Cosa vedere a Roma in 4 giorni – Musei Vaticani (2di4)

Cosa vedere a Roma – Musei Vaticani

Dedichiamo l’intera giornata alla visita dei Musei Vaticani, della Cappella Sistina, delle Stanze di Raffaello. Poiché ogni anno almeno sette milioni di persone visitano questi luoghi, le file all’ingresso dei Musei sono letteralmente chilometriche. Per evitarle ecco qualche utile avvertenza. Indispensabile prenotarsi con anticipo, magari utilizzando il sito ufficiale, cliccando poi su “biglietteria online”. Si scelgono il giorno, l’ora, una delle delle 8 lingue della guida, si pagano 31 € con carta di credito. Il giorno fissato presentarsi all’ingresso riservato 20 minuti prima con la ricevuta del pagamento, lanciare una compassionevole occhiata alle migliaia in fila, e il gioco è fatto. Passato il controllo di un metal detector, si salgono pochi gradini per ritirare il biglietto elettronico ed inizia il percorso delle meraviglie. Una buona notizia: si possono usare liberamente telecamere e macchine fotografiche – rigorosamente senza flash – durante tutta la visita ai Musei Vaticani ma non all’interno della Cappella Sistina.

La guida spiegherà subito in partenza, con l’ausilio di pannelli fotografici la storia, la simbologia, le allegorie e i contenuti della Cappella Sistina la cui visita è prevista solo alla fine del tour. Questa è una soluzione obbligata nel tentativo di contenere al massimo il rumore e il vociare di centinaia di persone all’interno della Cappella che dovrebbe godere di silenzio assoluto. Collegatevi a questo link per rimanere a bocca aperta in anteprima e ammirare con molta calma la sua straordinaria bellezza.

Musei vaticani

Roma - Musei vaticaniNessun altro complesso museale al mondo possiede una così vasta, interessante e bellissima raccolta di opere d’arte antica. Gli edifici che ospitano la serie di musei erano in origine i palazzi rinascimentali costruiti per i Papi. Nel Museo Egizio c’è una imponente statua (230 cm) della Regina Tuya del 1200 A.C; il museo Chiaramonti è un lunghissimo corridoio, opera del Canova, che ospita centinaia di statue raffiguranti personaggi di ogni genere. Il Museo Pio-Clementino è prevalentemente dedicato alla scultura; capolavori di 2000 anni fa che sono da ammirare in estasiato silenzio. Una sosta particolare davanti al leggendario Laocoonte del I sec.d.C. La statua rappresenta il sacerdote di Apollo e i suoi due figli mentre lottano con un serpente. Il Museo Gregoriano Etrusco, la Galleria degli arazzi, con opere fiamminghe del 1600, la Galleria dei candelabri, l’appartamento di san Pio V espongono inestimabili tesori. La Galleria delle Mappe, lunga ben 175 metri, testimonia come già nel tardo 1500 i cartografi avessero delineato con sufficiente precisione il territorio italiano, diviso secondo le regioni e i possedimenti della Chiesa. Gli affreschi da un lato della galleria raffigurano il versante orientale, dall’altro lato quello occidentale avendo gli appennini come ideale divisorio. Dopo aver assaporato tutte queste meraviglie, si cominciano a pregustare le due parti più coinvolgenti ed emozionanti.

