Ostuni: natura e storia nelle campagne salentine

Ostuni, Salento CC pululante

La Città Bianca dell’alto Salento è arroccata su tre colli. Il bianco della calce caratterizza i suoi edifici e a pochi chilometri il blu intenso di una delle coste più pulite d’Italia. Semplicemente uno degli spettacoli urbani e paesaggistici più affascinanti del nostro paese. Avete girato per la città vecchia, ammirato la cattedrale quattrocentesca dell’Assunta e visitato le splendide spiagge di Rosa Marina e Lido Pozzella. E adesso?

Adesso è tempo di ricordarvi che siete nell’Alto Salento, una terra in cui non è soltanto la costa il motivo della vostra visita e dell’attrattiva sempre crescente che questi luoghi esercitano sul turismo nazionale e internazionale. L’entroterra e il paesaggio delle basse colline salentine valgono il prezzo del biglietto almeno quanto le acque cristalline e le spiagge di sabbia finissima.

In zona Ostuni, c’è una splendida occasione per scoprire la storia di queste terre e le bellezze naturali che la contraddistinguono, dal mare sino alle colline. Armatevi di un po’ di predisposizione alla fatica, abiti leggeri ma resistenti, scarpe comode e adatte ai percorsi di trekking che vi proponiamo nel Parco Regionale delle Dune Costiere: 1000 ettari di territorio riconosciuti come sito di interesse comunitario, sentieri e itinerari da percorrere in libertà o accompagnati dalle guide del parco.

Ostuni, la città bianca

CC Michele Ursino

Istituito nel 2006 per difendere l’area dalla speculazione edilizia e dall’aggressione del cemento, il parco è un ideale percorso dalla costa al cuore delle colline nel territorio tra Ostuni e il comune di Fasano. Dalla splendida spiaggia delle dune fossili, formazioni in costante evoluzione a ridosso della linea costiera, agli oliveti che giungono quasi al mare, sino alle lame, le tipiche vallate della zona delle Murge pugliesi, adornate dai ginepri plurisecolari; nel parco si susseguono i paesaggi e gli habitat tipici di questa zona del Salento, in un caleidoscopio di scorci naturali, antropici e selvatici.

Itinerari consigliati

L’itinerario che dalla spiaggia risale il corso del fiume Morelli, piccolo corso d’acqua che, prima di gettarsi nel mare, crea gli stagni retrodunali, ristretto ma prezioso ecosistema umido in una zona tipicamente asciutta, che ospita una flora e una fauna assolutamente peculiari e un’affascinante enclave d’acqua dolce in una terra di mare. Il torrente risale poi lungo una serie di masserie visibili: la masseria Pizzobianco e la splendida settecentesca difesa di Malta.

Il sentiero che rincorre il corso del fiume rupestre di Lamacornola attraversa i paesaggi di grande impatto della lama omonima. I colori spettacolari della vegetazione e degli antichissimi gineprai contrastano con il rosso e il beige delle rocce affioranti ai lati della stretta vallata. Non stupitevi se sentirete un odore intenso durante il cammino; i bordi della lama sono l’habitat perfetto per gli onnipresente ciuffi di timo selvatico. In un paio d’ore di cammino si giunge all’affascinante meta del villaggio preistorico della Lamacornola. Trenta grotte di origine carsica, luogo di ritrovamento di reperti dell’età della pietra e rifugio delle famiglie contadine dei villaggi dai briganti e dalle ire dei feudatari.

L’intinerario lungo l’antico tracciato della via Traiana che corre parallela alla valle. Risalendola a piedi o, meglio ancora, in bicicletta, si attraversano oliveti masserie storiche, si incontrano frantoi e piccole falesie, accompagnati da muretti a secco che non potremmo datare in maniera precisa, ma che certo non hanno l’aria di stare lì da poco. Seguendo questi sterrati antichissimi, si respira davvero la storia di una terra povera ma fertile, si ascolta l’eco dei commerci sulle vie dell’olio e del vino; l’incontro più affascinante, partendo dalla casa del Parco delle Dune, è quello con il dolmen preistorico del secondo millennio avanti Cristo, misterioso manufatto forse utilizzato per i riti funebri alle radici della civiltà italica. Lungo tutto il tragitto ci accompagna la vista di Ostuni che si staglia bianca contro il cielo azzurro, e di Torre Canne, il cui faro segna la presenza del mare.

Che vogliate farvi guidare dal personale del parco, oppure perdervi liberamente per questi e altri sentieri dell’entroterra di Ostuni, certamente non mancherete di rimanere colpiti dalla bellezza e dall’intensità dei colori di questi luoghi. Un consiglio: rivolgetevi all’ente parco e alle sue guide per avere l’occasione di fare un trekking diverso e dal sapore antico. Si organizzano infatti percorsi accompagnati dai muli, animali un tempo fondamentali per la vita rurale, preziosi e originali compagni di viaggio.

Dove dormire. Molte le soluzioni per il pernottamento nell’area di Ostuni tanti gli hotel e i B&B. Ma la scelta migliore ricade indubbiamente sulle tipiche sistemazioni in masseria. Qui un elenco di alcune tra le più piacevoli: Masserie Ostuni.

Come arrivare. Ostuni è raggiungibile in automobile dall’uscita Bari Nord della A1, seguendo poi la superstrada Bari/Brindisi. Comodamente accessibile anche in treno: la stazione ferroviaria distra circa quattro chilometri dal centro cittadino. Per chi volesse viaggiare in aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Brindisi, che dista circa 35 chilometri, mentre il più grande aeroporto di Bari ne dista circa 80.