Ciaspolate in Valle d’Aosta, tre itinerari tra i più belli

ciaspolate valle d'aosta CC Rosa Amato

Per tutti quelli che amano la montagna d’inverno ma non sanno sciare o preferiscono delle passeggiate alternative tra le nevi, le ciaspole, o racchette da neve, sono un comodo e facile mezzo di locomozione. Non richiedono né competenze tecniche né particolari abilità. Basta indossarle con degli scarponi da montagna, munirsi di bastoncini da sci e di un normale corredo invernale e si è pronti per immergersi nella tranquillità silenziosa della natura che solo l’inverno e la neve offrono.

La Valle d’Aosta offre delle escursioni tra le più belle per questo tipo di passeggiate e di seguito vi proponiamo tre diversi itinerari, rispettivamente facile, medio e impegantivo.

Il villaggio di Alpenzu nella valle di Gressoney

Un itinerario facile che si può fare in poco più di un’ora è quello nella valle di Gressoney (o del Lys) per visitare uno dei villaggi meglio conservati della cultura Walser, con le tipiche abitazioni in legno che poggiano su colonne a forma di fungo. Il periodo migliore è da dicembre a marzo e il disvello da affrontare è poco più di 300 metri. Si può partire dal parcheggio a 1400 metri dopo Gressoney Saint Jean e dopo il villaggio di Chamonal dove, sulla sinistra, c’è una cascata di ghiaccio e un cartello per Segnavia n. 6 e alta via n. 1. Da lì ci si inerpica su una mulattiera che attraversa dei meravigliosi boschi fitti in un percorso tortuoso che offre panorami suggestivi sulla valle. Si arriva a una chiesetta e poco dopo si esce dal bosco per trovarsi davanti a estesi prati innevati. Poco più in alto sorge il villaggio con le case tradizionali e il rifugio Alpenzu (1779 m).

Valle d'Aosta percorsi ciaspole

CC Rosa Amato

Il rifugio Vittorio Sella nella valle di Cogne

Questo è invece un itinerario lungo e di media difficoltà con un dislivello di oltre 900 metri che richiede almeno tre ore. Il periodo consigliato è da dicembre ad aprile massimo. Si tratta di una delle escursioni più panoramiche di tutta la Valle d’Aosta in cui non di rado si possono incontrare camosci e stambecchi. Da Cogne si deve continuare la strada per Valnontey (1666 metri) fino alla fine dove si può lasciare la macchina nel parcheggio e proseguire con le ciaspole seguendo le indicazioni dei cartelli gialli per gli escursionisti. Il percorso entra nei boschi costeggiando il giardino botanico Paradisia e sale sino a un bivio dove bisogna fare una strada alternativa tenendo la sinistra per motivi di sicurezza e instabilità, seguendo le indicazioni di divieto. Dopo i boschi si giunge in spazi aperti con un gran panorama. Poi si prosegue ancora per una salita costeggiando un torrente che più avanti si attraversa per ricongiungersi a una mulattiera che porta al rifugio Vittorio Sella.

Il rifugio Vittorio Emanuele II e il Gran Paradiso.

L’ultimo percorso che suggeriamo, fattibile da dicembre ad aprile per la prima tappa e solo da febbraio ad aprile per la seconda, è una gita di due giorni nel Gran Paradiso con tappa al rifugio Vittorio Emanuele II. Ma la seconda parte dell’itinerario è difficile e per esperti: prevede una cordata sul ghiacciaio. Se siete dei principianti, fermatevi alla prima. Dopo Courmayeur e Villeneuve bisogna prendere la strada per Pont Valsavarenche sino al termine, dove si parte dal parcheggio attraversando il ponte sul torrente (1960 m). Il dislivello per arrivare al rifugio è di oltre 700 metri su una pista non ripida che passa per boschi, alpeggi e baite. Il rifugio si trova a 2730 metri, accanto a una piccola chiesa, e da lì si può ammirare il laghetto di Moncorvè ed eventualmente, allungando la passeggiata, ammirare da vicino l’omonimo ghiacciaio. Potete mangiare e dormire al rifugio. Il giorno dopo da lì è possibile raggiungere le cime del Gran Paradiso (4061 m) lasciandosi sulla destra la chiesetta e salendo per un percorso il cui segnavia non è segnalato. Arrivati al ghiacciaio del Gran Paradiso bisogna imbracasi e seguire le norme di sicurezza previste per i passaggi sui ghiacciai. A seconda delle condizioni climatiche in alcuni tratti potrebbe essere necessario lasciare le ciaspole per utilizzare dei ramponi, sostituendo i bastoncini da sci con la picozza. Dopo la cresta detta la “Schiena d’asino” si passa per la Becca di Moncorvé e salendo ancora si giunge finalmente sulla “vetta di neve” del Gran Paradiso. Poco più su c’è anche la statua della Madonnina.

Informazioni utili

Se volete saperne di più sulle ciaspole vi consigliamo anche Vivere la montagna d’inverno con le racchette da neve di Dalla Palma e Re (Hoepli, 2010) che oltre a spiegare storia, tecniche e abbigliamento offre anche numerosi itinerari.