Le stanze di Raffaello

Le stanze sono quattro, anche se in realtà quelle dipinte da Raffaello sono due. Le altre furono affrescate da allievi della sua bottega su suoi disegni. Raffaello morì giovanissimo ancor prima di portare a termine il lavoro affidatogli dal Papa Giulio II. Questi, pur di non abitare gli stessi locali dove era vissuto il suo odiato predecessore Alessandro VI Borgia, si trasferì al piano superiore affidando la decorazione al 26enne Raffaello Sanzio da Urbino. I due capolavori di Raffaello sono: “La Stanza della Segnatura”, lo studio ufficiale del Papa e la “Stanza d’Eliodoro”, l’anticamera privata. Nella “Stanza della Segnatura” gli affreschi alle pareti raffigurano le allegorie della Teologia, Filosofia, Poesia e Giustizia con la Disputa, la Scuola di Atene, il Parnaso e la Fondazione del Diritto Civile ed Economico. Fra questi capolavori, il capolavoro in assoluto è considerato “La Scuola di Atene”, composizione dominata al centro dalle figure di Platone con le sembianze di Leonardo che, con il dito rivolto al cielo, allude al mondo delle idee, ed Aristotele che con la mano verso terra indica, al contrario di Leonardo, il principio razionalista della sua filosofia. La “Stanza di Eliodoro”: il tema di questi affreschi è la Divina Provvidenza. Per esempio la “Messa di Bolsena” evoca un celebre miracolo: un prete celebrando la messa a Bolsena, vide liquefarsi il sangue dell’eucarestia. Questo fatto soprannaturale diede origine alla festa del Corpus Domini e, successivamente, alla costruzione del Duomo di Orvieto. Altro bellissimo affresco è il trittico la “Liberazione di San Pietro” che mostra un angelo che sveglia San Pietro e lo guida in mezzo ai soldati addormentati. Gli straordinari giochi di luce, ottenuti non ostante la forma irregolare del dipinto e la sua posizione sopra una finestra, dimostrano la grandezza dell’autore. Le altre due stanze furono portate a termine su disegni di Raffaello. L’“Incendio del borgo” celebra il miracolo di Leone IV che spense l’incendio divampato nel Borgo facendo il segno della croce. La “Sala di Costantino” è il trionfo del cristianesimo sul paganesimo. Lasciamo a malincuore queste meraviglie alle nostre spalle e scendiamo di un piano per ammirare il soffitto del Pinturicchio nell’appartamento Borgia. Alla fine di questa visita si arriva un po’ stanchi, ma con il cuore in gola per l’emozione che ci attende, alla Cappella Sistina.

Cappella Sistina

Si entra da una porticina ricavata nella parete che raffigura il “Giudizio Universale”. La bellezza, la maestosità, la sacralità del luogo tolgono il respiro per qualche istante. Purtroppo centinaia di incolti turisti – per la maggior parte orientali – sparano flash noncuranti dei severi richiami del servizio di sorveglianza: non si rendono conto che a fine giornata i delicatissimi affreschi saranno stati violentati alcune migliaia di volte!

La Cappella prende il nome di Sistina da Papa Sisto IV che ne ordinò l’inizio dei lavori nel 1475. Qualche anno dopo, Papa Giulio II affidò la decorazione a Michelangelo che, reticente, affrescò la volta. La logica e coerente lettura dei nove affreschi inizia con la Genesi: la separazione fra luce e tenebre, la creazione del sole e della luna, la separazione dell’acqua dalla terra, la creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale, la cacciata dal Paradiso, il sacrificio di Noè, il diluvio universale e il furore di Noè. L’eleganza dei nudi, la nobiltà e l’austerità delle espressioni, la maestria dell’artista fanno degli affreschi di questa volta un opera unica al mondo. Le pareti laterali sono state dipinte da artisti come Ghirlandaio, Botticelli, Pinturicchio, Perugino, quelli che oggi sarebbero definiti gli special guests dei divi del rock… La parete di destra raffigura la vita di Mosè, quella di Cristo a sinistra. Che dire dell’incredibile “Giudizio Universale” che già non sia stato scritto migliaia di volte? Michelangelo, rifiutando ogni aiuto, lavorò alla sua opera per quattro anni consecutivi utilizzando una speciale impalcatura a gradoni in considerazione della grande altezza di oltre 20 metri. Per affrescare la volta fu costretto a dipingere sdraiato; le gocce di pittura che fatalmente cascavano dal pennello in quella inusuale posizione, lo resero quasi cieco. Il messaggio di Michelangelo è esplicito ed audace: l’imponente figura di Cristo, senza barba e possente, leva la mano in direzione dei dannati che cadono nella profondità dell’inferno mentre Caronte rema con la barca piena di condannati all’inferno. Un Cristo insolito, con una espressione né benevola verso i santi né pietosa verso i dannati. Un’opera che nella sua maestosità ha, comunque, un carattere tragico e sublime. Presi da tante meraviglie quasi nessuno degna di uno sguardo il pavimento che è uno spettacolare mosaico degno di maggior attenzione.

Per concludere, torniamo alle note pratiche. La visita guidata termina all’ingresso della Cappella; le spiegazioni di questa, come abbiamo visto, sono state date all’inizio. Se si esce dalla porta di sinistra si ritorna nei Musei Vaticani e si possono visitare tutte quelle parti, come la stupefacente Pinacoteca, che sono state ignorate in precedenza. Se si esce a destra si può godere di un accesso privilegiato alla Basilica di San Pietro. Privilegiato significa che non si dovrà fare una lunghissima fila sotto il porticato del Bernini ma si potrà entrare direttamente, senza sottostare ai controlli del metal detector e dei documenti personali. Si gode di questi mini privilegi solo se si è prenotato in anticipo e se è stata utilizzata un guida. Ne vale assolutamente la pena!

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