Valona, approdo dall’Albania verso l’Italia

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Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide nei Balcani. Leggi l’itinerario completo qui »

Saranda – Valona (Vlorë) è un tragitto abbastanza breve, almeno sulla carta. 128 km di strada per raggiungere l’ultima tappa del nostro viaggio. Apparentemente breve perché sono 128 km di statale lungo la costa, un percorso che prende almeno 4 ore, uno snodo di paesini e tornanti assolutamente da fare.

Da Saranda dovete tornare verso la montagna, chiedete perché non ci sono indicazioni; da lì, imboccata la statale, comincia lo spettacolo: da un lato costeggiate il mediterraneo, mare nostrum della (e nella) storia, a destra avete le montagne. Limiti di velocità molto stretti, per una strada che ti porta nei paesini più piccoli e inaspettati: Qeparo, Himarë, Jale, Dhermi, Palase, Orikum.

Paesi tanto minuscoli quanto belli da attraversare, e se avete un po’ di tempo, sceglietene uno per passare una notte tra casette bianche mare e stelle.

Proseguendo verso Valona si percorre un vero e proprio gran premio di montagna, si sale molto per stradine ripide con a destra lo strampiombo, e il mare. Quando iniziate a scendere, manca un’ora a Valona.

Valona (in lingua locale Vlorë), per breve tempo capitale dell’Albania e secondo porto più grande dopo Durazzo, è una città interamente abbarbicata al suo porto. All’arrivo, nel vialone lungomare scegliamo uno delle decine di hotel un po’ squallidi e dai colori più svariati piazzati lì: dobbiamo trascorrere una notte, all’indomani mattina ci aspetta il traghetto per la traversata.

Trovata la sistemazione facciamo due passi per la città, 94.000 abitanti: tra traffico inquinamento e strade si ha come l’impressione di respirare polvere, e dopo un po’ si può constatare che non è solo un’impressione.

Gli sguardi e i traffici intorno a noi suggeriscono quella dimensione di  città portuale nella quale ogni giorno si incontrano intrighi, personaggi da film e turisti.

Troviamo un localino sul mare dove fare una cenetta variopinta, assistiti nella scelta da una malinconica ragazza del ristorante che conosce alcuni frammenti di lingua italiana. Molti a Valona, parlano l’italiano.

Trascorriamo una serata tranquilla, con scene da lungomare adriatico, che ci portano sino a mattino: destinazione porto, dove troviamo una situazione dantesca, nella quale mi inoltro senza un Virgilio. Nonostante una prenotazione via Internet, devo entrare nell’inferno portuale per poter intraprendere il viaggio che dovrebbe portarci ad attraversare lo stretto di Otranto.

Nella prossima puntata, l’ultima di questo nostro itinerario nei Balcani, il racconto di un ritorno tutt’altro che normale: l’est non si lascia senza inghippi e clamori.

Il viaggio nei Balcani continua… Da Valona all’Italia