7 giorni in Istria e nelle isole del Quarnaro (parte2)

7 giorni nelle isole del Quarnaro CC Ernie Trölf

Tappe dell’itinerario: Trieste – Opatija – Rijeka – Krk – Cres – Lussino – Rovinj
Leggi la prima parte del viaggio in Croazia qui.

4° giorno: Vrbnik, Klimno e Kosljun (Krk)

Questa quarta giornata la dedichiamo alla scoperta di tre mete, che raggiungiamo in auto. La prima è il villaggio di Vrbnik, ad est dell’isola: un borgo arroccato dove l’orologio ha un ritmo decisamente diverso. In questa città di impronta medievale le viuzze strette a zig zag vi fanno precipitare in un epoca lontana un paio di secoli, e si respira il profondo legame dell’uomo con la terra, testimoniato dai vitigni autoctoni di Vrbmicka zlahtina che produce un vino bianco dall’aroma delicato. Ovviamente approfittiamo della splendida ospitalità locale – c’è un vecchietto che ci parla, non capiamo veramente nulla ma è strepitoso – e ci affianchiamo del formaggio. Ci indicano poi una viuzza, chiamata Klancic, che dicono sia la via più stretta del mondo… In effetti sarà larga mezzo metro. Ma credo esista di peggio. Incontriamo un pittore che ha piazzato ovviamente il cavalletto in mezzo alla strada, e dopo qualche scambio gli chiediamo come mai ha scelto proprio questo posto per dipingere. Ci fissa senza proferir parola. La risposta è nel suo sguardo e più o meno dice: “Perché? Non si capisce?” Il pomeriggio è dedicato a un’escursione nella baia di Klimno, detta anche Soline, a 15 km da Vrbnik nella parte occidentale dell’isola. Alla fine della baia si trova il fango spuntì, ci ricopriamo ben bene e facciamo seccare per una ventina di minuti. Proseguiamo con una lunga camminata nell’acqua del mare che ha la profondità di quello di Riccione (ma non la trasparenza, eh?) per ripulirci: una pelle da bebè. Ma ricordatevi la protezione sennò tutta fatica sprecata. La cosa bella di questi fondali bassi è la fauna marina insolita: alcuni granchietti trasparenti e un po’ catatonici oltre a curiosi esserini che si dileguano in un nanosecondo. Questa baia ha diverse spiagge di sabbia (praticamente un miracolo!) tra cui Meline, con diversi impianti sportivi, Komoriska, piccola e con tratti in ombra e Slivanjska, un gioiellino vicino a Rudine. Se arrivate qui fate trentuno e visitate la grotta Biserujka, circa 10 minuti a piedi, dove ponticelli e sentieri vi aiuteranno nella breve esplorazione. Per strada, direzione Punat, mangiamo un po’ di frutta presa al supermercato (l’acqua in bottiglia è cara). Andiamo a visitare l’isolotto di Kosljun, monumento culturale nella draga dell’insenatura, dove si trova uno splendido monastero francescano. Ci vogliono dieci minuti di battello e, appena sbarcati, la statua del santo con il lupo ci dà il benvenuto. Il museo etnografico non facciamo in tempo a visitarlo, però andiamo a vedere il chiostro del convento di Santa Maria: stile romanico, tenuto benissimo. L’isola è meravigliosa, ci sarebbero ancora mille paesi e insenature da esplorare, magari la prossima volta sfrutteremo l’aereo visto che c’è l’aeroporto con un servizio navette che mi dicono eccellente. Per questa volta torniamo al nostro appartamento a Krk, in città.

