7 giorni in Istria e nelle isole del Quarnaro (parte1)

isole Quarnaro - krk

Prima di partire, qualche regola d’oro per questo itinerario: il periodo ideale per visitare la Croazia e le sue isole è giugno e settembre. Non solo per evitare colonne e traffico, ma anche per una questione di alloggio. A luglio e agosto è difficoltoso trovare posto e vale la pena prenotare con netto anticipo. Inoltre, le isole sono molto più affollate. Un’altra stagione bella per questa settimana di mare e natura, è la primavera. Potreste approfittare delle vacenze di Pasqua, ad esempio. Non sempre ci si può sbizzarrire con i bagni, ma la natura dà il meglio di sé. Infine chiariamo la questione del bollino (o vignetta) sloveno: percorrendo la E61 non si paga, scegliendo l’autostrada sì. Dopodiché optiamo per lo stradario vecchia maniera, il navigatore può trarre in inganno, consigliamo: Slovenia. Croazia 1:300.000 – Studio FMB Bologna o quello del Touring Club, e via!

Tappe dell’itinerario:  Trieste – Opatija – Rijeka – Krk – Cres – Lussino – Rovinj

1° giorno: Milano-Trieste-Opatija

Partendo la mattina presto da Milano, in circa 5 ore arriviamo a Trieste, dove ci si può fermare per sgranchirsi un po’ le gambe e fare uno spuntino. D’obbligo è fermarsi in un caffè storico, magari al Caffè degli Specchi affacciato proprio su Piazza dell’Unità d’Italia, che riaprirà i battenti il 14 marzo di quest’anno dopo alcune traversie. La città meriterebbe più giorni per una visita che le renda giustizia, ma noi siamo ansiosi di raggiungere Opatija, così ci rimettiamo prontamente in auto. Dopo qualche chilometro entriamo in Slovenia e proseguiamo verso la Croazia, arriviamo ad Abbazia in poco più di un’ora. Lasciamo i bagagli all’Hotel Kvarner, il più antico albergo della cittadina, che vanta una splendida terrazza oltre ad arredamenti d’epoca che hanno visto alcuni momenti della principessa Sissi. Il tutto per la modica cifra di 54 € a notte con prima colazione. Affacciata sullo splendido golfo del Quarnero, Opatija (Abbazia) è la perla dell’Adriatico, il centro turistico più importante della costa orientale dell’Istria. Scatta immediatamente il bagno: belline alcune spiagge, tipo Moscenicka Draga, ma ancor meglio alcune insenature nei dintorni, raggiungibili a piedi, fatte di scogli da cui gettarsi in un’acqua di cristallo, un tantino fredda, ma favolosa. La passeggiata sul lungo mare sulle tracce del re Franz Josef è semplicemente incantevole, gli scorci indescrivibili con vista sulle isole del Quarnero. In più vi prepara alla cena, dove vi ucciderete di pesce: tanto, buono e a un giusto prezzo. Se potete spendere, non perdetevi una cena al Plavi podrum sul porticciolo di Volosko, a pochi km da Abbazia… conto salato ma atmosfera e cucina d’alto livello. Ritornati in hotel ci aspettano coppie danzanti sulla terrazza, e in verità la vita notturna in paese è notevole, noi però l’indomani ci rimetteremo in auto, quindi liquidiamo il romanticismo a beneficio di un sonno ristoratore.

2° giorno: Rijeka e Krk

Rijeka (Fiume) dista all’incirca 20 minuti da Opatija, è la più grande città portuale in Croazia e nonostante si sia estesa, sia lungo la costa che sulle colline, in modo abbastanza disordinato, mantiene il tipico stampo mitteleuropeo. Spiagge non ce ne sono, ma numerosi sono i siti interessanti da visitare come il mercato all’aperto sul lungomare nel quartiere Riva, in stile viennese, e il castello di Trsat, salendo la scalinata Petar Kruzic. Una curiosità: anche Fiume custodisce la sua torre pendente. Il vecchio campanile, Kosi toranj, della cattedrale della città, la chiesa dell’Assunta, risale al 1377 e ha una pendenza di circa 40 cm. Ci arrischiamo a prendere una pizza da Kokolo. Mai più. Va beh che noi Italiani siamo esigenti con la pizza, ma decidiamo di non riprovarci durante tutta la vacanza. Ripartiamo alla volta della prima isola, l’isola di Krk. Ci si arriva in un’oretta, attraversando nell’ultimo tratto l’omonimo ponte (a pagamento, solo l’andata). Incontriamo il primo paese, Omisalj, ma puntiamo direttamente al nostro appartamento a Krk, l’omonimo capoluogo. Girovaghiamo qua e là e visitiamo le mura e il castello; poi il richiamo dell’acqua è irresistibile. In paese i litorali variano dalla spiaggia di ciottoli, alle terrazze cementate, e ovviamente agli scogli: ci sono alcuni servizi come docce, toilettes, noleggio imbarcazioni e centri di sub. Riprendiamo possesso delle nostre facoltà ormai per l’ora di cena, spesa al Galija, dove servono una cucina mediterranea niente male. Non possiamo pronunciarci sulla pizza, ma il forno è a legna.

3° giorno: Malinska e Njivice (Krk)

L’isola è fatta di pinete che corrono fino al mare, un susseguirsi di coste frastagliate, di baie e insenature con innumerevoli isolotti. Noi optiamo per sfruttare una delle grandi opportunità su quest’isola, i sentieri ciclabili. La pedonale/ciclabile unisce i preesistenti percorsi dell’isola in un’unica rete frazionata in 13 tratti paralleli alla tangenziale, oltre alle piste sul lungomare. Scegliamo di sfruttare quella che da Krk arriva fino a Malinska. Verso le 9.00 noleggiamo le bici (ne trovate un po’ ovunque) e ci addentriamo nella natura incontaminata. Il paesaggio è vario, l’aria sa di mare e legno e in un’ora e un quarto circa arriviamo a destinazione: in questa parte dell’isola, a parte tre spiagge attrezzate, ci sono scogli a picco sul mare dove arroccarsi tra i lecci, ma risalire è piuttosto impegnativo. Dopo questa fatica d’Ercole, ci fermiamo a mangiare in una rinomata trattoria, la Konoba Bracera, e non ci conteniamo visti i piatti di pasta e di pesce che sfilano. Poi attiviamo la digestione passeggiando per Malinska: è decisamente una cittadina turistica ma ha comunque un suo fascino. Ripresa la bici percorriamo la via del Paradiso che da Malinska porta a Njivice, la Rajska Cesta, un sentiero all’ombra di fronde che si prolunga alcuni chilometri fino all’insenatura kijac, e da lì un lungomare asfaltato fino a Njivice. Prima di arrivare ci concediamo una discesa in una piccola baia e ci godiamo un meraviglioso panorama sull’isola di Cres e sulla terraferma. Njivice era un antico borgo di pescatori, oggi è un piccolo centro abitato, suggestivo e tranquillo allo stesso tempo. Verso le 17.00 facciamo dietrofront per tornare alla base. La sera ci godiamo la frescura spaparanzati sulla spiaggia.

Il viaggio continua… A breve la seconda parte dell’itinerario in Istria e nelle isole del Quarnero