. Non più gruppi di gente per strada, ma clacson e richiami entusiasti nei confronti dei due poveri profughi, che intanto si godono i quartieri più centrali ed istituzionali di Madrid, con i loro palazzi eleganti e dallo stile coerente, con i balconi decorativi spesso in ferro lucido, alla luce delle luminarie pittosto discrete di una città che non ha bisogno di simboli per essere in festa.

Dopo di che è un lungo cammino verso nord, per Calle de Velasquez. I due protagonisti di questa storia l’hanno appena imboccata. Sono pochi passi fuori da zone centralissime, qualche centinaio di metri di distanza dal palco enorme allestito nella zona del Prado, dove senz’altro ci sarà qualche migliaio di persone in allegra attesa del nuovo anno. Eppure qui regna il silenzio. E continuerà più a nord. Ma come? Siamo praticamente ancora in centro, a un tiro di schioppo dal Museo de la Ciudad, in zone ancora turistiche, eppure ci siamo solo noi, i taxisti e pochi autisti piuttosto innervositi.

I locali sono chiusi, le insegne dei ristoranti spente, le strade deserte. Persino le finestre delle case, per lo più, sono mute e non illuminate. A Milano ci si aspetterebbe un brindisi in ogni bar, una festa in ogni casa, ragazzini ed adulti pronti ad ogni balcone con i botti e lo spumante. Mentre chiacchierano come fanno da quando sono bambini, i due picareschi viaggiatori capiscono invece che probabilmente a Madrid si festeggia tutti insieme. A Sol e Malasana, con altre migliaia nelle viuzze in salita e in discesa, oppure al grande concerto del centro. Ma non si resta a casa.

Bella questa Madrid silenziosa, dall’atmosfera incredibilmente pacifica e inaspettatamente tranquilla. La compagnia collaudatissima fa dimenticare anche qualunque rimpianto, tanto sai quanti ricordi e quante volte lo racconteremo questo viaggio folle? E’ quasi mezzanotte. Sembra miracoloso trovare un negozio di alimentari 24\7 i cui due gestori osservano a bocca aperta due zaini con due ragazzi appresso entrare, prendere due panini con jamon, un litro di coca cola e una briosche al cioccolato. Il 2011 viene salutato sulla panchina di una pensilina di pullman, il silenzio viene rotto dai fuochi d’artificio, ma le strade sono ancora vuote e gli schiamazzi dalle case pochissimi.

Un capodanno davvero alternativo. Un’altra volta, però, si prende l’aereo.