Visitare Mantova: cosa vedere nella città dei Gonzaga

Visitare Mantova Foto di Luca Zanetti (CC)

Nel luglio 2008 Mantova è eletta “città d’arte” e inserita nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Bagnata da tre piccoli laghi, Superiore, di Mezzo, Inferiore, dovuti a progressive invasioni del Mincio, Mantova mantiene l’antico splendore lasciato dai Gonzaga. Camminare tra le vie del centro, ritrovarsi in Piazza Sordello, scrigno di arte e di storia, con il Duomo, il Palazzo Ducale, stupefacente reggia dei Gonzaga, il gotico Palazzo del Capitano, i trecenteschi palazzi Castiglioni e Guerrieri con la Torre della Gabbia, è un vero e proprio tuffo nell’arte e nella storia. La città non si identifica solo con i Gonzaga, ma anche con altri grandi personaggi come Virgilio, Tazio Nuvolari e Learco Guerra, ovvero antichi cantori e moderni eroi dello sport.

Le meraviglie proseguono con il Teatro Scientifico (facciata tardo 700 del Piermarini), il quattrocentesco Palazzo del Podestà, la medioevale Piazza delle Erbe, il Castello di San Giorgio con la strepitosa “Camera degli sposi” dipinta da Andrea Mantegna in onore dei Gonzaga, il Palazzo Te, luogo di svago, riposo e incontri amorosi di Federico Gonzaga. Un insieme di poli monumentali e museali di assoluto interesse che richiede una intera giornata di visite (lunedì è tutto chiuso). Il solo Palazzo Ducale è un imponente insieme di edifici di oltre 500 stanze con una quindicina di giardini e piazze, un lungo susseguirsi di sontuosi appartamenti e saloni con soffitti in legno intarsiato, quadri, statue e arazzi.

Mantova è vivace e ricca di manifestazioni. Una su tutte, il Festivaletteratura che ogni anno (7/11 settembre 2011) anima l’intera città, “fa” cultura facendo divertire con spettacoli dal vivo, incontri con autori italiani e stranieri, estemporanee esibizioni artistiche.

La città dei Gonzaga è anche un sublime esempio di eccellente cucina, definita da sempre “la cucina dei principi e del popolo”. Gli indiscussi re fra i primi piatti, sono i famosi tortelli di zucca, arricchiti da un impasto di amaretti tritati, noce moscata e grana, serviti al burro fuso e salvia e gli agnolini in brodo a base di manzo, salamella, pancetta, uovo e noce moscata. I Gonzaga pare li mangiassero come antipasto… Caratteristici fra i secondi lo stracotto d’asino con polenta, il luccio in salsa e fritture di pesci d’acqua dolce. Per finire, una abbondante fetta di Torta Sbrisolona fatta con mandorle dolci, zucchero, burro e strutto. Una bontà autentica. Tutto questo si può gustare nell’elegante convento del trecento “Aquila Nigra” o il più moderno e informale “La porta accanto” (stesso ingresso del precedente), o ancora “Al Cigno”, con i vecchi sapori di campagna e antichi piatti della corte di un tempo. Un servizio famigliare, cortese e attento, al “Leoncino Rosso”, ottima cucina tipica a prezzi corretti. O ancora il “Tiratappi”, piccolo locale molto curato in Piazza L.B. Alberti 30.

Dove dormire. Residenza Ca’ Delle Erbe in un edificio cinquecentesco accanto alla Basilica di Sant’Andrea, l’osteria offre cucina tipica con sottofondo jazz. Oppure, un po’ più economico, Al Podestà: in un edificio storico del centro appartamenti con angolo cottura e connessione Wi-Fi gratuita.