Sofia, lo strano fascino della capitale bulgara

Questo articolo è una tappa del viaggio di Davide nei Balcani. Leggi l’itinerario completo qui »

Primo suggerimento: prendetevela con calma, soprattutto lungo il percorso in auto che vi porta verso la capitale. Difatti le lunghe e tortuose strade bulgare a una corsia sono iperfrequentate da camion e tir provenienti da ogni parte d’Europa, e spesso tocca stare dietro e aspettare parecchio prima di un sorpasso. A maggior ragione portate un po’ di pazienza, perché non di rado capita di svoltare l’angolo e – sorpresa – trovarsi a un controllo di polizia con autovelox.

E’ una caratteristica frequente nelle strade dell’Europa orientale, soprattutto in Bosnia, Bulgaria e Albania. Dunque, niente fretta, anche perché godrete meglio della commistione urbana e rurale bulgara, di cui così poco si conosce e che tanto può disvelare al passaggio. La strada, dal confine rumeno a un’ora da Bucarest verso Sofia non è troppo impegnativa, in cinque ore si approda nella capitale.

Sofia, BulgariaL’avvicinamento a Sofia è ad impatto tutt’altro che colorato: arrivando balza all’occhio lo stato di grigiore e abbandono delle periferie, molto estese tutto intorno. Non fatevi spaventare, perché la città regala tutt’altra atmosfera. Sofia è piccola, decadente, elegante, accogliente. Oltre i numerosi lavori in corso ad attendervi ci sono la statua di Sofia, la saggezza, e un ambiente piuttosto boéhmien.

Moltissimi gli ostelli in città, la nostra scelta ricade sull’Hostel Mostel e si rivela veramente un bel colpo: staff super accogliente dotato di mappe dettagliate e indicazioni precise, grande living room con divanetti dove stendersi e fare conoscenza, e soprattutto ogni sera alle 19 pasta e birra free per tutti quelli che volessero risparmiare sul cibo o anche solo bersi due tre birrette in compagnia. Certo, non aspettatevi la pasta dello chef o la doppio malto artigianale, però resta un’idea molto valida per quanto riguarda l’aspetto sociale ludico ed economico dei passanti. Stanze da 6 o da 8 persone, letti comodi. Insomma, si fa fatica a trovargli un difetto.

SofiaDicevamo, la città ha un fascino tutto suo. Dai mercatini popolari e piuttosto scarni (rispetto ai nostri standard di fiera) al concentramento in pochi isolati di moschea, chiesa e sinagoga, dalla piazza con tanto di sculture dedicate all’armata rossa che ha liberato il paese dal nazismo ai parchi non esageratamente estesi, si gira a piedi in un vero mood orientaleggiante.

Un capitolo a parte poi merita la vita notturna: decine di pub e birrerie, ristoranti e club per tutti i gusti e tutte le diverse quantità di energie da profondere nella serata. Dalle discoteche tecno ai pub rockettari alle più classiche birrerie. Una menzione speciale la merita The apartment, una fantastica casa gestita da ragazzi che producono succhi tisane e torte fatte in casa all’interno di un ambiente molto vintage, arredato nei minimi dettagli e con un sottofondo di musica chill out a indirizzarne gli stati d’animo. Si può scegliere tra le otto nove stanze della casa, tutte con dei comodissimi divani e un’atmosfera indimenticabile: fotografie, moquette, tende ottocentesche e una miriade di oggettini messi qua e là. Per chi andasse a Sofia, un luogo da cui necessariamente transitare, e non solo la sera. The apartment infatti è aperto dal primo pomeriggio; lo trovate al 66 Neofit Rilski.

Passiamo tre giorni e due notti a Sofia, prendendocela con la massima calma: la terza capitale più antica d’Europa è piccola e si gira anche in una giornata, vale la pena però di viverla con più quiete e dolcezza. Le 72 ore giungono al termine, ripartiamo, destinazione Macedonia.

Il viaggio nei Balcani continua… A Skopje