5° giorno: Cres e Lussino

Partiamo da Krk alla volta dell’isola di Cres. Da Valbiska parte la barca ogni ora e mezza circa per sbarcare a Merag. Ci accorgiamo subito che Cres è un’isola selvaggia, con strade munite di pochissimi guard-rail. Ci dirigiamo a Osor, praticamente dall’altra parte dell’isola a circa un’ora di strada, vicino al ponte girevole che collega l’isola a Lussino. Quando arriviamo capiamo perché è definita una piccola città-museo: la Cattedrale dell’Assunzione nella piazza a forma d’imbuto, il municipio e il palazzo vescovile sono solo alcuni degli splendidi monumenti che fanno ammirare il paese. In un religioso silenzio. Dopo tanta cultura ci fermiamo a mangiare in una trattoria (questa volta carne, i cevapcici!) e ci rimettiamo in auto: attraversiamo il canale grazie al ponte rotante diretti a all’isola di Losinj (Lussino). La nostra meta è Veli Losinj (Lussingrande), un bel borgo raggiungibile in 40 minuti, di case dai mille colori tra strette vie. Lasciamo l’auto lungo la via principale e scendiamo verso il porticciolo per assaporarci un gelato mentre passeggiamo a casaccio, infilandoci nei vicoli lastricati che ci portano a scoprire la chiesa di Sant’Antonio. Facciamo pochi chilometri in auto e decidiamo per un rapido giro anche a Mali Losinj (Lussinpiccolo) che, a dispetto del nome, è la città principale dell’isola. Scopriamo che esiste una colonia di delfini e che per dare sostegno alla ADP – Adriatic Dolphin Project – se ne può adottare uno. Non possiamo fermarci per un’escursione nella speranza di avvistarli: purtroppo non abbiamo molto tempo, dobbiamo tornare a Cres per passare la notte, visto che qui non abbiamo trovato un buco liber0. Ci consoliamo con una camera con terrazzina in via Melin II (per 28 €) dalla signora Marija e ci concediamo l’ultimo bagno da isola, visto che domani si parte per l’Istria. La stellata questa notte è davvero incantevole.

7 giorni in Istra

CC Bryan Pocius

6° giorno: Rovinj e l’isola Rossa

Da Cres andiamo a Porozina, circa 25 km, dove prendiamo il traghetto Porozina-Brestova, sulla costa istriana. Ci riempiamo gli occhi del verde di Cherso per un’ultima volta, consapevoli che ci vorrebbe molto più tempo per visitarla davvero. La nostra ultima tappa prima di rientrare definitivamente è Rovinj (Rovigno d’Istria). Procediamo in direzione sud est tagliando completamente la penisola e in un’ora e mezza riusciamo ad arrivare. Rovigno è meravigliosa. Passeggiando nella città vecchia ci si incanta tra le vie di ciottoli e i fili stesi coi panni da una casa all’altra, un tuffo nel passato. Un labirinto di viuzze, sottopassi, scale; poi il Municipio, i palazzi barocchi in Piazza Grande e la Torre dell’orologio. Via Grisia è la nostra preferita, con gli atelier degli artisti locali e i muri zeppi di tele, acquerelli e artigianato. Arriviamo fino a S. Eufemia, una cattedrale barocca che ricorda un po’ S. Marco, soprattutto il campanile, ma la cosa strepitosa è salire sulla torre. Se non fate caso ai rumori inquietanti prodotti dagli scalini in legno, verrete graziati da un panorama a dir poco superbo. Passato l’arco dei Balbi scendiamo giù al porto fino al molo vecchio dove spilucchiamo qualcosa di leggero. Vogliamo andare in spiaggia, è l’ultimo giorno, e scegliamo una delle isolette che punteggiano i dintorni della costa e in quindici minuti di traghetto arriviamo all’Isola Rossa dove ci rilassiamo sulla spiaggia di Maschino. Tornati sulla terraferma ci regaliamo un aperitivo romantico direttamente sul mare, seduti tra gli scogli su comodi cuscini… Valentino Cocktail & Champagne ricorda il Cafè del Mar, in versione nostrana. Ci facciamo consigliare un ristorante e dopo qualche tentennamento (i pareri sono tanti, quasi scateniamo una rissa) optiamo per un taverna accanto al mercato, Da Baston, dove mangiamo una grigliata di pesce davvero ottima in un contesto pittoresco. Qualcuno tira fuori una chitarra, l’ambiente si scalda, siamo un po’ brilli. Dobbiamo rassegnarci all’evidenza e ritirarci alla Pansion Petra, visto che domattina partiamo per tornare a casa, che non è proprio dietro l’angolo.