Burkina Faso: la città di Bobo-Dioulasso

Questo articolo è una tappa del viaggio di Mattia e Ileana in West Africa. Leggi l’itinerario completo qui »

Raggiungere Bobo-Dioulasso è abbastanza semplice, tanto più se come noi arrivate da Ouaga. Ci sono due compagnie di autobus, la STWS e la STPW, che fanno la tratta due volte al giorno, dal lunedì al sabato. Il viaggio dura circa 5h e, nel 2003, costava 4.000 CFA, circa 6 euro. In alternativa si può anche arrivare via treno o in aereo.

Bobo-Dioulasso, dopo Ouaga, è la città più grande del Burkina Faso. Un luogo piacevole dove trascorrere un paio di giorni, prendere una boccata d’aria, rilassarsi un po’ girovagando qua e là. Si gira tranquillamente a piedi ed è abbastanza sicura, anche se conviene evitare di passeggiare lungo le rive del fiume Houët.

Bobo Dioulasso significa “citta dei Bobo di lingua Jula”. I Bobo sono il gruppo etnico rappresentativo di questa zona e il più diffuso del Burkina Faso e sono rinomati per la musica. A Bobo-Dioulasso c’è un quartiere, il Balomakoté, noto per la sua vivacità artistica e musicale, che è origine di un gruppo ormai famoso anche fuori dall’Africa, i Farafina.

Grande Moschea - Bobo-Dioulasso - Burkina fasoAbbiamo trascorso la prima giornata tra la visita della grande moschea e il Grand Marché. La prima, costruita nel 1893, è in fango con le tipiche torri infilzate da bastoni di legno, nello stile del Sahel di cui abbiamo già avuto modo di ammirare alcuni tra i migliori esempi nella cittadina di Bani. Lungo la strada, a est della Moschea, c’è il quartiere di Kibiwe che merita un giretto. E’ la parte vecchia della città, popolato da fabbri, vasai, sarti e tessitori. Qui potrete vedere anche la Sya, la casa degli antenati, la più antica costruzione della città di Bobo-Dioulassu, che in origine si chiamava proprio Sya. Per questo tour è il caso di ingaggiare una guida che vi accompagni. Passiamo poi al Grand Marché, uno dei mercati più belli dell’Africa occidentale e molto più tranquillo rispetto a quello di Ouagadougu (è più raro venire placcati da cacciatori di turisti). Interessanti i batik e i vari tessuti con cui i sarti ti fanno al volo un abito su misura, c’è poi l’imbarazzo della scelta tra percussioni di vario genere, maschere, statue di bonzo, oggetti voudou e pozioni magiche… Bobo è forse il più importante centro economico del paese, crocevia storico delle rotte commerciali trans-sahariane.

Se pensate di andare in Burkina in primavera, tra marzo e aprile, date un’occhiata a quando cade la Semaine Nationale de la culture (SNC), che si svolge ogni due anni. Una settimana di festeggiamenti a Bobo-Dioiulasso in onore della cultura Bobo, all’insegna di musica, teatro e danza! Si alterna con il rinomato Festival del cinema di Ouaga, anch’esso biennale che si tiene nello stesso periodo.

Bobo-Dioulasso - Burkina fasoIl secondo giorno lo dedichiamo alla visita dei dintorni. Alla Travel agencies AST ci procuriamo un’auto con autista per un giorno, al prezzo di 35 dollari. Si parte con la visita ai villaggi Bobo che circondano la città. Le abitazioni sono in fango, caratterizzate da tetti alti a forma conica e corridoi cinti da mura. Visitiamo il villaggio Koro, unico nel suo genere, con le abitazioni scavate nella roccia. I Bobo sono una popolazione animista di religione voudou. Sono famosi per le numerosissime maschere, molte a forma di animale. La più famosa è quella che ricorda una farfalla. Larga fino a 1.5m e colorata di rosso, nero e bianco, viene indossata in rituali funebri o in occasione dei rituali della pioggia e del raccolto. Il danzatore che la indossa agita a tal punto la testa che sembra farla roteare.

Seconda tappa lo stagno dei pesci sacri, un luogo un po’ inquietante, con un’acqua torbida, biancastra, intorno la boscaglia e qualche macchia di sangue. Se aguzzi la vista, nell’acqua puoi scorgere delle forme, baffi di pesce gatto, enormi, considerati sacri a cui vengono fatti sacrifici. Pesci che mangiano polli e interiora. Un avvertimento della guida, stare molto attenti a non cadere dentro… Meglio ricordare di non indossare oro e indumenti rossi, colori proibiti nei luoghi sacri.

Ultima tappa, le cascate di Banfora, cittadina in cui, volendo, si può anche pernottare. Le raggiungiamo lungo una magnifica strada delimitata da alberi di mango. Se è vero che agosto è la stagione meno indicata per visitare queste zone, è anche vero che in Burkina potrete consolarvi con grandi scorpacciate di mango! I bellissimi alberi ci accompagnano alle cascate, un’oasi lussureggiante.

A Bobo-Dioulassu troverete diverse possibilità per dormire e mangiare che variano a seconda del budget. Una nota di merito al bar-ristorante Les Bambou, aperto fino a mezzanotte. Ottimo per gustare piatti saporiti a buon mercato, in un ambiente vivace con musica dal vivo e giardino interno.

 

Il viaggio continua… Alla scoperta delle tribù Lobi